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Bla bla bla... le penultime parole famose
Vuelta a España: alla vigilia si diceva...
La Vuelta a España è terminata, dominata, quasi mai nell'incertezza su chi sarebbe stato il vincitore finale. La fine della Vuelta è giunta per alcuni prima, leggasi (purtroppo) alla voce "ritiri premeditati in ottica Mondiale". La domina e la vince, come previsto alla vigilia ma non per questo scontato, Alberto Contador, che avendo conquistato in un paio d'anni Tour, Giro e Vuelta entra di diritto nella storia del ciclismo a fianco di gente che di cognome fa Anquetil, Gimondi, Merckx e Hinault. Eppure Contador, in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, a chi gli chiedeva chi fossero i quattro campioni sopra citati, rispondeva: «So poco, quasi nulla, della storia del ciclismo».
La Vuelta di Alberto Contador-el Matador s'è decisa sull'Angliru ed a Fuentes de Invierno, la mezza cronoscalata di sabato è stata la vera passerella per Contador. Un po' pochino se riportato a ciò che si diceva a ridosso della presentazione madrilena del 5 dicembre scorso.
Victor Cordero (direttore Vuelta a España): «Penso che sarà una corsa per scalatori. Ci sono quattro arrivi in salita e la cronoscalata. Avremo delle sorprese, c'è tanta carne al fuoco per gli scalatori e considerate che i km a cronometro non sono poi molti». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
Carlos Sastre (CSC-Saxo Bank): «Penso che questa Vuelta sia più adatta agli scalatori. Ci sono pochi km a cronometro e questo è un bene per me. Non sono un passista e devo soffrire e non perdere troppo tempo nelle cronometro pianeggianti».
«Penso che la tappa che arriva ad Andorra sia più difficile di quella dell'Angliru. È la tappa di montagna più lunga di questa Vuelta. Certo, l'Angliru è molto famoso, è importante anche per i media, ma quando è stato percorso negli anni passati non ha decretato grandissimi distacchi per la classifica finale». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne): «È un bel percorso, si tratta di una Vuelta con molte montagne, una Vuelta dura che dovrebbe addirsi alle mie caratteristiche. Sono migliorato nelle cronometro ma ci sono già altri che vanno più forte di me in quella specialità. Se i km a cronometro fossero meno sarebbe un gran bene per me. E se ci fossero più salite mi andrebbe altrettanto bene».
«Penso che l'Angliru ed anche la prima vera tappa di montagna, quella di Andorra, siano le più importanti. Quella che porta ad Andorra è lunghissima, 224 km, è si preannuncia dura». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
Oscar Pereiro (Caisse d'Epargne): «È una Vuelta davvero dura. Probabilmente è troppo dura perché possa vincerla. Ora come ora penso che ci andrò nelle migliori condizioni possibili allo scopo di aiutare i miei compagni».
«L'Angliru è duro ed è qualcosa di mitico ma penso che la tappa più dura sia nei Pirenei. L'arrivo ad Andorra sarà davvero difficile». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
José Ángel Gómez Marchante (Scott–American Beef): «Meno km a cronometro sono meglio per me, il percorso è molto interessante e penso sia adatto a me.
Ogni giorno si rivelerà importante e sarà necessario sentirsi bene durante tutta la corsa. Poi, certo, ci sono tappe di montagna davvero impegnative, come quella di Andorra e quella dell'Angliru, una salita davvero impegnativa».
«Spero di avere fortuna con la salute perché nel 2007 non ne ho avuta per nulla. Il percorso è molto bello, spettacolare e ricco di asperità, molto meglio della passata edizione, che risultò davvero troppo semplice!». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
Alan Peiper (TM Team Columbia): «I media hanno detto che la Vuelta 2007 è stata noiosa ma dipende da come si era abituati in passato, dipende dai paragoni che si fanno. Se la paragoni al Tour 2007 lo è stata sicuramente. Ma a guardar bene gli ultimi giorni dell'ulima Vuelta furono davvero eccitanti». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
Sinceramente non ricordiamo a quali momenti eccitanti si riferisse Peiper (alle premiazioni con le miss forse?) il quale, non pago di aver affermato ciò, buttava lì alcuni dei favoriti della vittoria. Ricordo che eravamo a dicembre, anno solare 2007, e da lì ad oggi sarebbe potuto cambiare il mondo, per quello che Peiper ne sapeva. Ed infatti non inseriva Contador nella lista.
A.P. bis: «Avete visto quelli che se la contenderanno oggi, erano tutti qui alla presentazione, Sastre e tutti gli altri spagnoli. Menchov non è spagnolo ma questa corsa gli si addice comunque. In ogni caso, se Valverde la correrà, vorrà fare davvero bene nella corsa di casa». (Cyclingnews.com, 5 dicembre 2007)
Con un salto ai giorni nostri, estate 2008, vediamo cosa dicevano i principali accreditati alla vittoria. Partiamo ovviamente dalla squadra che l'ha vinta, questa corsa.
Alberto Contador (Astana): «Voglio far bene alla Vuelta, anche se ciò implicherebbe prepararmi per vincerla e quindi non essere al cento per cento ai Giochi Olimpici. Ma se vincerò anche la Vuelta farò una tripletta storica più di una medaglia Olimpica!». (Velonews, 23 giugno)
Levi Leipheimer (Astana): «Alberto Contador sarà decisamente il capitano del team. Ha vinto il Tour un anno fa, quest'anno ha fatto suo il Giro ed è il miglior corridore da corse a tappe sulla piazza, specialmente nei GT. Penso che ciò non sia in discussione. Perciò il capitano alla Vuelta sarà lui, con me ed Andreas (Klöden, ndr) sarà una bella sfida».
«Ho visto ieri (Clasica a los Puertos) di cos'è capace Alberto in salita e penso che alla Vuelta sarà al top della forma».
«La Vuelta a España non è una corsa così particolare per me ma sarebbe bello vincerla, soprattutto sapendo di avere quella condizione che mi ha permesso di vincere una medaglia nella crono Olimpica».
«Il rivale numero uno? Senza ombra di dubbio Carlos Sastre». (Cyclingnews.com, 23 agosto)
Damiano Cunego (Lampre): «Ho sempre gradito correre alla Vuelta e anche quest'anno essere in Spagna sarà per me un piacere - ha commentato Cunego - Il percorso è impegnativo e gli avversari sono sicuramente stimolanti, quindi sarà interessante provare a fare la corsa in alcune tappe. L'anno scorso la partecipazione alla Vuelta si è rivelata, nonostante la caduta iniziale, cruciale per disputare nel migliore dei modi il finale di stagione: mi piacerebbe che anche quest'anno le cose potessero ripetersi». (Tuttobiciweb.it, 26 agosto).
È stata la Vuelta del ritorno sull'Angliru, della tripletta di Contador ma soprattutto dei tanti rumors. Voci su un ritorno imminente di Lance Armstrong (ma non solo) alle corse, della firma di uno dei principali favoiti, Carlos Sastre con il neonato Team Cervèlo e delle frizioni in casa CSC-Saxo Bank. Più che una corsa un pettegolezzo di tre settimane (e qui forse si spiegano i tanti abbandoni, altro che Mondiali!).
Bjarne Riis (TM CSC-Saxo Bank): «Sastre non rappresenta il futuro della nostra squadra come invece fanno Cancellara, i fratelli Schleck e Sorensen. Questi sono stati talmente forti negli ultimi mesi che... non abbiamo più spazio per Sastre. Anche se naturalmente gli daremo tutto il sostegno disponibile nelle prossime tre settimane per aiutarlo a vincere la Vuelta». (Tuttobiciweb.it, 31 agosto)
B.R. bis: «Quella di andare in un altro team è stata una decisione presa da Carlos. Gli auguriamo di avere fortuna ma ora corre ancora con noi e vogliamo provare a vincere la Vuelta con lui». (Marca, 18 settembre)
B.R. ter: «Carlos Sastre non è lo stesso del Tour, ma è fiducioso nel miglioramento della condizione nella terza settimana di corsa. Se ciò avverrà potrà fare cose importanti. Sta meglio di come s'è visto e può ancora migliorare rispetto a Pla de Beret».
«Contador è forte ma non ancora eccezionale. È il numero uno, ma altrettanto forte è Valverde. Non è una Vuelta molto dura, non si registreranno distacchi importati di qui alla fine. Il mio podio per Madrid è questo: Contador, Valverde e Sastre». (Marca, 8 settembre)
Carlos Sastre (CSC-Saxo Bank): «Sono terzo in classifica perché non c'ero con la testa. Con il fisico sì ma non con la testa. Siamo realistici! Vi è una persona che ha leso e diviso la squadra fin dall'inizio. È ciò che continua a compiere ed è la persona che ha voluto che la squadra non combinasse nulla nella Vuelta a España, questa era la sua intenzione. Ha fatto male a tutto il mondo del ciclismo». (Marca, 18 settembre)
B.R. IV: «Perché mai un team manager dovrebbe volere il male della propria squadra? Conosco Carlos da troppo tempo e non credo che volesse dire quello che ha detto». (Marca, 18 settembre)
Inigo Cuesta (CSC-Saxo Bank): «Riis non ha aiutato per nulla la squadra, non si è comportato come doveva, è venuto alla Vuelta e ha diviso tutti». (Marca, 18 settembre)
A volte ritornano. Era successo ad inizio 2008 con Cipollini ma tutto si era risolto nel giro di poche settimane. Ora sulla Vuelta aleggiava lo "spettro" del ritorno di Armstrong, magari con Bruyneel, magari nell'Astana. Tutti gli addetti ai lavori (ed ai pedali) a smentire queste voci prima, dopo invece...
Johan Bruyneel (TM Astana): «Abbiamo saputo delle voci su di lui poche settimane fa, quando ha corso in MTB. Tutto quel che posso dirvi ad oggi è che sono solo voci. Ma di certo, se volesse davvero tornare a correre con noi, non potrei rifiutare e non me lo immagino a correre con un altro team se non il mio. Se tornasse a correre tornerebbe nel mio team e lo farebbe per vincere. Ma sono solo voci...».
Alberto Contador (Astana): «Non so quanto siano vere queste voci ma so che il suo ritorno sarebbe qualcosa di sorprendente e di curioso. Rivoluzionerebbe il mondo del ciclismo. Credo che sarebbe un ottimo compagno di squadra, un'esperienza unica per me e qualcosa per cui andar fieri vista l'ammirazione che provo per lui. Non so se questa storia sia vera ma so che se davvero tornasse sarebbe capace di fare quello che vuole».
Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne): «Se tornerà sarà pronto a correre il Tour, anche se non so se sarebbe in grado di vincerlo. Non ha perso lo smalto e la forma fisica e se si allenasse fin da subito potrebbe arrivare alla vittoria del Tour. È difficile credere al suo ritorno ma se ci sono delle voci qualcosa di vero deve pur esserci. L'Astana Con Armstrong e Contador sarebbe una squadra terribile!».
Carlos Sastre (CSC-Saxo Bank): «Dopo tre anni fermo sarà difficile tornare ad alti livelli, ma lui è Lance Armstrong. Se torna è perché pensa di poter avere un'opportunità». (Velonews, 9 settembre)
Lance Armstrong: «Voglio l'ottavo Tour. Voglio riportare l'attenzione sulla lotta contro il cancro». (La Gazzetta dello Sport, 9 settembre)
Bjarne Riis (TM CSC-Saxo Bank): «Quando uno ha vinto tanto quanto lui, ha solo da perdere».
Bernard Hinault: «Jeannie Longo continua a vincere a 50 anni, quindi Armstrong ha ancora tempo... Non è certo il primo grande sportivo a tentare un clamoroso ritorno., ma ne sapremo di più alla Paris-Nice 2009».
Jean-René Bernaudeau (TM Bouygues Télécom): «Non so cosa dire, ma questi ritorni non fanno parte del mio modo di intendere lo sport: Bernard Hinault, mio capitano, non lo avrebbe mai fatto. Ma per Armstrong si ha l'impressione che sia sempre tutto facile...».
Marc Madiot (TM Française des Jeux): «Che scenda in campo contro il cancro, d'accordo, ma che torni a correre ad alto livello non mi sembra una grande idea... Mi sembra una scelta surreale. Ma prima di vederlo in corsa sarebbe importante che Lance Armstrong spiegasse cosa accadde in quel Tour del 1999».
Christophe Bassons, ex corridore e "nemico" di Armstrong sul doping, commenta: «È triste e mi fa anche un po' paura questa scelta... Se ha deciso di tornare è perché sa di poter vincere un ottavo Tour, ma questo ritorno non lo farà più grande di quello che è già».
Alberto Contador (Astana): «Gli aprirei le porte della squadra. Io l'ho sempre ammirato e mi piacerebbe potermi allenare e correre con lui».
«Troppo presto per sapere se potrà essere un problema. Io andrò al Tour per vincere indipendentemente da lui».
Pat McQuaid (presidente UCI): «Forse Armstrong non metterà mai a tacere chi sospetta, ma nulla ostacola il suo ritorno».
Adri van Houwelingen (TM Rabobank): «Io credo che Lance Armstrong non rappresenti il futuro del ciclismo attivo. Per me è impossibile vederlo tornare ai livelli di prima e non so quale sia la sua motivazione». (La Gazzetta dello sport, 12 settembre)
Miguel Indurain: «Sono sicuro che potrà ancora competere ma lottar per la vittoria sarà un altro discorso». (Cyclingnews.com, 17 settembre)
Federico Martin Bahamontes: «Il Tour non lo vince neanche da ubriaco, neanche se corrompe tutto il gruppo. Sicuramente gli avranno fatto un'offerta fuori dal normale che lo ha fatto riflettere». (Marca, 12 settembre)
Insomma, il ritorno del grande Campione è una moda, quasi un giochino a cui tanti si mettono a giocare dopo questo annuncio inaspettato proveniente da Austin. Perché se torna Armstrong dovrà pur riaprire i duelli lasciati in sospeso, mica potrà gareggiare contro giovani come Schleck junior, Contador, Kreuziger o Dekker, vero? Certo che no!
Mike Tamayo (TM Momentum Sports Group): «Abbiamo intavolato una trattativa con Landis per il 2009, ma non abbiamo ancora firmato nulla». (Tuttobiciweb.it, 10 settembre)
Michael Boogerd: «Se ricevessi un'offerta seria, rifletterei bene su un mio possibile ritorno...». (Tuttobiciweb.it, 11 settembre)
Joseba Beloki: «Non ho smesso di correre nel modo in cui avrei voluto, lo sento dentro di me. Vorrei solo un'altra chance per poter tornare a correre». (Velonews, 11 settembre)
Jan Ullrich: «Ad oggi non riesco ad immaginare un mio ritorno nel ciclismo professionistico». (Bild, 11 settembre)
Subito dopo il giorno di riposo c'è il Mostro, l'Alto de Angliru, ed ecco che i protagonisti più attesi si buttano in pronostici e descrizioni degni di tanti Piero Angela dei pedali.
Alberto Contador (Astana): «La verità è che le salite dei Pirenei erano troppo poco dure per fare abbastanza differenza. Sull'Angliru vedremo distacchi veri, è una salita micidiale, ideale per attaccare».
Carlos Sastre (CSC-Saxo Bank): «(su Contador, ndr) Non gli ho visto fare niente di straordinario, considerando che tutti dicono che è il migliore al mondo. Ha messo da parte secondi come una formichina. Leipheimer corre con lui ma sta facendo la sua corsa».
«A Pla de Beret hanno avuto un'ottima chance per eliminarmi dalla corsa ma la mia esperienza e la mia tranquillità mi hanno salvato. Bisogna avere pazienza: sono un cacciatore che attende con pazienza la sua preda. Cerco di non fare mosse stupide né di farmi prendere dal nervosismo. Ma sto con gli occhi ben aperti e se giunge l'opportunità cerco di sfruttarla, proprio come ho fatto al Tour».
Ezequiel Mosquera (Xacobeo Galicia): «È una salita brutale! Come ho sempre affermato, sarà là che si deciderà chi vincerà o perderà la corsa. Avere una mezza giornata storta sull'Angliru significa vedere i minuti volare». (Cyclingnews.com, 12 settembre)
Dopo la tappa di Suances Valverde ha qualcosa come 3 minuti e passa dalla maglia amarillo. Sull'Alto del Caracol, che non per nulla vorrà dire Passo della Lumaca, il murciano va in crisi totale, esce dalla classifica e sembra svuotato. Sull'Angliru e oltre dimostrerà il contrario, ma di questo passo non vincerà mai un GT. Da qui ad affermare che la Vuelta è andata meglio di come pensava ce ne passa.
Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne): «Stiamo parlando di minuti di distacco, non sono certo vicino al leader ma neanche troppo lontano. Ho recuperato gli sforzi e mi sento davvero bene. La corsa l'ho persa nella discesa, non in salita. Finora la Vuelta è andata meglio di quel che pensassi» (Cyclingnews.com, 13 settembre)
E per concludere...
«La Vuelta non sarà mai di due settimane ed un weekend, perché è una corsa di resistenza. Ma una corsa di resistenza può svolgersi benissimo in 18 o 19 giorni. Ciò tuttavia non avverrà prima del 2011 perché i calendari fino al 2010 sono già decisi. La nuova riforma dei calendari vuole che la Vuelta torni ad essere corsa in Aprile. I tre GT sarebbero corsi così tra Aprile e Luglio ed i corridori correrebbero se non tutte e tre le corse almeno due..»: Victor Cordero (direttore Vuelta a España), probabilmente dopo un'eccessiva esposizione ai raggi solari e qualche sangria di troppo (ma purtroppo temiamo di no). (Marca, 9 settembre)
Francesco Sulas
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