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L'intervista: Scarponi, nocche sulla Tirreno - «Io e Cunego tra i possibili vincitori»

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Michele Scarponi firma autografi ai suoi giovani fans © Bettiniphoto«Scarponi, Scarponi, Scarponi». Siamo nella hall dell'albergo, sono quasi le otto di sera e i suoi compagni stanno sfilando accanto a lui per raggiungere la sala per la cena. Con tre colpi secchi delle nocche sulle altimetrie delle tre tappe di Chieti, Castelraimondo e Macerata, Michele Scarponi si è appena candidato - scherzosamente, ma non troppo - a grande protagonista dei giorni chiave di questa Tirreno-Adriatico.

L'umore è sempre quello dei migliori, come vanno le gambe?
«Molto bene, devo dire. Nella cronosquadre abbiamo pagato qualcosa dai team più attrezzati di noi, ma tutto sommato sono contento della prova e credo di poter essere, insieme a Damiano, ancora nella rosa dei possibili vincitori».

A proposito, come va il rapporto tra te e Cunego?
«Il primo approccio è stato senza dubbio positivo, gli ho dato una mano a vincere una tappa in Sardegna e ho visto che ha apprezzato molto e ciò non può che farmi piacere. Per il resto, io so bene perché Saronni mi ha voluto in squadra e penso che lo sappia anche lui, quindi sono sicuro che non ci saranno fraintendimenti tra noi».

Esplicitando il concetto...
«La squadra mi ha voluto per cercare di vincere o quantomeno salire sul podio del Giro d'Italia e sto lavorando principalmente per quello. I tecnici hanno deciso che Damiano non sarà nella squadra del Giro perché avrà altri importanti obiettivi da perseguire durante la stagione e quindi dubito che ci troveremo spesso a pestarci i piedi. Quando ci troveremo a correre insieme ci aiuteremo lealmente come tra l'altro è già capitato in Sardegna».

Che idea ti sei fatto della Lampre?
«Molto buona, devo ammettere che l'ambiente è più familiare di quello che si poteva osservare dall'esterno e questo non può che essere un bene per la nostra tranquillità e l'affiatamento tra compagni. E sicuramente non difettano di professionalità». 

Il Giro è il grande obiettivo di quest'anno e ci sono tutti gli ingredienti per far bene...
«È vero, sono arrivato in una squadra di alto livello, dopo un lungo percorso di maturazione, il percorso mi piace tanto e la stagione è cominciata per il verso giusto. Sento che potrò fare veramente bene durante le tre settimane. Certo, se ci sarà Contador il favorito numero uno sarà lui, ma magari una piccola influenza, non si sa mai... (ride). Albe', si fa per scherzare, eh!».

Sappiamo che hai un rapporto speciale con lui, che parte da lontano.
«Al primo ritiro con la Liberty Seguros, sono arrivato in albergo e ho controllato con chi fossi capitato in camera. E indovinate? Lessi proprio il suo nome, Alberto Contador, fino ad allora poco più che un giovane illustre sconosciuto. Da lì è nato un bel rapporto con lui, vedevo che il ragazzo aveva grandi numeri e poi tutti hanno imparato a conoscerlo di lì a qualche anno... Se, come pare, sarà al Giro, lui e tutta la Saxo Bank saranno i veri e propri fari della corsa e noi altri dovremo correre solo di rimessa».

Oltre a lui, chi potrà far bene?
«Nibali e Menchov sicuramente hanno tante possibilità di salire sul podio finale».

Quale sarà il tuo percorso di avvicinamento al grande appuntamento?
«Dopo la Tirreno verosimilmente sarò al via della Sanremo e poi Volta a Catalunya e Giro del Trentino». 

Dopo il Giro, hai già un programma di massima?
«Abbiamo deciso che farò un altro grande giro, sceglierò tra Tour e Vuelta dopo la fine del Giro. In genere in estate non rendo tantissimo, quindi al momento propenderei per la seconda, anche se mi piacerebbe anche tornare al Tour, dopo tanti anni».

Giuseppe Cristiano

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