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Evenepoel fa il matto, Bernocchi dominata

Pioggia battente e già al chilometro 60 Remco fa saltare il banco della classica lombarda, se ne va con altri cinque e poi li stacca a 30 dalla fine. Covi e Masnada sul podio, Battistella, Pinot e Puppio gli altri del sestetto

Quando diciamo (e praticamente lo ripetiamo a ogni corsa) che siamo fortunati a trovarci nel pieno di questa fase nuova del ciclismo, ci riferiamo proprio a situazioni come quella che abbiamo vissuto oggi con la Coppa Bernocchi: questo degli anni ’20 è un ciclismo fondato su fantastici campioni, tutti giovani e tutti matti, che non hanno paura di lanciarsi allo sbaraglio, anzi che paiono avere consapevolezza solo di questo modo di andare in bici, all’attacco, sempre. Remco Evenepoel è naturalmente uno dei capofila di questo approccio, e oggi ne ha data un’altra dimostrazione, dominando la gara ma facendolo proprio a modo suo, come avrebbe fatto a 16 anni, come vorrà continuare a fare quando ne avrà 26 e 36. Quanta bellezza si sta riversando in questo sport, e conseguentemente quanto interesse sta esplodendo intorno al ciclismo e quanto di più ne esploderà di qui a poco: stiamo incubando un pre-boom, è tutto così intrigante che non ci crediamo ancora. Guardate la Roubaix di ieri, la risonanza che ha avuto.

Ma è normale che sia così, se anche le corse non di primissima fascia vengono onorate in quella maniera, in ossequio alla storia centenaria di tante di queste competizioni. Come la Coppa Bernocchi, 102 edizioni, che bella gara è, quanta storia contiene, quanto merita di tornare in auge – come effettivamente sta accadendo? Il ciclismo italiano ha incrociato – oltre alla diffusione di talenti cui accennavamo sopra – una traccia positiva, ne ha preso la scia e, a livello organizzativo, pare godere di buona salute. È bastato che si allineassero due elementi: mettere vicine in calendario tutte queste semiclassiche storiche, in una posizione che non trovi troppa concorrenza internazionale; e attivare la diretta televisiva per tutte queste gare. Due fattori che tanti osservatori (noi in prima fila) avevano individuato già da molto tempo come necessari per la sopravvivenza del ciclismo italiano, ma che solo nell’ultimo lustro sono diventati effettivi. Ora bisognerà lavorare per rendere strutturale questa condizione in essere.

Ma torniamo alla Coppa Bernocchi 2021, 197.1 km da Legnano a Legnano, in mezzo il circuito del Piccolo Stelvio da ripetere 6 volte, ultimo scollinamento a 53 km dal traguardo, infine un circuito cittadino di 5.8 km a Legnano da ripetere tre volte. Nonostante la pioggia che ha sfragagnato gli zebedei per tutto il giorno, il ritmo è stato da subito altissimo, 50 di media (o giù di lì) nella prima ora, e si è dovuto attendere proprio il primo transito sul Piccolo Stelvio al km 60: qui, alla bellezza di 140 km dalla conclusione della corsa, Remco Evenepoel ha deciso che lo stallo era durato troppo e, semplicemente, ha attaccato. Si sono mossi con lui Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Samuele Battistella (Astana-Premier Tech), Alessandro Covi (UAE-Emirates), Antonio Puppio (Qhubeka NextHash) e, in supporto e in parallelo a Remco, Fausto Masnada (Deceuninck-Quick Step).

In mezzo son rimasti Nick Schultz (BikeExchange) e Marc Soler (Movistar), ma non sono più riusciti a chiudere sui sei di testa i quali, giacché si trovavan lì, hanno deciso di proseguire senza tentennamenti, nonostante la grande distanza dal traguardo. Il sestetto ha tenuto in scacco la Ineos Grenadiers che provava a tener vivo l’inseguimento, ha portato il proprio vantaggio a oltre 4′, margine esistente quando la Eolo-Kometa ha preso il posto del team britannico in testa al gruppo, dopo la quarta scalata al Piccolo Stelvio, a 80 km dalla fine.

Al quinto giro Puppio si è staccato sulla salitella di San Pancrazio e da qui ha iniziato una sorta di elastico, rientrando in discesa e poi perdendo nuovamente contatto sul Piccolo Stelvio, ma riuscendo alla fine dei giri del circuito della Valle Olona a salvare le penne e a restare con gli altri cinque, tra i quali Masnada aveva svolto un lavoro enorme, sempre in favore di Evenepoel. Ragion per cui Remco si sentiva in dovere di mettere in porta l’assist del compagno, e tanto per non avere troppi pensieri ha deciso di chiudere subito la partita, a 32 km dal traguardo. Qui, sulla salitella di Gorla Maggiore, il 21enne belga è scattato e ha piantato in asso i cinque colleghi che erano con lui. In pochi chilometri, Remco ha messo insieme un minuto sugli altri fuggitivi, mentre il gruppo era lontanissimo, oltre i 6′.

Evenepoel non si è accontentato del minuto, ne voleva due, e se li è presi, spingendo come un ossesso e distanziando ulteriormente gli altri 5. Già a 15 km dalla fine l’affare era pronto per essere archiviato, con l’unico belga a vincere la Coppa Bernocchi dopo la doppietta di Rik Van Looy nel 1957 e 1958 (sì, insomma, non l’ha vinta neanche Merckx!). Restava da capire come si sarebbero piazzati gli altri, e ai 3 km è arrivata la risposta dell’inesausto Masnada, scattato a propria volta e contrato dal solo Covi. Lo sprint a due per la piazza d’onore, a 1’49” dal vincitore, ha visto prevalere Alessandro su Fausto, quindi sono arrivati Battistella e Pinot a 2’25” e Puppio a 2’55”. Il gruppo era stato fermato prima del circuito finale per evitare che ci fosse il rischio che Evenepoel lo raggiungesse (in quel caso il plotone sarebbe stato messo fuori corsa), una pausa da cui poi è ripartito, a distanza di sicurezza, per andare ad assegnare con la volata il settimo posto: se l’è preso a 8’27” dal primo, Juan Sebastián Molano (UAE), già protagonista al Giro di Sicilia la scorsa settimana, davanti a Filippo Fiorelli (Bardiani-CSF), Niccolò Bonifazio (TotalEnergies) ed Elia Viviani (Cofidis, Solutions Crédits). Domani il Trittico Lombardo vivrà il suo secondo appuntamento, la Tre Valli Varesine che si disputerà sia nella versione maschile che in quella femminile: appuntamento a Busto Arsizioper la doppia partenza, o a Varese per il doppio arrivo.