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Ancora Francia: Le Bon
Dopo Gautier, i transalpini vincono anche tra gli Juniores
Sembra proprio che i francesi ci abbiano preso gusto nel prendersi le proprie rivincite in territorio italiano. Non avevamo ancora terminato di celebrare il successo di Gautier nella prova di ieri tra gli under 23 che la Francia ha trovato ancora il modo di esultare tra gli uomini grazie a Johan Le Bon, atleta dalle notevoli doti sul passo già mostrate nella gara contro il tempo in cui ha conquistato il bronzo (il nostro Coledan ne sa qualcosa).
L'atleta transalpino si è aggiudicato il titolo continentale al termine di 129,6 km resi durissimi soprattutto nella prima e nell'ultima parte di gara da una pioggia che definire torrenziale sarebbe usare un eufemismo, tanto che si è rischiata addirittura la sospensione viste le numerose cadute e i rischi a cui erano esposti i ragazzi.
Le Bon è stato abile a sfruttare l'ottimo gioco di squadra e ad involarsi a 3 chilometri dall'arrivo, quando nessuno era più in grado di chiudere e contrastare la superiorità numerica. Sicuramente per i nostri ragazzi c'è del rammarico, visto che nel gruppo di testa si è ritrovato il solo Mattia Cattaneo (6° sul traguardo), con Enrico Barbin e Kristian Sbaragli che non sono riusciti a riportarsi sulla testa della corsa nel loro inseguimento.
Dopo la difficile prima fase di gara i primi a muoversi sono il belga Maquet e il francese Brochard, con quest'ultimo che si rivelerà ben presto uno dei grandi protagonisti di giornata. Alle spalle dei 2 battistrada, che comunque non riescono a portare il proprio vantaggio alla soglia del minuto, si susseguono gli scatti e nelle file italiane si muove anche il piemontese Felline, uno dei nostri uomini di punta, che però non riesce a coronare con successo il proprio inseguimento e viene così riassorbito. Da questo punto di gara (si è ormai al quarto giro) iniziano a susseguirsi tentativi vari, nella speranza di riuscire a portar via la fuga buona: il francese Brochard è sempre presente ed il suo tentativo, come poi si vedrà, sarà di fondamentale importanza; ci provano poi anche per breve tempo due tra i più attesi: il campione uscente Kwiatkowski e Sagan, poi, in maniera più concreta allungano il polacco Bernas, lo sloveno Kosir ed il russo Maykin. Il vantaggio dei fuggitivi non raggiunge mai margini veramente importanti, cosicché spesso si verificano ricompattamenti.
Nel corso del penultimo giro si verifica l'azione che, nei fatti, si rivela decisiva: dopo un breve tentativo di cui è protagonista anche Alafaci allungano in sette: Brochard, Zimine, Rowe, Cattaneo, Owsian, Kosir e Danacik ma su di loro si riportano ben presto Le Bon e Gawronski. Tra gli italiani si getta all'inseguimento Barbin, che con un po' di difficoltà raggiunge la testa della corsa. Il gruppo con dentro anche Kwiatkowski intanto registra 55'' di ritardo al passaggio e le cose cominciano pertanto a complicarsi. Nell'ultima tornata sono quindi 9 gli atleti al comando, con Barbin che inizialmente insegue a 20'' e Sbaragli che assieme a Humbert, Maykin e Piotrowicz insegue a 38''. Mentre il ritardo del gruppo supera il minuto in testa si susseguono gli scatti ed anche i tratti in salita contribuiscono a scremare i fuggitivi. I francesi, dopo i rientri di Zimine (ruota veloce da utilizzare per l'eventuale sprint) e Le Bon diventano inevitabilmente l'ago della bilancia e così, tra un allungo e l'altro, si giunge ai 3 chilometri al traguardo: dopo un tentativo di Brochard non andato a buon fine è la volta di Le Bon. Si comprende subito che l'azione è buona e così nessuno riesce a trovare le necessarie contromisure. Il francese taglia il traguardo a braccia alzate e per gli immediati inseguitori non resta che lottare per i piazzamenti di rincalzo: l'argento va nello sprint al britannico Luke Rowe, il quale dichiara che «il finale è stato difficile, soprattutto perché mi sono ritrovato da solo contro tre francesi», mentre il bronzo viene conquistato dal polacco Piotr Gawronski. Tra gli italiani, come detto, il miglior piazzamento va a Mattia Cattaneo, sesto, mentre Alafaci (10°), Sbaragli (11°) e Barbin (18°) chiudono nello stesso gruppo a 55'' e con il rammarico di non essere riusciti a fare di più. Da segnalare anche i piazzamenti dei francesi Zimine e Brochard, rispettivamente 4° e 7°, di Kosir (5°) e del campione uscente Kwiatkowski, solo 9° a 31''.
Molto soddisfatto il vincitore soprattutto per la tattica della sua squadra: «Sono molto contento- spiega Le Bon, al nono successo stagionale- perché la squadra ha fatto un gran lavoro. In ogni fuga uno di noi doveva essere presenti e così nel finale ci siamo parlati, poiché se a me e Brochard non fosse andata bene avremmo tentato la volata con Zimine. Ora spero di diventare anch'io una delle speranze del ciclismo francese».
Vivian Ghianni
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