Cicloweb
Il Portale del Ciclismo professionistico, femminile e Under23
Vuelta a España 2010
Non poteva che essere la Plaza de Toros di Siviglia ad accendere il rosso fiammeggiante di una corsa che per i tre quarti di secolo cambia pelle e si ritrova nel colore della capitale andalusa, pronta ad accoglierla in un inedito notturno che consacrerà la squadra più veloce del lotto.
Sarà quindi nella mezzanotte andalusa che si incendierà l'agonismo dei protagonisti della Vuelta, sulle nervose strade di casa che stavolta gireranno in senso antiorario per poco più di 3350 km totalmente iberici, con la sola eccezione della pirenaica frazione d'Andorra, strade infarcite di difficoltà che vanno ben oltre le cifre delle 40 salite dell'edizione numero 65, e già di per sé abbastanza per renderla una corsa potenzialmente esplosiva. Anche se varie scalate di secondo piano dovranno essere valutate alla prova dei fatti.
Il visibile, solito neo, di una terza settimana tradizionalmente deludente, è quest'anno parzialmente nascosto dall'unica crono individuale, abbastanza lunga e facile da poter fare grandi distacchi su chi quel giorno non troverà il ritmo, ma soprattutto dall'ultimo spettacolare arrivo in salita, al sabato, alle sorgenti del Manzanarre, salendo alla vertiginosa quota dei 2250 metri del Globo del Mondo.
1a tappa: Sevilla - Sevilla (Cronosquadre)
2a tappa: Alcalá de Guadaíra - Marbella
Dalla cittadina medievale andalusa prenderà il via la prima tappa in linea: tre le province interessate nella frazione che porterà al mare di Marbella che l'ultima volta vide la vittoria dell'italiano Baldato. Appena prima di uscire dalla provincia sivigliana s'incontrano le prime difficoltà della tappa, con il primo Gpm di 3a categoria, ai 630 dell'Alto de Pruna: pochi km di salita molto blandi, al 5-6%, ma cui segue un percorso vallonato, che tende sempre a salire, entrando nella provincia di Cádiz e giungendo sull'altopiano fino a quota 740 metri, in località Ronda, già nella provincia di Malaga: da lì sarà sempre uno scendere leggero e continuo per una quarantina di km, fino agli ultimi 20, completamente pianeggianti, con un rettilineo lungo non più di 200 metri: velocisti già chiamati all'opera.
3a tappa: Marbella - Málaga
Frazione interessante, con la prima vera salita della corsa: non sarà di certo il Puerto de Ojén a fare la differenza; è posto però ad inizio tappa, è un Gpm di 2a categoria, con quasi 10 km di salita al 5%: quanto basta per garantire movimento fin dall'avvio. La parte centrale, che vedrà il primo passaggio per la città sede d'arrivo (al km 102), è abbastanza interlocutoria, ma il Puerto del León, che domina la città a quasi 1000 metri, è un 1a categoria di 15 km abbastanza impegnativi, che svetta a 37 km dall'arrivo. Finita la discesa, ancora strade nervose nei pressi di Málaga, dove si arriverà a 7 km dall'arrivo, diretti verso il Castillo de Gibralfaro, sulla cui cima, al termine di un km di salita al 5%, è posto lo striscione del traguardo.
4a tappa: Málaga - Valdepeñas de Jaén
L'ultimo giorno di agosto vede un'altra tappa di media montagna: la prima salita del tracciato, l'Alto de Zafarraya, al km 45, ci spinge nell'altopiano di Granada, dove ci saranno anche il rifornimento e la seconda salita, la più facile di giornata ma pur sempre intorno ai 1000 metri di altitudine; si continua senza un metro di pianura sempre in quota, fino a giungere alle porte dello splendido comune andaluso che ospita l'arrivo: la salita che ne porta il nome è di 9 km al 5%, ma lo striscione del Gpm è ad appena 7 km da un traguardo altamente spettacolare, perché finita poi la breve discesa si arriverà al triangolo rosso dell'ultimo km con un muro impressionante da affrontare: pendenze che arriveranno al 26%, ed il rettilineo finale di 150 metri al 10%! Come dire: non vincerà uno qualunque.
5a tappa: Guadix - Lorca
Giorno di scarico dopo le prime fatiche della Vuelta 2010. Da Guadix a Lorca sono quasi 200 km senza serie difficoltà altimetriche, anche se qualche tratto tendente un po' all'insù non mancherà: buono per lanciare qualche fuggitivo in avvio, e per metterlo in difficoltà nel prosieguo. Il fatto che, comunque, tutto il finale (dai -75 ai -10) sia praticamente in discesa, fa propendere per l'ipotesi di epilogo allo sprint: le squadre dei velocisti non avranno problemi a tenere cucita la corsa nel tratto conclusivo, che tira leggerissimamente, proprio per tagliare le gambe di finisseur coraggiosi.
6a tappa: Caravaca de la Cruz - Murcia
Altra tappa interlocutoria, per la prima metà facilissima, poi con due o tre rampette a spezzare il panorama piatto intorno alla strada che porta a Murcia. La sola vera asperità di giornata è però piazzata in posizione strategica per sparigliare le carte dei velocisti e lanciare qualche possibile controffensiva: l'Alto de la Cresta del Gallo, vetta (di 3a categoria) a 17 km dall'arrivo, non farà sfracelli (malgrado qualche tratto al 9%), ma occhio all'insidiosa discesa che segue, che potrà favorire eventuali attaccanti: i quali dovranno poi comunque difendersi nei 10 km di pianura prima del traguardo.
7a tappa: Murcia - Orihuela
In questa Vuelta che ancora non prende il decollo, nuova opportunità per i velocisti, nella facile frazione che da Murcia porta a Orihuela: non sarà certo il facile Alto de Hondón posto a oltre 60 km dal traguardo a mandare a gambe all'aria i rappresentanti della categoria; e comunque, se qualcuno dovesse staccarsi, dopo c'è ampio spazio per recuperare: 20 km di falsopiano discendente dopo il Gpm, e poi, dopo una decina di chilometri di varia contropendenza, 20 km di discesa vera, prima dell'ormai consueto piattone finale (stavolta - e a sua volta - di 20 km).
8a tappa: Villena - Xorret del Catí
Al secondo sabato di gara si comincia finalmente a far sul serio: non ci sono salite impossibili sulla strada che va da Villena a Xorret del Catí, ma il percorso è ugualmente sfiancante: non c'è un attimo di tregua attraverso le 8 rampe (di cui solo la metà sono considerate valide per la classifica Gpm, e parliamo di tre colli di 2a categoria e uno di 3a) che si susseguono prima della scalata al durissimo Alto de Xorret del Catí, che separerà definitivamente il grano dal loglio: neanche 4 km di scalata, ma pendenze infami: a partire dal chilometro e mezzo di salita, e fino al chilometro 3.5, 2000 metri con pendenza costantemente sopra al 13%, e non di rado ben oltre il 20. Dopo lo scollinamento, l'uomo (o il gruppetto) che si sarà avvantaggiato dovrà conservare il margine nei 3 km che separano il Gpm dal traguardo.
9a tappa: Calpe - Alcoy
Un'altra tappa di media montagna a caratterizzare una prima settimana di Vuelta più soft rispetto ad alcune recenti edizioni. Interamente nella provincia di Alicante, la frazione si snoda su un continuo saliscendi su cui saranno grandi protagonisti coloro che lotteranno per la classifica dei Gpm. Molto meno probabile che siano i big della classifica a muoversi: l'importante, nella nona tappa, sarà non perdere terreno, la differenza si farà in altre giornate. 50 km quasi pianeggianti (con due strappetti) sono il preludio all'abbuffata di colli di 2a e 3a categoria che viene dopo: Rates, Guadalest, Confrides, Tudons, Torremanzanas, Benifallím, Revolcat: ben 7 Gpm che partoriranno il fuggitivo più felice della settimana.
10a tappa: Tarragona - Vilanova i la Geltrú
Dopo il primo dei due giorni di riposo previsti dal regolamento, si approda alla Catalogna, e i primi 140 km dopo la partenza da Tarragona non fanno paura, malgrado la salitella di Les Pobles posta dopo una settantina di chilometri. A far paura è invece l'Alto del Rat Penat, appena 4.4 km di scalata (inedita) ma che fanno abbastanza tremare i polsi, visto che parliamo di pendenze quasi sempre sopra al 10% (con punte del 18%). Sarebbe stato un bel finale (è impossibile non pensare a dei distacchi in cima), ma dalla vetta al traguardo mancano oltre 30 km, e la strada, sebbene non particolarmente favorevole a recuperi, è comunque tanta, per pensare di vedere i big fronteggiarsi a viso aperto sul Rat Penat. Un'occasione probabilmente sprecata.
11a tappa: Vilanova i la Geltrú - Andorra (Vallnord Sector Pal) [Andorra]
Il primo vero arrivo in quota della Vuelta 2010 non resta in mente come una delle scalate più dure del circondario (siamo in zona Pirenei). I 190 km iniziali non hanno grosse peculiarità (a parte l'Alto del Refugio, un 3a categoria dopo 50 km). Dopodiché, i 17 km di ascesa da Andorra la Vella alla stazione sciistica di Vallnord hanno ampi tratti pedalabili alternati a piccoli picchi di pendenza (al decimo e al dodicesimo km due di questi "muretti"). Per fortuna gli ultimi 2 km sono particolarmente impegnativi, scenario ideale per lo scatto di qualche protagonista che avrà aspettato il finale per farsi vivo.
12a tappa: Andorra la Vella [Andorra] - Lleida
Classica tappa di uscita dalle zone di montagna: si riparte da Andorra la Vella, a fondovalle, e il Coll de Boixos (16 km di facile scalata con vetta al km 54) è l'unica vera salita di giornata: sulle sue rampe sarà probabile la nascita (o il consolidamento) di una bella fuga, che potrebbe anche ambire a giungere fino al traguardo di Lleida, visto che dopo una seconda salitella (Alt de Font Llonga al km 118) il tracciato prevede oltre 50 km dolcemente digradanti: il terreno ideale per chi è all'attacco da lontano.
13a tappa: Rincón de Soto - Burgos
Seconda lunga giornata per fughe consecutiva: da Rincón de Soto a Burgos i chilometri sono quasi 200, e non si contano i saliscendi che taglieranno le gambe a tanti. Unici due Gpm di giornata, l'Alto de Pradilla e l'Alto de Valmala, tra i -60 e i -40. Poi il profilo altimetrico perde il nervosismo che l'ha caratterizzato fin là, e plana dolcemente verso il traguardo: quasi 30 km per recuperare comodamente, volendo (o volando): ecco perché, pur convinti delle possibilità dei fuggitivi di giornata, non escluderemmo comunque un possibile epilogo allo sprint.
14a tappa: Burgos - Peña Cabarga
Tappa interessante in cui qualche piccolo sommovimento in classifica si realizzerà sulla salita che porta al secondo arrivo in quota della Vuelta 2010. Un centinaio di chilometri minimamente accidentati ma tutto sommato facili fanno da preludio alla doppia ascesa, in rapida sequenza al Portillo de Lunada e all'Alto del Caracol, due colli di 2a categoria su cui qualche uomo di classifica potrà giocare qualche pedina in vista di attacchi sulla Peña Cabarga: è vero che i 40 km dalla vetta del Caracol ai piedi della Cabarga permetteranno a molti di riorganizzarsi, ma le pendenze dell'ascesa finale garantiscono almeno un minimo di sparpaglìo. Siamo sempre sul genere di salite brevi (questa è di 6 km) ma molto dure, e se in questo caso parliamo di 3.5 km regolari intorno al 10%, 500 metri di contropendenza e poi altri 2 km infernali (si va dal 10 al 19%, a seconda del punto), possiamo decisamente concludere definendo questo tipo di arrivi (mettiamoci anche Xorret) come uno dei tratti distintivi della nuova Vuelta.
15a tappa: Solares - Lagos de Covadonga
Domenica ti porterò sui Lagos... Un arrivo che proprio ci voleva, nel percorso al ribasso della corsa nazionale spagnola di quest'anno. A Covadonga la Vuelta è di casa, e la frazione che porta alla complessa ascesa dei Lagos sarà una lunga processione di 175 facilissimi km (con due o tre peones in fuga) prima dell'approccio al mostro finale. Una scalata che procede a strappi, una serie di oltre 12 km di ripetute, tratto al 7, tratto all'11, tratto al 7, tratto all'11... Nel finale spiana un po' e presenta anche due o tre contropendenze, ma a quel punto i giochi per la tappa - si spera - saranno già abbastanza fatti.
16a tappa: Gijón - Cotobello
Interessante frazione che si sviluppa attraverso salite care alla Vuelta Asturias (siamo per l'appunto nella provincia in questione). 181 i km totali, una salitella di terz'ordine al km 45, poi dal km 90 si balla un po' di più: il Puerto de San Lorenzo è lungo 10 km e presenta un paio di belle spianate; ma quando sale, sale (costantemente sopra al 10%). E si sentirà nelle gambe, così come la Cobertoria (vetta a 40 km dal traguardo): il secondo colle di prima categoria della giornata ha gli ultimi 6 km (sugli 8 totali) particolarmente costanti nella durezza (si saltella dall'8 all'11%). Il più tenero di giornata finisce con l'essere proprio il Cotobello, 10 km che difficilmente vanno sopra all'8% di pendenza: ma a quel punto chi ne ha dovrà mettere a frutto questa tappa con scalate che si mantengono ben al di sotto dei 1500 metri, ma su cui gli scalatori dovranno farsi per forza vedere, in una delle ultime (la penultima, per la precisione) giornate adatte a loro.
17a tappa: Peñafiel - Peñafiel (Cronometro)
Era difficile trovare un percorso più piatto per organizzare una cronometro, ma la strada che da Peñafiel porta a Peñafiel, dopo un giro di 46 km in senso antiorario, è veramente un tavolo da biliardo. Dalla partenza ci si dirige verso nord-ovest fino a Pesquera del Duero, dopodiché rotta decisamente verso ovest, con in pratica un rettilineo di quasi 20 km fino a Olivares de Duero. Qui svolta a sinistra fino alla vicina Quintanilla de Onesimo, quindi ritorno a est, verso il traguardo, attraverso un altro drittone da 20 (km). Gli specialisti ci andranno a nozze, ma occhio alle possibili bizze del vento, che potrebbero mandare in tilt i calcoli precisissimi di qualche concorrente.
18a tappa: Valladolid - Salamanca
Una frazione di cui non c'è praticamente niente da dire: si parte da Valladolid, dopo poco più di 150 km si arriva a Salamanca, e tra le due città è difficile rilevare elementi orografici. Tutto in piano, se le squadre dei velocisti rimasti non dormono (c'è in effetti il rischio che i ranghi siano ridotti, a questo punto di Vuelta), la volatona di prammatica è più che scontata.
19a tappa: Piedrahita - Toledo
Gran vigilia dell'ultimo arrivo in quota, la frazione di Toledo è terreno per presumibile cacce da lontano da parte dei fuggitivi ancora in credito con la Vuelta. La tappa non è troppo complicata, altimetricamente parlando (le solite salitelle piazzate lì a spezzare il ritmo non incideranno più di tanto), ma è lunghissima (231 km), e ciò fa pensare che i team degli sprinter faticheranno a tenere il margine dagli attaccanti di giornata entro livelli facilmente controllabili poi nel finale. Se dietro non tireranno i remi in barca (anche questo è possibile), sarà un bell'inseguimento, con una rampetta a 4 km dal traguardo che renderà la vita difficile a chi è davanti.
20a tappa: San Martín de Valdeiglesias - Bola del Mundo
Al penultimo giorno finalmente la Vuelta riesce a sfondare il muro dei 2000 metri: lo fa con l'ultimo (ma forse non il più difficile) traguardo in quota dell'edizione 2010, sull'inedita salita di Bola del Mundo. Poco più di 170 km la lunghezza, Cruz Verde e León per scaldare i motori nella prima metà della tappa, poi il classico Puerto de Navacerrada piazzato con la vetta ad appena più di 50 km dalla fine. Una salita, quella di Navacerrada, mai realmente decisiva, né troppo lunga né troppo dura. Dalla vetta, una decina di chilometri di discesa, e una ventina di falsopiano digradante verso i piedi dell'ultima scalata, la già citata Bola del Mundo. In teoria sarebbero oltre 20 km di salita, ma i primi 10 km (comprendenti financo tratti di pianura) verranno percorsi da tutti col 53. La seconda metà di ascesa è senz'altro più interessante, ma solo gli ultimi 2 km raggiungono pendenze tali da essere realmente significative (oltre l'11%, per intenderci). A quel punto, comunque, il peso di un'intera Vuelta dovrebbe farsi sentire sulle spalle dei protagonisti, e giocare un ruolo nell'ultima battaglia tra gli uomini di classifica: in ogni caso, ne resterà soltanto uno.
21a tappa: San Sebastián de los Reyes - Madrid
Trovare una passerella finale più passerella finale di questa è francamente impresa difficile. Appena 85 km piattissimi, che verranno percorsi almeno per metà tra frizzi e lazzi: tanto il clima sarà di allegra scampagnata, che l'organizzazione non prevede una media superiore ai 36 orari per la frazione conclusiva della Vuelta. Frazione che non cambierà nulla nella generale, ma che potrà risultare forse decisiva per la classifica a punti. E in ogni caso, un successo nella madrilena Plaza de Cibeles è un obiettivo che gli sprinter sentono in maniera particolare.










![11a tappa: Vilanova i la Geltrú - Andorra (Vallnord Sector Pal) [Andorra]](http://www.cicloweb.it/sites/default/files/imagecache/Altimetria/tappe/altimetrie/10vuel11.jpg)
![12a tappa: Andorra la Vella [Andorra] - Lleida](http://www.cicloweb.it/sites/default/files/imagecache/Altimetria/tappe/altimetrie/10vuel12.jpg)














Alle 22.04 prenderà il via la Vuelta numero 65: ad intervalli di 4 minuti sfileranno nel centro di Siviglia i vagoni selezionati per la corsa spagnola. Frecce nei pochi viali in cui poter fare velocità, abili acrobati nel rilanciare tra le molte curve che incontreranno, soprattutto nella prima parte del percorso. Non un cavalcavia, nessuna pendenza, poco meno di 15 minuti per una media che sfiorerà i 55 km/h. Gli ultimi due km, senza curve, vedranno le squadre volare verso un arrivo che, sotto la Torre dell'Oro, ci dirà, alla mezzanotte, chi si fregerà del primo drappo rosso.