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GiroBio 2012

Il GiroBio comincia sulla falsa riga dell'edizione 2011. Stessi luoghi (zona di confine tra Marche e Abruzzo), stessa tipologia di tappa, per velocisti ma adatta a qualche colpo di mano, cosa che effettivamente successe l'anno scorso, consentendo a Moser di vestire la maglia di leader. Si parte da Monte Urano e, dopo una salitella dopo pochi chilometri, si percorrerà tutta la litoranea in direzione sud, fino a San Benedetto del Tronto. Da qui ci si addentrerà verso Ascoli per cominciare la parte più mossa della frazione. I Gpm di Civitella del Tronto e Sant'Omero non faranno moltissima selezione ma invogliare degli attacchi - anche perché diversi atleti lotteranno per aggiudicarsi la prima maglia degli scalatori - e permettere a gruppetti ben assortiti di avvantaggiarsi e resistere al ritorno del gruppo negli ultimi 18 km sostanzialmente pianeggianti o in leggera discesa.

Novità, quella delle semitappe, almeno nella tradizione recente. Nella seconda giornata, in mattinata spazio alle ruote veloci per una probabile rivincita del giorno precedente, per altro sulle stesse strade. I chilometri saranno solo poco più di 75 e le dolci colline poste nella prima parte della frazione non rappresenteranno alcun ostacolo per gli sprinter del gruppo che potranno visionare il rettilineo d'arrivo di Alba Adriatica perché vi transiteranno due volte prima di lottare per il successo parziale.

Il percorso della cronometro del pomeriggio sarà identico a quello del 2011, poco più di 12 km quasi tutti sulla pista ciclabile che unisce Giulianova ad Alba Adriatica sul lungomare abruzzese-marchigiano. L'anno scorso il vincitore riuscì a completarlo in meno di 16 minuti e i distacchi tra i favoriti furono molto risicati e assolutamente non decisivi per il risultato finale.

193 chilometri (senza contare gli 11 di trasferimento) sono una distanza che i dilettanti raramente (per non dire: mai) si trovano a dover affrontare nelle gare del calendario nazionale e internazionale. La distanza sarà quindi un'incognita da tenere assolutamente in considerazione in questa frazione appenninica che porterà la carovana in Ciociaria. Le difficoltà altimetriche più significative sono concentrate nella parte centrale nella quale i corridori affronteranno le scalate al Monte Urano (solo omonimia con la località di partenza della prima tappa) e al Valico Olmo di Bobbi, entrambe con pendenze in doppia cifra in diversi tratti. Dalla vetta una quarantina di chilometri in falsopiano, un po' in su e un po' in giù, fino a Opi dove comincerà l'ultima salita di giornata, verso il Valico di Forca d'Acero. Niente di proibitivo, visto che le pendenze sfioreranno solo il 5%. Dalla cima 30 km di discesa, molto dolce anche questa, con una breve contropendenza a metà e che indubbiamente favorirà chi si troverà ad inseguire.

Avezzano-Terminillo, come la tappa vinta da Garzelli al Giro d'Italia 2003 ma con un tracciato completamente diverso. Due i Gpm prima dell'ultima salita: uno a Ovindoli, poco dopo la partenza, l'altro a metà corsa, il Passo delle Capannelle, ma entrambi non riusciranno a creare molta selezione. Dopo altri due strappetti, si giungerà a Leonessa, da dove mancheranno poco più di 22 km al traguardo, 17 di salita e i rimanenti di discesa e falsopiano per raggiungere Campoforogna. I primi 7 km sono poco più di un falsopiano e non si andrà mai oltre il 4% di pendenza, gli altri 10 avranno una pendenza media del 7.5%, con punte oltre il 10 nel tratto tra i meno 3 e i meno 2 al culmine. Dal valico saranno da affrontare ancora 3.5 km di discesa e poi un anello di un paio di chilometri con pochissima pendenza che chiuderanno la prima frazione che può far capire i reali valori in campo.

Ancora una frazione altimetricamente per ruote veloci, ma gli oltre 15 km in strada bianca inseriti tra i meno 43 e i meno 13 potranno essere decisivi anche per le sorti dell'intera corsa. Da Perugia si costeggerà la sponda nord del Lago Trasimeno per dirigersi verso la Toscana, puntando verso Siena. Proprio in prossimità del capoluogo cominceranno i 4 settori sterrati (5.3, 5.2, 3.1 e 2 km le lunghezze parziali) che condurranno la corsa nella zona di Gaiole. La salita di Castagnoli, posta a 6 km dal traguardo, potrà rappresentare l'ideale trampolino per chi vorrà aggiudicarsi la frazione.

Poca pianura ma anche poca salita vera in questa frazione tutta toscana che porterà la corsa alle porte di Pisa. Le difficoltà sono concentrate nella prima parte che probabilmente vedrà la nascita di una fuga. Dall'ultimo Gpm, a Castellina Marittima, mancheranno però 60 km abbastanza facili che avvantaggeranno il gruppo e potranno permettere ai velocisti di disputare lo sprint per la vittoria.

Da velocisti anche la tappa dopo il riposo. Si partirà dalla periferia di Parma e, tagliando tutta la pianura padana, si arriverà sulle rive del Lago di Garda. Proprio nel finale un paio di strappetti movimenteranno l'altimetria, ma difficilmente potranno cambiare le sorti della tappa.

Decisamente una tappa in cui può succedere di tutto, la penultima di questo Giro. Da Rovereto i corridori si dirigeranno verso Riva del Garda dove comincerà la prima difficoltà di giornata, il Passo del Ballino, una quindicina di chilometri verso Fiavé con la parte iniziale abbastanza regolare con pendenze dal 5 al 7%, mentre nel finale, più semplice, si alterneranno falsopiani e piccoli strappi. Da Fiavé si scende verso Comano, per ricominciare subito a salire alla volta del Passo del Durone, dieci chilometri molto irregolari con una pendenza media di poco superiore al 6%. Ancora discesa verso Tione e lungo fondovalle in direzione Pinzolo, dove comincerà la terza salita di giornata, il Campo Carlo Magno. È la classica salita di Madonna di Campiglio (13 km con pendenze mai superiori all'8%, media 5.5) con l'aggiunta di altri due chilometri, il secondo dei quali pende ben oltre il 10%. Discesa verso Dimaro, un'altra dozzina di chilometri di fondovalle e poi si sale ancora verso il Passo del Tonale, altri 15 km (anche se gli ultimi due saranno molto facili) al 6% con punte superiori al 9 poco prima del decimo chilometro di salita. Altra discesa verso Ponte di Legno da dove, come noto, comincia l'interminabile Passo di Gavia. Saranno oltre 17 i chilometri di quest'ultima ascesa, la pendenza media vicina all'8% con tratti - nella parte centrale e nella parte finale - che lambiranno il 15%. Altra variabile molto importante, se non bastassero i quasi 75 km di salita, sarà l'altitudine: si arriverà a 2621 metri. 

Per i superstiti del tappone del sabato, ci sarà anche l'ultimo sforzo, un circuito di 12 km abbastanza pianeggiante da ripetere dieci volte, identico a quello dell'edizione 2011. Faranno la differenza le energie rimaste e la voglia di attaccare ancora. Potrà arrivare una fuga o, come l'anno scorso, potrà essere volata di gruppo compatto proprio ai piedi del sacrario dei caduti della grande guerra.

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