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L'intervista: Paolo Tiralongo, il soldato di Vino - «Alexandre proverà a salire sul podio»

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Paolo Tiralongo in azione sulla salita di Macugnaga © BettiniphotoHa la valigia sempre pronta Paolo Tiralongo. Dopo tre settimane in giro per l'Italia nel mese di maggio adesso lo aspettano altre 3 settimane in Francia per il Tour. Nel mezzo un ritiro non programmato con la squadra a St. Moritz perchè il siciliano l'altura voleva farla da solo nella sua Siclia sull'Etna, ma Vinokourov ha voluto attorno a sé tutti i compagni che lo scorteranno al Tour e Paolo, da buon gregario, ha cambiato itinerario e con la sua valigia e la sua bici è andato con tutta l'Astana in Svizzera. Anche questa è professionalità.

Paolo, ma la valigia la farai anche a fine stagione per andare a correre alla corte di Riis e Contador? 
«Voglio essere sincero perché se n'è parlato tanto, al momento sto trattando sia con l'Astana che con la Saxo ma posso anticipare che al 90% resterò con la squadra kazaka. Vinokourov dal 2012 dirigerà la squadra e una persona come lui dà garanzie perchè sarà in grado di gestire al meglio questa corazzata che è una delle poche in grado di spendere grosse cifre, quindi da qui passeranno altri grandi capitani con i quali potremo fare grandi cose».

Che rapporto hai con Vino? 
«C'è una bella amicizia e molta stima reciproca. Ho già corso con lui il Giro e il Tour del 2010 e ci conosciamo benissimo, poi il Tour sarà la sua ultima corsa e lui ci tiene tantissimo a far bene e a concludere almeno sul podio. Io dal canto mio ho tantissima voglia di aiutarlo a raggiungere questo obiettivo perché se lo merita e sarebbe il coronamento di una stupenda carriera».

Puntare al podio vuol dire che anche secondo te il favorito numero 1 è Contador?
«Alberto non è semplicemente il favorito, ma è il numero 1 in assoluto. Come lui non c'è nessuno e sicuramente riuscirà a rivincere questo Tour anche se è uscito molto stanco dal Giro ma lo conosco molto bene, è uno che lotta sempre e non si arrende mai».

Avete mai più riparlato della tappa di Macugnaga? 
«Ci siam sentiti più volte nel corso delle ultime settimane ma mai abbiam parlato di quella tappa. Solo il giorno dopo la mia vittoria durante il trasferimento in elicottero se n'è parlato ridendo e scherzando. Penso che quella giornata sia stata stupenda per entrambi: io ho vinto per la prima volta una corsa e lui oltre a dimostrare agli avversari la sua superiorità si è sdebitato nei miei confronti dopo il gran lavoro fatto per lui l'anno scorso».

Senti di aver recuperato le fatiche del Giro? Il Tour era nei programmi? 
«Sì, sapevo fin dalla primavera di dover correre questi due GT quindi, dopo un periodo di stacco e di relax a casa dove davvero ero distrutto per le fatiche del Giro, ho iniziato la mia marcia di avvicinamento al Tour culminata con il ritiro con la squadra voluto da Vinokourov per creare un po' di amalgama e lavorare con le bici da crono. Vogliamo fare un gran bel Tour anche a livello di squadra anche se sarà difficile vincere la classifica a squadre perché secondo me il Team RadioShack ha davvero uno squadrone insuperabile».

Quindi non era nei programmi nemmeno correre il Campionato Italiano. Ti è dispiaciuto non disputarlo visto che si correva in Sicilia? 
«Non mi è dispiaciuto perché non ce l'avevo in testa. Io ho avuto in testa sempre e solo il Tour. Per fare bene il Campionato Italiano devi essere concentrato su quell'obiettivo, io invece nel giorno del Campionato Italiano stavo scalando lo Stelvio proprio perché per me adesso esiste solo il Tour».

In questo Tour ci sarà spazio per te per andare a cogliere un'altra prestigiosa tappa, magari quella italiana? 
«Questo lo dirà solo la strada ma in mente ho già un paio di tappe dove ci si può inventare qualcosa e la tappa di Pinerolo è una di queste. Sarebbe un'altra bella gioia forse seconda soltanto alla tappa del Giro e all'arrivo sui Campi Elisi dello scorso anno. Per me fu come vincere, una gioia incredibile».

Dove si deciderà il Tour 2011? 
«Non è un Tour durissimo e penso che i Pirenei non faranno tanto male, saranno invece le Alpi a essere decisive con le ultime due tappe di montagna, quella del Galibier e quella corta dell'Alpe d'Huez prima della crono».

Avversario dell'Astana, oltre a Contador, sarà anche un altro corridore di cui sei stato gregario, Damiano Cunego. 
«Ho avuto molti capitani, segno che a diversi corridori ha fatto comodo avere un Tiralongo in squadra, penso comunque che Damiano punterà a qualche successo di tappa e non alla classifica per cui non sarà un rivale da tenere sott'occhio in vista del nostro obiettivo che, ripeto, è il podio».

E quando Tiralongo potrà pensare solo a se stesso in un grande Giro? Magari alla Vuelta se avrà ancora forze? 
«A dire il vero la Vuelta è nei miei programmi ma ne parleremo più seriamente con la squadra dopo la seconda settimana del Tour. La corsa spagnola mi piace tanto, mi sono già classificato 8° due anni fa e mi trovo bene con quelle tappe non durissime come quelle del Giro, molto più corte, su strade belle. Vedremo come mi sentirò ma comunque questa corsa è nei miei programmi e la sento molto».

Troverai mai il tempo per riposarti un po'? 
«Per me il riposo è stare con la famiglia senza nessuno stress come è successo dopo il Giro d'Italia, non c'è niente di meglio per ricaricare le pile e adesso sono più che pronto per il Tour».

Allora buon lavoro e anche buon compleanno visto che durante il Tour, l'8 luglio, compirai 34 anni. 
«Grazie tante!»

Marco Fiorilla

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