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Ritorno su strada perfetto per Mathieu van der Poel: sua la prima all’Arctic Race of Norway

Scenario come sempre incantevole per l’Arctic Race of Norway, giunta alla settima edizione. La corsa più a nord del panorama internazionale è oggi tutta disegnata nelle Lofoten, con partenza ad Å e arrivo, 181 km più tardi, a Leknes. A circa 65 km dal via il gruppo si è spezzato in due tronconi e davanti sono rimasti addirittura in 33.

Questa l’identità degli attaccanti: Alexey Lutsenko, Magnus Cort Nielsen e Hugo Houle (Astana Pro Team), Markus Hoelgaard (Uno-X Norwegian Development), Brandon McNulty (Rally UHC Cycling), Stephen Cumminigs ed Enrico Gasparotto (Team Dimension Data), Warren Barguil e Franck Bonnamour (Team Arkéa-Samsic), Ilnur Zakarin e Pavel Kochetkov (Team Katusha Alpecin), Rein Taaramäe, Lilian Calmejane e Jonathan Hivert (Total Direct Énergie), Amund Grøndahl Jansen, Floris De Tier, Pascal Eenkhoorn e Danny van Poppel (Team Jumbo-Visma), Krists Neilands (Israel Cycling Academy), Benjamin Declercq, Preben Van Hecke e Jordi Warlop (Sport Vlaanderen-Baloise), Mathieu van der Poel (Corendon-Circus), Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels), Christophe Laporte e Loïc Chetout (Cofidis, Solutions Crédits), Andrea Pasqualon (Wanty-Gobert), Mauro Finetto (Delko Marseille Provence), Dimitri Peyskens (Wallonie Bruxelles), Sindre Lunke, Lukas Eriksson e Kim Magnusson (Riwal Readynez) e Aritz Bagües (Euskadi-Murias).

Dietro provano a lavorare principalmente Team Coop, Joker Fuel of Norway e Delko Marseille Provence, ma la composizione e la forza del gruppo di testa non lascia loro spazio: a 30 km dalla fine le due entità sono separate da più di 2′. Quando mancano 28 km dalla conclusione Lutsenko cerca di sorprendere tutti con un attacco secco in pianura: dopo qualche km sul campione kazako rientrano Calmejane, Cummings e Van Poppel ma il lavoro da dietro soprattutto di Barguil pone fine al tentativo ai meno 16 km.

Sullo slancio parte Neilands ma non fa strada. Dopo una fase tranquilla si muove all’interno degli ultimi 9 km Cummings, seguito da Cort Nielsen, Hoelgaard, Barguil e De Tier, l’esito però non è positivo; l’esperto britannico non demorde e si rilancia, mulinando a testa bassa. L’unica squadra a lavorare dietro è il Team Jumbo-Visma che, oltre a De Tier, sacrifica anche il campione norvegese Grøndahl Jansen; non è abbastanza, però, perché l’ex Barloworld al comando riesce ad accumulare sino a 10″, margine con cui entra negli ultimi 2 km.

L’Astana contribuisce al lavoro con Houle, ma Cummings pare poter andare sino al traguardo. Nell’ultimo km l’azione dell’alfiere del Team Dimension Data si fa sempre più dura e, infatti, viene ripreso durante la volata a 150 metri dalla conclusione. Da chi? Da Mathieu van der Poel, ovviamente. Su strada non gareggiava dall’Amstel Gold Race e in mezzo ha ammassato vittorie in serie nella MTB dandole ad una leggenda della disciplina come Nino Schurter.

Oggi il fenomenale neerlandese della Corendon-Circus ha letteralmente scherzato con i rivali nella volata pianeggiante, vincendo con margine e superando due corridori di livello come Danny van Poppel e Andrea Pasqualon, ottimo terzo. Seguono Benjamin Declercq, Krists Neilands, Jordi Warlop, Enrico Gasparotto, Markus Hoelgaard, Alexey Lutsenko e Frank Bonnamour. Domani appuntamento con la Henningsvaer-Svolvær di 164 km, maggiormente pianeggiante rispetto ad oggi.