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Tensione ma niente ventagli alla Paris-Nice: 3a tappa a Ivan García Cortina

Erano ben 214 i chilometri in programma oggi nella terza tappa della Parigi-Nizza con partenza da Chalette-sur-Loing e arrivo a La Châtre: percorso prevalentemente pianeggiante o comunque con lievi ondulazioni, ma a complicare un po’ la giornata ci hanno pensato le condizioni atmosferiche, con pioggia e vento al via. Dopo 5 chilometri di relativa calma c’è stato l’attacco solitario del belga Tom Devriendt: il 28enne della Circus-Wanty Gobert ha preso un poco di margine, ha capito che nessuno lo avrebbe seguito in questa avventura e poi ha deciso di insistere, arrivando a toccare un vantaggio massimo di 9’15” al chilometro 38. La Bora-Hansgrohe si è fatta carico di gestire le operazioni di inseguimento a Devriendt stabilizzando il gap attorno ai sette minuti, ma nella seconda parte di gara anche altre formazioni sono intervenute in testa al plotone a tirare.

Con un uomo solo in fuga e con il vento che soffiava in direzione contraria alla corsa, inevitabilmente il ritmo di gara non è stato particolarmente elevato, ma la musica cambiava non appena il gruppo svoltava e trovava rettilinei esposti al vento: quattro accelerazioni ai meno 85, ai meno 71, ai meno 55 ed ai meno 42 chilometri non hanno fatto selezione, ma hanno contribuito a far crollare il vantaggio di Devriendt, che una trentina di secondi li ha persi anche per un passaggio a livello chiuso. Alla fine il buon Tom Devriendt si è arreso a 26 chilometri dall’arrivo dopo circa 185 chilometri ed 5 ore di fuga solitaria controvento.

Dopo ognuna delle brevi sfuriate citate, in gruppo si rialzava il piede dall’acceleratore come a rimandare tutto ad una nuova battaglia un po’ più avanti. L’ultimo round della guerra dei ventagli è andato in scena a 20 chilometri dall’arrivo con un deciso cambio di ritmo della Deceuninck-QuickStep, poi rilevata in testa anche da altre squadre: dopo diversi chilometri di tensione, con una caduta di una decina di corridori (tra cui Coquard) a 6.5 km dall’arrivo, nessuno è riuscito a portare via un ventaglio vero e proprio ed il finale si è giocato quindi in volata.

Una certa pendenza a salire negli ultimi 500 metri ha rovinato i piani dei treni e ha ingannato chi ha provato a lanciare una volata lunga: la scelta di tempo perfetta è stata quella dello spagnolo Iván García Cortina (Bahrain-McLaren) che ha centrato la seconda vittoria in carriera davanti a Peter Sagan, che esattamente dieci anni fa qui alla Parigi-Nizza conquistava la sua prima vittoria da professionista. Molto convincente il successo di Iván García Cortina, discorso diverso per Sagan che si è fatto un po’ sorprendere (Ackermann ha avuto problemi meccanici nel finale) e non è neanche riuscito ad uscire dalla scia del giovane spagnolo.

Buon terzo posto per l’italiano Andrea Pasqualon che al colpo di reni ha superato Cees Bol con Nacer Bouhanni, Rudy Barbier, Anthony Turgis, Giacomo Nizzolo, Mads Würtz Schmidt e Olivier Naesen a completare la top 10. Da segnalare una caduta in volata che ha visto coinvolto l’irlandese Sam Bennett (dolorante al polso destro) ed il francese Hugo Hofstetter, con quest’ultimo che ha poi rovinato lo sprint anche a Caleb Ewan. In classifica generale resta al comando il tedesco Maximilian Schachmann con 13″ di vantaggio su Giacomo Nizzolo che ha preso 2″ di abbuono strada facendo: la cronometro di domani riscriverà tutto e dirà di più sui favoriti per la vittoria finale.