Il gruppo a La Course by Le Tour de France © ASO - Thomas Maheux
Il gruppo a La Course by Le Tour de France © ASO - Thomas Maheux

Prima della rivoluzione c’è la stabilità

Nel ciclismo femminile il 2020 vedrà la nascita dei World Team, in un calendario con poche novità

Per l’Unione Ciclistica Internazionale la stagione 2019 si è conclusa ufficialmente ieri con il Tour of Guangxi ed il Gran Galà di Guilin, quindi a partire da oggi tutte le gare in programma fino a fine anno fanno già parte del calendario 2020. Poco tempo fa avevamo già fatto un’analisi approfondita di tutte le novità e gli aggiustamenti che riguarderanno la prossima stagione del ciclismo professionistico maschile, oggi ci concentriamo sul calendario internazionale del ciclismo femminile che, nel complesso, presenta solo poche novità di rilievo per quanto riguarda le corse registrate.

Ma il 2020 per il ciclismo femminile su strada sarà comunque un anno importante perché per la prima volta l’UCI inizierà a dividere le squadre in due categorie distinte: il processo non entrerà a pieno regime prima del 2022, ma intanto dal prossimo anno avremo i primi UCI Women’s WorldTeam (otto domande, tra cui quella della Alé BTC) e questo influirà sui vari criteri di partecipazione delle corse. Trattandosi di una stagione sostanzialmente di transizione, il sistema di inviti ha ancora qualche lacuna, ma ci si augura che tutto venga regolato al meglio in futuro: al momento i WorldTeam non avranno obbligo di partecipazione agli eventi Women’s WorldTour, ma gli organizzatori ne dovranno avere al via come minimo otto e quindi tutte, per la gare ProSeries si andrà da un minimo di 4 ad un massimo di 10, per le gare di categoria minimo 1 e massimo 5, per la gare di categoria 2 spazio esclusivamente ai WorldTeam dello stesso paese con un massimo di due eventi a stagione.

Women’s WorldTour, si parte dall’Australia
Andando a vedere il vero e proprio calendario delle corse della stagione 2020, per il Women’s WorldTour abbiamo pochissime novità. L’unica new entry è quella della Cadel Evans Great Ocean Road Race che renderà così molto più attraente l’inizio di stagione in Australia: con il Santos Women’s Tour promosso nelle ProSeries, la neonata Race Torquay e la promozione a 2.1 del Herald Sun Tour è legittimo aspettarsi un gran numero di squadre di alto livello volare dall’altra parte del mondo per iniziare subito a scaldare i motori. Fino a pochi anno fa per quasi tutte le formazioni principali il debutto stagionale era fissato per l’ultima settimana di febbraio o la prima marzo, adesso invece dal 16 gennaio si inizierà già a fare sul serio, ed anche il fine stagione inizia lentamente a spostarsi un po’ più avanti.

Dal calendario Women’s WorldTour invece sono due gli eventi in uscita. L’addio più doloroso è senza dubbio quello dell’Emakumeen Bira, corsa a tappe storica visto che nel 2019 si è disputata l’edizione numero 32: le ultime edizione erano state caratterizzate da qualche accesa discussione con l’UCI ma alla fine nel 2018 la gare era riuscita ad ottenere la massima categoria, ma per il 2020 gli organizzatori hanno deciso di dire basta ed arrendersi di fronte alla scarsa considerazione aveva dagli enti locali che non sono stati capaci di garantire un adeguato supporto economico. Per il futuro ci sono voci di un possibile interessamento a rilanciare la prova dalla società che già allestisce le gare basche del WorldTour maschile, ma al momento non ci sono certezze.

Chi non scompare dal calendario, ma si limita invece a fare un passo indietro è la RideLondon Classique che il prossimo anno sarà iscritta dalla categoria ProSeries: la sovrapposizione con il Ladies Tour of Norway non ha aiutato i britannici, ma bisogna ammettere che un criterium di 60 chilometri nel centro di Londra, per quanto spettacolare possa essere, stona assai accanto a quelle che dovrebbero essere le gare più prestigiose dell’anno. A tal proposito, però, dobbiamo registrare il fatto che La Course by Le Tour de France il prossimo anno tornerà a disputarsi in circuito a Parigi sui Campi Elisi, una scelta che ha attirato diverse critiche ma almeno il contesto e sicuramente più affascinante di quello londinese: atlete e addetti ai lavori hanno manifestato il loro disappunto, di certo non saranno felici neanche gli organizzatori del BeNe Ladies Tour, vista la coincidenza delle date.

Un calendario ben strutturato, poche sovrapposizioni
Nel complesso bisogna riconoscere che tra Women’s WorldTour e le nuove ProSeries, nel 2020 ci troveranno di fronte ad un calendario internazionale ben strutturato ed in cui le sovrapposizione saranno minime. Abbiamo già detto della contemporaneità tra Norvegia e Londra, ma a inizio maggio si disputeranno negli stessi giorni il Tour of Chongming Island in Cina ed il Festival Elsy Jacobs in Lussemburgo, quest’ultima gara a tappe promossa tra le ProSeries: questo è un mese sempre molto intenso per il ciclismo femminile perché avremo anche il California, l’emergente Vuelta a Burgos (preceduta dalla Durango-Durango che si salva dalla scomparsa del Bira) e quindi il classico appuntamento con il Thüringen Ladies Tour, che sembra essersi rilanciato bene in questa nuova collocazione nel calendario.

Altre due sovrapposizioni di un certo peso nel calendario internazionale sono dovuti al fatto che il 2020 sarà l’anno dei Giochi Olimpici di Tokyo che, giustamente, reclamano il loro spazio. Come avvenuto per diverse corse maschile, anche tra le donne c’è chi ha deciso di anticipare di una settimana: si tratta del Giro Rosa che si disputerà dal 26 luglio al 5 luglio dando alle atlete tutto il tempo necessario per recuperare prima di viaggiare in Giappone, ma così si “scontrerà” con le nuove date del Ladies Belgium Tour, troppo schiacciato lì dove era a settembre ed ora interessante alternativa per chi non vuole affrontare le grandi montagne della corsa rosa. E poi c’è la Clásica di San Sebastián di si disputerà nello stesso weekend delle prove olimpiche: inevitabile, è così anche per gli uomini, ma chi non andrà in Asia potrà divertirsi tra Parigi e San Sebastián, con in mezzo altre due gare di un giorno in Spagna.

Poche novità a livello globale
Anche a livello di gare minori, quelle di categoria 2, ci sono ben poche novità. Abbiamo già parlato di un debutto di stagione molto interessante in Australia, ma a seguire nel mese di febbraio non c’è molto per dare continuità a mantenere il ritmo di gara: ci provano gli organizzatori della Volta a la Comunitat Valenciana riproponendo la gara di un giorno Vuelta CV Feminas e poi lanciando la tre giorni Vuelta Castellon by VCV. In mezzo (20-23 febbraio) ci sarebbero i “rivali” della Setmana Valenciana, che avevano ricevuto il via libera per la categoria 2.1 ma che al momento non sono ancora stati inseriti ufficialmente in calendario, probabilmente in attesa di chiarire qualche aspetto organizzativo relativo all’edizione del 2019.

Sempre nel mese di febbraio tenta di affacciarsi sulla scena il Dubai Women’s Tour che dovrebbe precedere di qualche giorno il ben più ricco UAE Tour maschile: le due organizzazione non sono collegate, ed al momento non ci si aspetta una grande partecipazione alla corsa femminile, sia per il fatto che la categoria 2.2 bloccherà l’accesso ai WorldTeams, sia perché sembra che non verranno offerti rimborsi spese per il viaggio, abbastanza costoso per i team europei. Un altro mese storicamente abbastanza critico per il ciclismo femminile è quello di agosto, dove l’offerta è scarsa soprattutto per le squadre più piccole: per l’ennesima volta abbiamo in calendario il Tour de Occitanie in Francia, ma tutti i tentativi di lanciare la corsa negli ultimi anni sono sempre andati a vuoto, vedremo se il 2020 sarà l’anno buono.

Italia, promosse Emilia e Beghelli
Ad oggi c’è poco da dire sul calendario delle gare italiane registrate all’UCI per la stagione 2020: gli eventi attualmente sono sei con l’unica assenza del Giro delle Marche che però potrebbe essere aggiunto in un secondo momento. Confermate Strade Bianche, Trofeo Alfredo Binda, Giro Rosa e Giro della Toscana, la novità in positivo sta nel fatto che il Giro dell’Emilia ed il Gran Premio Beghelli sono state promosse entrambe nelle ProSeries: le due gare stanno crescendo di anno in anno, un numero sempre maggiore di atlete e squadre di alto livello le stanno scegliendo come rivincita del Campionato del Mondo e c’è da aspettarsi che già dal prossimo anno la startlist possa essere ancora più ricca.

L’augurio è che nei prossimi anni, alcune delle tante gare che attualmente animano il calendario nazionale delle corse Open riescano a fare un piccolo sforzo in più per trovare le risorse per magari entrare nel calendario UCI con categoria 1.2: in fondo, con un solo WorldTeam italiano, le formazioni minori avrebbero bisogno di più eventi di casa per far crescere le giovani in un contesto un po’ più competitivo e magari per permettere loro di raggranellare qualche punto UCI che fa sempre comodo per le classifiche, sia quelle individuale, sia quelle delle squadre, anche loro per un discorso di prestigio.

Questo il Calendario UCI Donne completo.

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