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Io sono il vento, sono la furia che passa!

07.07.2021 17:55

Grandioso Wout Van Aert nella tappa del Mont Ventoux, va in fuga, stacca tutti, vince in solitaria. Ma il colpo di scena è dietro: Pogacar distanziato da Vingegaard in cima, recupera solo grazie alla discesa


Che gran corridore che è Wout Van Aert. Lo diciamo da anni, lo confermiamo ogni volta che questo ragazzo ci riempie gli occhi con le sue imprese. Nel frattempo che (forse) studia per provare a vincere un grande giro un giorno, si toglie la soddisfazione di domare una salita mitologica, il Mont Ventoux, dominando la tappa in cui il celebre monte veniva scalato non una ma due volte. Nel frattempo è nei 20 della generale, e gli si prospetta una seconda parte di Tour al servizio di Jonas Vingegaard, che contestualmente all'impresa di WVA (l'ultimo a vincere il Ventoux in maglia di campione belga? Eddy ovviamente) ha scoperto le proprie carte di primo rivale per Tadej Pogacar.

E sì, perché il colpo di scena della giornata non è la grande impresa di Van Aert, ma il patimento della maglia gialla, che per la prima volta è parsa vulnerabile. Precisamente negli ultimi due chilometri di Mont Ventoux, in seguito a un attacco di Vingegaard, appunto, giunto dopo un infinito lavorìo ai fianchi degli Ineos: loro lavoravano per lanciare Richard Carapaz, il quale però ancora una volta ha fatto vedere di averne sì ma fino a un certo punto: l'ecuadoriano per il momento fa vedere che già il podio sarebbe un risultato in linea con le sue possibilità attuali, la vittoria pare invece molto lontana.

Ma torniamo a Vingegaard: purtroppo per lui il suo bell'attacco, che gli ha fruttato ben 40" su Pogacar in cima al Ventoux, si è risolto in un nulla di fatto, dato che Tadej l'ha raggiunto (con Carapaz e Urán) in fondo alla discesa su Malaucène. Però è importante scoprire che allo sloveno, parso fin qui inavvicinabile e inattaccabile, si può ancora dare fastidio, e molto: forse ciò non è sufficiente per riaprire un Tour abbastanza chiuso (guardate i distacchi in classifica), ma di sicuro basta e avanza per regalarci altre giornate molto interessanti.

Va anche detto che se Vingegaard fosse partito un po' prima, forse staremmo raccontando un'altra storia: infatti il danese ha scollinato a 15" da Elissonde e Mollema, che erano soli all'inseguimento dell'irraggiungibile Van Aert. Ebbene, se Jonas avesse avuto la possibilità di superare i due Trek, magari Wout si sarebbe potuto fermare per aspettarlo, e permettergli così di conservare il vantaggio su Pogacar in discesa: una picchiata a tratti molto pedalabile, su cui in due ci si sarebbe potuti dare una grande mano. Al 24enne danese resta in ogni caso la consapevolezza di poterci riprovare, vedremo se potrà e vorrà farlo, per ora si gode se non altro il podio provvisorio.

Cronaca. 11esima tappa del Tour de France 2021 da Sorgues a Malaucène per 198.9 km con un paio di Ventoux tra punto 1 e punto 2... diversi tentativi in avvio, visto anche all'opera Davide Ballerini (Deceuninck-Quick Step), ma la fuga buona è partita al km 25 sulle ali di Julian Alaphilippe (Deceuninck) e Nairo Quintana (Arkéa Samsic); i due hanno proceduto soli fino alla Côte de Fontaine-de-Vaucluse, Gpm al km 32 vinto dal francese che tra l'altro ha pure staccato il colombiano a pois, per procedere poi solo soletto fino al traguardo volante di Les Imberts (km 40), dopo il quale su di lui sono rinvenuti Dan Martin (Israel Start-Up Nation), Anthony Perez (Cofidis, Solutions Crédits), Neilson Powless (EF Education-Nippo), Élie Gesbert (Arkéa) e Jakob Fuglsang (Astana-Premier Tech). In tutto ciò il gruppo aveva cominciato a selezionarsi, staccati presto quasi tutti i velocisti, Mark Cavendish (Deceuninck) per primo.

Alaphilippe ha riattaccato (stavolta con Martin) sulla Côte de Gordes al km 43, si è preso quest'altro punticino Gpm e su lui e Dan si son portati poi Perez e, proveniente da dietro, Pierre Rolland (B&B Hotels p/b KTM), mentre il plotone rallentava (permettendo il rientro degli sprinter, che comunque si sarebbero definitivamente staccati poco dopo); a questo punto da dietro è uscito un altro drappello in caccia dei primi, composto da Vegard Stake Laengen (UAE-Emirates), Julien Bernard e Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Nils Politt (Bora-Hansgrohe), Xandro Meurisse e Kristian Sbaragli (Alpecin-Fenix), Luke Durbridge (BikeExchange) e Quentin Pacher (B&B); non solo: poco dopo un altro gruppetto è partito cercando di entrare nella fuga, e qui avevamo Wout Van Aert (Jumbo-Visma), Greg Van Avermaet e Benoît Cosnefroy (AG2R Citroën), Kenny Elissonde (Trek) e Pierre-Luc Périchon (Cofidis).

I due drappelli si sono uniti al km 60, quando i primi 4 avevano 50" di vantaggio sui primi inseguitori e il gruppo era a un minuto da questi ultimi, tirato dalla Ineos Grenadiers. Sul Col de la Liguière, un 1a categoria che svettava al km 83.6, gli inseguitori si sono avvicinati ai battistrada (senza più Cosnefroy, staccatosi irrimediabilmente in salita) mentre il plotone perdeva ulteriormente terreno; Gpm vinto da Martin su Rolland e Alaphilippe, discesa (leggera) passata senza scossoni, e sulle primissime rampe del Mont Ventoux (versante di Sault) i 12 intercalati hanno raggiunto i 4 al comando. Mancavano 99 km all'arrivo e il gruppo veleggiava a 5'10", misura destinata a restare il margine massimo tra fuga e plotone (sempre tirato dalla Ineos e nello specifico da un generoso Geraint Thomas).

Sul Monte Ventoso - anche se dal versante facile - naturalmente gli equilibri sono cambiati. Ad esempio in gruppo grossi problemi per Quintana (che pure aveva attaccato a inizio giornata) e David Gaudu (Groupama), staccato e destinato a uscire dalla top ten in classifica. Tra i primi invece hanno allungato Alaphilippe, Van Aert, Elissonde, Bernard, Perez, Meurisse e Durbridge, mentre Rolland è rimasto per un po' a inseguire col compagno Pacher e poi con Mollema. Proprio Bauke, con un finale di scalata di rilievo, è riuscito a colmare il gap coi sette di testa in vista del Gpm. Il traguardo a pois è stato vinto da Alaphilippe, il gruppo (forte di un'ottantina di unità) è passato a circa cinque minuti.

Ci corre l'obbligo di segnalare il gran numero di ritiri consumati nel corso della giornata. Per primo ha abbandonato la corsa Tony Martin (Jumbo), caduto malamente in un fosso a inizio tappa e portato via (sanguinante) in ambulanza; successivamente piede a terra per Clément Russo e Daniel McLay (Arkéa), Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), Miles Scotson (Groupama-FDJ), Tiesj Benoot (DSM), Victor Campenaerts (Qhubeka NextHash)

Il grande lavoro dei Trek nel gruppetto di testa (erano tre su otto) ha permesso di mantenere il margine sempre intorno ai cinque minuti, il ritmo di Bernard ha fatto male a Perez, staccatosi a 39 dall'arrivo, quindi un chilometro e mezzo più su il francese si è fatto da parte e il suo compagno e connazionale Elissonde è partito secco; è stato Van Aert, poco dopo, ad aumentare l'andatura tra gli altri causando il distacco di Durbridge e Meurisse. Wout restava con Alaphilippe e Mollema alle spalle del battistrada, e a questo punto in testa al gruppo la AG2R di O'Connor ha preso il posto della Ineos, ma è stata una fiammata di breve durata.

Ai -36 Van Aert ha staccato Alaphilippe e Mollema e nel giro di mezzo chilometro ha raggiunto Elissonde, quindi ai -35 Bauke ha tentato di staccare Julian, invano; ma il Campione del Mondo ne aveva ancora poca, e infatti un chilometro dopo ha dovuto cedere. A 33 km dal traguardo e 11 dalla vetta Van Aert ha staccato Elissonde involandosi verso l'impresa solitaria. La Ineos ha aumentato l'andatura del gruppo con Michal Kwiatkowski e il drappello già abbondantemente selezionato ha perso altre unità, in particolare tra un Sergio Higuita (EF), un Miguel Ángel López (Movistar) e un Louis Meintjes (Intermarché-Wanty) ha perso contatto Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), undicesimo della generale; Mattia Cattaneo (Deceuninck) iniziava a intravedere la sospirata top ten (alla partenza era dodicesimo a 11'38"), ma pure lui ha dovuto mollare la presa, poco dopo, staccandosi insieme a Esteban Chaves (BikeExchange).

A 32 dal traguardo il secondo della generale, O'Connor, ha palesato delle difficoltà e in effetti si è staccato pure lui. L'australiano non è comunque andato alla deriva, provando a salvare il salvabile (che nel suo caso era tantissimo); in ogni caso Cattaneo, con Bilbao, ha raggiunto e superato Ben ai -30. Nel gruppo maglia gialla restavano in 12: Tadej Pogacar con Rafal Majka (UAE), Jonas Vingegaard (Jumbo), Richard Carapaz con Kwiatkowski e Richie Porte (Ineos), Michael Woods (Israel), Enric Mas (Movistar), Wilco Kelderman (Bora), Guillaume Martin (Cofidis), Rigoberto Urán (EF) e Alexey Lutsenko (Astana).

Mollema ha raggiunto infine Elissonde ma ormai Wout era 1'20" avanti; ai -27 Kwiato ha aumentato ulteriormente l'andatura facendo fuori il suo compagno Porte ma anche Guillaume Martin, Woods e Majka. Ai 25 si è staccato pure Mas e a quel punto Kwiatkowski ha finito il suo bel turno di lavoro. Van Aert a questo punto aveva 3' di margine a due chilometri dalla vetta. È qui che Vingegaard ha dato un colpetto, Pogacar si è accodato, Carapaz con un po' più di fatica, Urán praticamente smoccolando, mentre Kelderman e Lutsenko non ce l'hanno fatta.

Nel giro di poche pedalate Vingegaard e Pogacar hanno distanziato i due sudamericani, ma il danese aveva la dinamite nelle gambe e ai 1800 dal Gpm ha staccato Tadej. Clamoroso sul Ventoso! Per la prima volta Pogacar ha fatto vedere di essere realmente attaccabile. Lo sloveno ha abbassato i giri, è stato rimesso nel mirino da Urán e Carapaz e con loro ha affrontato la discesa, dopo aver scollinato (ai -22) a 2' da Van Aert; Mollema ed Elissonde erano passati a 1'05" da Wout, Vingegaard a 1'20"; Lutsenko e Kelderman son transitati a 2'20".

In discesa le rosee prospettive di Vingegaard, che aveva guadagnato 40" in due chilometri di attacco, si sono fatte via via sempre più cupe: il terzetto alle sue spalle ha rimontato come un treno, con un Urán molto attivo (interessato a prendersi lui - e non lasciare a Jonas - il secondo posto della generale), oltre ovviamente a Pogacar che non si arrendeva allo smacco dello schiaffo preso lassù in cima. Il risultato è che il danese è stato raggiunto a un paio di chilometri dal traguardo, gli resterà un grande rammarico.

Van Aert ha vinto la tappa con 1'14" su Elissonde e Mollema e 1'38" su Pogacar, Urán, Carapaz e Vingegaard, passati in quest'ordine; a 1'56" sono arrivati Lutsenko e Kelderman, a 3'02" Mas, a 3'28" Bilbao, a 4'05" Guillaume Martin, a 5'09" Meurisse e Chaves, a 5'35" O'Connor, Cattaneo e Alejandro Valverde (Movistar). La classifica assume i seguenti contorni: alle spalle di Pogacar, Urán sale al secondo posto a 5'18", e Vingegaard è ora terzo a 5'32". Seguono Carapaz a 5'33", O'Connor (sceso dalla seconda alla quinta posizione) a 5'58", Kelderman a 6'16", Lutsenko a 6'30", Mas (che perde due posizioni) a 7'11", Martin a 9'29" e Bilbao - neoentrato in top ten - a 10'28". Cattaneo è undicesimo.

Domani la 12esima tappa ci riporta a quote più normali, da Saint-Paul-Trois-Châteaux a Nîmes saranno 159.4 km molto facili. Cavendish andrà per la quarta, vediamo chi gli toglie lo scettro.
Notizia di esempio
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Marco Grassi
Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!