- Cicloweb - http://www.cicloweb.it -

Batticuore alla Paris-Nice: Tratnik ripreso a 75 metri dalla fine, super sprint di Bonifazio

Fuga a quattro nella quinta tappa della Paris-Nice, la Gannat-La Côte Saint André di 227 km, in una giornata con diversi ritiri – Ackermann, Backaert, Naesen e Rosa, alle prese con vari problemi fisici a cui si somma Van Garderen, che non è partito per tornare in tutta fretta negli Stati Uniti prima del blocco ai voli previsto per stasera e deciso dall’amministrazione Trump.

L’attacco nasce già al km 5 e vede la presenza di corridori di qualità come i francesi Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale) e Anthony Turgis (Total Direct Energie), l’irlandese Ryan Mullen (Trek-Segafredo) e lo sloveno Jan Tratnik (Bahrain McLaren). Il vantaggio massimo supera i 7′, margine toccato a più riprese nel corso della prima metà di gara; a lavorare dietro sono soprattutto la B&B Hotels-Vital Concept e Cofidis, desiderosa di dare a Viviani un’occasione per centrare finalmente la prima affermazione stagionale.

A 50 km dall’arrivo il gap è di 3’20” che poi scende a 2′ ai meno 30 km, in una corsa che prosegue senza scossoni. L’unico elemento di cronaca è dato dalla caduta a circa 48 km dal termine di Michael Woods: il canadese della EF Pro Cycling finisce a terra in un tornante, venendo costretto al ritiro e apparendo dolorante, per quanto comunque cosciente e capace di muoversi autonomamente.

Poco dopo aver iniziato gli ultimi 20 km con 1′ di vantaggio, il quartetto di testa si dimezza: si rialzano, infatti, sia Mullen che Turgis, lasciando così a Gougeard e Tratnik l’onere di proseguire l’avventura. Si libera così un secondo di abbuono nel traguardo volante di Saint Julien de l’Herms (km 210): per centrare questo minimo bonus si assiste ad una serrata volata tra Dylan Teuns e Sergio Higuita, con il belga a regolare il colombiano solamente al colpo di reni.

Subito dopo lo sprint, in gruppo si muove la Deceuninck: privi del velocista Bennett, i belgi iniziano a dare spettacolo prima con Julian Alaphilippe, marcato a uomo da Iván García Cortina. Non appena finisce, dopo qualche decina di metri, questa azione, si muove Bob Jungels. Assieme al campione lussemburghese i fiamminghi avanzano Kasper Asgreen: i due si trovano appresso Nikias Arndt (Team Sunweb), Pello Bilbao (Bahrain McLaren) e Jasper Stuyven (Trek-Segafredo).

A lavorare nel drappello è quasi esclusivamente Asgreen mentre in gruppo a ricucire sono Lotto Soudal e NTT Pro Cycling: missione compiuta, dato che il quintetto viene annullato ai meno 10 km. Davanti la coppia di testa prosegue assieme sino ai meno 7.3 km quando l’ennesima trenata di Tratnik fa crollare Gougeard; va via lo sloveno, che con lungo rapporto persino guadagna sul gruppo, entrando negli ultimi 5 km con 25″ da gestire.

Dietro si affannano Lotto Soudal e NTT Pro Cycling, Team Sunweb e Cofidis, B&B Hotels Vital-Concept e Trek-Segafredo: ma Tratnik viaggia che è un piacere, iniziando gli ultimi 2 km con 20″. Proprio qui smette di lavorare la Lotto: la ragione risiede in un problema alla catena che mette fuori gioco Caleb Ewan.

Tratnik inizia gli ultimi 1000 metri con 12″ di vantaggio: dietro lanciano lo sprint da lontano gli Israel e sembra che lo sloveno possa farcela. Ma la pedalata si fa durissima negli ultimi metri e a 75 metri dal termine viene sopravanzato da un proiettile blu e rosso: è Niccolò Bonifazio che, dopo essersi tolto tutti di ruota, va a vincere in maniera spettacolare e netta, dando alla Total Direct Energie la principale soddisfazione della stagione.

Seconda piazza, ma a distanza, per Iván Garcia Cortina (Bahrain McLaren); seguono Peter Sagan (Bora Hansgrohe), Nacer Bouhanni (Team Arkéa-Samsic), Hugo Hofstetter (Israel Start-Up Nation), Andrea Pasqualon (Circus-Wanty Gobert), John Degenkolb (Lotto Soudal), Elia Viviani (Cofidis), Bryan Coquard (B&B Hotels-Vital Concept)  e Marc Sarreau (Groupama-FDJ).

In classifica non cambia nulla, con Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe) che conserva la maglia gialla. Domani cambia lo scenario, a meno di divieti da parte delle autorità transalpine – di certo ASO continua a minimizzare il tema coronavirus: la strada inizia a salire nella Sorgues-Apt di 161.5 km, con sei gpm e ulteriori strappetti, l’ultimo dei quali a 4 km dal termine, a dare una scossa alla situazione.