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Ad Hamme si scaldano i motori per il gran finale

La stagione di ciclocross riprende con l’X2O Trofee: a una settimana dal mondiale i campioni del mondo in carica Van Der Poel e Del Carmen Alvarado restano i riferimenti da battere

La stagione invernale di ciclocross volge al culmine, con la chisura di Coppa del Mondo a Overijse domani e l’atteso Mondiale di Ostenda tra una settimana nel quale avremo gran battaglia, pur senza pubblico. Reduci da una lunga sosta, per coloro che sono stati esentati dai campionati nazionali lunga anche 20 giorni, i protagonisti del fango hanno fatto vedere valori pressochè cristallizzati sul circuito dell’X2O Badkamers Trofee di Hamme-Zogge, un percorso veloce ma particolarmente tecnico e ricco di insidie naturali e artificiali.

La prova maschile ha vissuto un canovaccio pressoché naturale per le caratteristiche di Mathieu Van Der Poel, che ha allungato violentemente nel corso del secondo giro col solo Michael Vanthourenhout che è riuscito a tenere la ruota abbastanza a lungo, per poi pacificamente mollare. Nella seconda parte di gara Wout Van Aert innestava la sua consueta progressione, avvicinando sensibilmente Van Der Poel nel finale ma senza mai sembrare realmente in grado di raggiungerlo, complice la gara tecnicamente perfetta del campione del mondo che ha lasciato pochissimo spazio a scivoloni e sbavature (se non proprio nel primissimo giro). Van Aert concludeva a 7″, scavando solchi anche sui restanti rivali: compreso Tom Pidcock, un po’ ingolfato dalla lunga sospensione, il quale è anch’esso andato in progressione ma senza fare la differenza sugli altri contendenti e anzi, venendo passato nell’ultimo giro da Laurens Sweeck che andava a godersi un meritato podio ad un minuto di distacco, precedendo i vicini Pidcock e Toon Aerts.

Ad 1’35”, Corné Van Kessel precedeva Eli Iserbyt, il quale ha tentato invano di restare nel vivo della gara per poi concludere settimo. Il campione europeo continua a risentire dell’infortunio di un mese fa a Zolder, per lui la partecipazione all’X2O Trofee rappresenta più che altro un obbligo di firma per mantenere la testa del challenge (nel quale ha ancora un vantaggio rassicurante, a 2 gare dal termine), sarà difficile rivederlo competitivo ai massimi livelli nel corso della stagione. L’esausto Vanthourenhout giunge appena alle spalle di Iserbyt, poi a 2’04” si rivede lo spagnolo Felipe Orts, apparso molto appannato negli ultimi 2 mesi, con Lars Van Der Haar che a 2’35” chiude la top ten.

Nella gara femminile, è sempre l’Alpecin Fenix a tenere alto il vessillo della Campionessa del Mondo: si avvicina l’appuntamento-clou e Ceylin Del Carmen Alvarado manifesta una forma sempre crescente, esaltata in un percorso puramente tecnico dove le restanti rivali hanno faticato molto di più a tenere la bici tra i fossi e gli altri dislivelli. Prova senza appello per la neerlandese di sangue dominicano, che ha dato 19″ a Denise Betsema giunta in rimonta davanti a un’effervescente Manon Bakker, al primo podio nei massimi challenge e tra le favorite per la prova femminile under 23 (che si preannuncia di livello altissimo). Paga gli errori commessi Lucinda Brand, per la prima volta fuori dal podio nel corso di tutta la stagione (e ciò la dice lunga sull’annata spaventosa che sta realizzando la neerlandese proveniente dalla strada), la sua rimonta termina al quarto posto a 44″ e lascia una finestrella aperta alla Betsema nel challenge, sebbene la rivale debba recuperare ancora 38″.
La giovanissima Fem Van Empel regola una buona Sanne Cant e Annemarie Worst per la quinta posizione a 51″, si sottolinea la buona prova della francese Marion Norbert-Riberolle che al di là dell’ottavo posto finale ha lottato come una leonessa tra le migliori nella prima parte di gara. Buon 11esimo posto per Eva Lechner ad 1’22”, con la bolzanina che ha corso per la prima volta dopo due lustri senza le abituali vesti di campionessa italiana (con le quali domani invece esordirà Alice Arzuffi in Coppa del Mondo).