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Ciclomercato: Ginanni e Reda all'Acqua&Sapone - Masciarelli: «Betancur è nostro. Di Luca? Ci stiamo lavorando». Marzoli: «Continuo fino a fine 2012»

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Francesco Ginanni e Francesco Reda, nel 2012 con la Acqua&Sapone © BettiniphotoAvuta voce che Francesco Ginanni e Francesco Reda, due corridori italiani molto validi seppur passati da momenti variamente difficili (una sorta di crisi fisica e di risultati per il toscano della Androni; la fusione della sua ex squadra - la Quickstep - con la Omega Pharma, cosa che di fatto ha creato degli esuberi in organico, per il calabrese), fossero in accordo con la Acqua&Sapone per la stagione 2012, non abbiamo potuto far altro che contattare Palmiro Masciarelli, team manager della squadra abruzzese, per avere conferma del doppio ingaggio.

E l'ex luogotenente di Francesco Moser, che da 10 anni gestisce la squadra rosso-bianca, ha effettivamente confermato: «Sì, prendiamo sia Ginanni che Reda. Il primo è un corridore che ha vinto tanto e che era sul mercato; secondo me può far bene, anche perché il fatto che abbia corso poco ultimamente lo rende abbastanza integro in vista della prossima stagione. Il secondo era rimasto a piedi in seguito alla fusione della Quickstep con la Omega Pharma, e lo conoscevo da tempo (visto che da giovane correva con mio figlio Andrea); è un bravo ragazzo e molto in gamba come ciclista: ripeto, ha pagato la nuova situazione della sua squadra, ma darà un importante apporto all'Acqua&Sapone».

Ed è sicuramente un bene, per i due Francesco, il fatto di aver trovato posto in una squadra che avrà la possibilità di fare il Giro d'Italia: «Siamo stati ospiti alla presentazione di Milano, e RCS Sport ci ha reso noti i criteri di scelta dei team per il Giro 2012. Mi pare che siamo abbastanza tranquilli su tutti i fronti, siamo avvantaggiati anche dal fatto di fare molta attività in Italia, con 13 squadre giovanili sparse per varie regioni, e con la presenza sia nella MTB che nelle Gran Fondo che tra le donne che tra i Giovanissimi. In più, mettiamoci che facciamo molta promozione al Giro anche tramite le aziende che ci sponsorizzano e che raggiungono anche una bella fetta di pubblico femminile».

Il mercato della Acqua&Sapone non finisce comunque con l'ingaggio di Ginanni e Reda, dato che alle viste c'è la possibilità di una sorta di dream team abruzzese, se andrà in porto la trattativa con Danilo Di Luca. Masciarelli è possibilista e ci dice che si sta lavorando alacremente a questa ipotesi, anche se allo stesso tempo ci va coi piedi di piombo: «Non è che Di Luca lo prendi così... ci sono varie situazioni da mettere insieme, c'è anche il fatto che lui deve ritrovarsi e sapere che con noi deve fare un salto di qualità rispetto al 2011; sicuramente questa è una cosa che lui può fare. Intanto stiamo vagliando le varie opzioni, sia con gli sponsor che con gli organizzatori, ma anche coi compagni di squadra, visto che l'arrivo di Danilo muterebbe per forza di cose un po' di equilibri nel team».

Un Dream Team Abruzzo che sarebbe arricchito anche dalla presenza di Stefano Giuliani in ammiraglia, ad affiancare i collaudati Gini e Cenghialta («Per me Giuliani può essere molto utile come direttore sportivo, e lo dico indipendentemente dal fatto che possa concretizzarsi l'ingaggio di suo genero Di Luca»), e che sta facendo venire l'acquolina in bocca ai tifosi della regione: «Non posso negare che stiamo avendo fortissime pressioni, da parte degli appassionati abruzzesi, per condurre in porto questa trattativa con Danilo. Del resto sentiamo questa responsabilità, visto che possiamo dire che da soli reggiamo un 60% dell'attività ciclistica dell'Abruzzo», chiosa il team manager.

Masciarelli, che rimpiange il ciclismo che fu («Quando i campioni si sfidavano dal Laigueglia al Lombardia, non come ora che all'improvviso appare dal nulla un corridore fortissimo per una sola corsa, e poi chi lo vede più per il resto dell'anno? Ci vorrebbero dei punteggi a premiare chi partecipa a più gare, cosa che noi nel nostro piccolo facciamo con Garzelli, ad esempio»), e che non evita una domanda sul figlio Francesco («Sono io che l'ho fatto andare all'Astana, per fargli fare maggiore esperienza internazionale e per farlo maturare a livello mentale, ma mi aspettavo che venisse valorizzato di più. Invece al Giro già sull'Etna era al vento a tirare lavorando per 3 compagni di squadra... Magari potevano farlo lavorare per ultimo, comunque al di là di queste considerazioni la squadra di Martinelli è un ottimo ambiente, lui ci si trova bene e poi è adulto e vaccinato, credo che saprà fare le sue valutazioni se troverà offerte migliori per il futuro»), torna anche sualla questione Betancur.

Il giovanissimo colombiano, vincitore del Giro dell'Emilia, è stato annunciato nei giorni scorsi dalla Liquigas, come rinforzo per la squadra di Amadio per la prossima stagione. Ma la Acqua&Sapone si appella al contratto in vigore col ragazzo, firmato appena un anno fa e tuttora valido. Quindi Betancur è a tutti gli effetti un corridore della squadra rosso-bianca, dice Palmiro: «Non avrei fatto nemmeno il comunicato stampa, tanto mi senso estraneo a questa vicenda. Se i regolamenti hanno ancora un valore, Carlos è un nostro atleta, poi tra l'altro lui vuole stare con noi, l'ha anche scritto all'UCI in una lettera, per cui non mi preoccupo per precontratti o cose simili che il suo procuratore può aver stipulato con altre squadre».

Per completare il quadro in casa Acqua&Sapone abbiamo sentito anche Ruggero Marzoli, per il quale nelle ultime corse di stagione era trapelata l'ipotesi di un ritiro, ma che invece ci ha rassicurati sul fatto che proseguirà fino a tutto il 2012: «No, non mi ritiro: ho un altro anno di contratto e intendo rispettarlo. In questa stagione ho avuto dei problemi fisici che mi hanno frenato, ma sto lavorando e lavorerò in inverno per ripresentarmi al via al meglio».

Sull'ipotesi di ritrovarsi in squadra con l'amico Di Luca (con cui condivise il periodo 1999-2001 nella Cantina Tollo), Marzoli si dice speranzoso, e poi fa una riflessione a tutto tondo sulla voglia che ancora anima (o meno) il campione di Spoltore: «A questa età, la nostra (35 anni per entrambi, ndr) si guarda anche al futuro e non solo al ciclismo pedalato. Probabilmente Danilo in questa stagione ha reso meno del previsto perché è stato assorbito dalle sue attività commerciali, così come del resto anche a me è capitato di essere impegnato anche nell'azienda vinicola in cui già lavoro (e lavorerò una volta sceso dalla bici) con Jarno Trulli. Ma credo che Di Luca abbia ancora la possibilità di regalare delle belle soddisfazioni ai suoi tifosi».

Marco Grassi

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