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Azzardi&Zanardi, l’Italia è sempre in vetta

Silvia trionfa nell’Europeo Under 23 su Vas e Muzic, quinta Gaia Realini; Juniores, argento per Eleonora Ciabocco, quarta Francesca Barale, quinto Manuel Oioli; titoli a Linda Riedmann e Romain Grégoire

Un oro e un argento, una campionessa europea e una vice, una Under 23 e una Juniores, in comune una maglia: quella azzurra. Silvia Zanardi ed Eleonora Ciabocco hanno illuminato la terza giornata dei Campionati Europei su strada di Trento, vincente la piacentina, battuta con onore la marchigiana, entrambe a rappresentare l’Italia di domani proiettata sugli scenari internazionali già oggi. (Proiettata ma non trasmessa, data la scelta della UEC – coerente negli anni – di non produrre le immagini televisive delle gare su strada giovanili. Farà eccezione la prova degli Under 23).

Un titolo, quello di Silvia Zanardi, che per il commissario tecnico Edoardo Salvoldi è il centesimo a livello europeo: una cifra che fa spavento e che indica una longevità di risultati – tra strada e pista – con pochi (forse nessuno) pari nelle altre nazionali.

La giornata azzurra era iniziata col podio mancato dagli azzurri nella prova Juniores maschile (107.2 km, 8 giri da 13,4 km l’uno), con un terzetto composto dai francesi Romain Grégoire e Lenny Martinez, poi rispettivamente primo e terzo, e il norvegese Per Strand Hagenes (secondo al traguardo) partito all’ultimo giro sulla salita di Povo e risultato irraggiungibile per tutti. La volata del quarto posto, a 10″ dai primi tre, è stata vinta dal belga Vlad Van Mechelen davanti a Manuel Oioli, che col quinto posto è stato il migliore degli italiani. Il secondo azzurro al traguardo è stato Alessandro Romele, 11esimo, e in mezzo tra i due ragazzi di Rino De Candido si sono piazzati nell’ordine lo svizzero Jan Christen, l’estone Madis Mihkels, lo slovacco Martin Svrcek, l’austriaco Alexander Hajek e il norvegese Sebastian Kirkedam Larsen.

Molto meglio è andata tra le ragazze Juniores (5 giri, 67.6 km): qui già al terz’ultimo giro l’Italia aveva nel gruppetto di testa Eleonora Ciabocco e Francesca Barale, insieme alla russa Alena Ivanchenko, alla tedesca Linda Riedmann e alla francese Eglantine Rayer, una fuga a cinque che avrebbe caratterizzato la seconda metà di gara. Sull’ultima salita Barale ha fatto il forcing ed è rimasta con Rayer e Ivanchenko, ma in discesa le tre si sono un po’ guardate e il risultato è stato che nel finale (ai -4) sono riuscite a rientrare Ciabocco e Riedmann, per una volata a cinque preparata dalle azzurre in superiorità numerica. La Barale si è sacrificata per la compagna, ma lo spunto della Riedmann è stato imperiale e non contrastabile, per cui la tedesca si è presa l’oro davanti alla Ciabocco; terzo posto a 2″ per la Rayer davanti a Barale e Ivanchenko; il gruppo è arrivato a 1’10”, regolato dalla finlandese Anniina Ahtosalo sulla svizzera Noëlle Ruetschi, l’altra azzurra Carlotta Cipressi (ottava), l’olandese Anna Van der Meiden e la svizzera Fiona Zimmermann.

L’apoteosi azzurra è venuta nel pomeriggio inoltrato, con la prova delle ragazze Under 23, 80.8 km per 6 giri del circuito. A metà gara ha preso margine un assortito gruppo di una ventina di atlete, al cui interno le italiane erano quattro. E proprio loro, con Gaia Realini in particolare, hanno fatto la corsa insieme alle francesi. Un attacco dell’abruzzese ha frantumato il drappello, poi intorno a Gaia si è coagulato un gruppetto di 8 tra cui anche Silvia Zanardi. All’ultimo giro la francese Evita Muzic ha promosso l’azione decisiva: le hanno risposto Blanka Kata Vas, ungherese, e la Zanardi. Nella volata a tre che ha deciso la corsa, la piacentina nata a Fiorenzuola d’Arda ha vinto nettamente davanti a Vas e Muzic (cronometrate a 2″): per Silvia è stata nientemeno che la prima vittoria su strada, lei che si è sin qui espressa principalmente in pista. Ma per dire, anche la Realini l’abbiamo vista gareggiare con profitto nel cross in questi anni: la multidisciplinarità continua a essere una miniera per il ciclismo azzurro, in particolare quello femminile.

Gaia ha chiuso al quinto posto, a 31″ dalla compagna, ed è stata preceduta al quarto dall’austriaca Laura Stigger (cronometrata a 29″); top ten completata dall’olandese Shirin Van Anrooij e la tedesca Franziska Koch a 35″, dalla belga Shari Bossuyt, dall’italiana (nona e terza delle nostre) Camilla Alessio e dalla tedesca Ricarda Bauernfeind, tutte a 36″. A ridosso delle dieci anche Barbara Malcotti, 12esima a 40″.

Il medagliere è più che mai colorato d’azzurro: l’Italia guida con 3 ori (uno al giorno, la media è perfetta), 2 argenti e 1 bronzo ed è seguita da Svizzera (2 ori), Germania (1 oro, 3 argenti, 1 bronzo), Belgio (1-1-1) e Francia (1 oro e 4 bronzi). Domani l’occasione per rimpinguare il palmarès dovrà essere colta tra le due prove previste: alle 9 si svolgerà la gara in linea degli Under 23, 10 giri del circuito trentino per un totale di 133.6 km. Marino Amadori schiera Filippo Baroncini, Gabriele Benedetti, Luca Colnaghi, Gianmarco Garofoli, Edoardo Zambanini e Filippo Zana, con quest’ultimo – che vanta una già notevole esperienza da pro’ – nei panni dell’osservato speciale; come lui lo spagnolo Juan Ayuso, l’olandese Marijn Van den Berg e il norvegese Tobias Halland Johannessen.

Alle 14.15 il piatto forte della giornata, la prova femminile Élite, programmata su una lunghezza di 107.2 km per 8 giri complessivi. L’Italia è un discreto squadroncino, saranno in gara Elisa Balsamo, Sofia Bertizzolo, Marta Cavalli, Tatiana Guderzo, Elisa Longo Borghini, Erica Magnaldi, Soraya Paladin e Debora Silvestri. Le antagoniste saranno come al solito le olandesi, e se indichiamo Van Vleuten-Vos-Vollering come le più temibili lasciamo fuori nomi come Chantal Blaak o Amy Pieters, tanto per dirne altri due… insomma, lo spauracchio oranje è sempre vivo, e la sfida Italia-Olanda caratterizzerà un’altra corsa femminile.