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marcopinotti: Non ho voluto indossare dei pantaloncini o avere una bici rosa, mi piace il classico. Solo non ho potuto dire di no al casco e agli occhiali rosa...
MarkCavendish: Ok, mi sono calmato ora. Mi hanno sempre squalificato per ogni piccolo movimento, ma questa non è una colpa di Petacchi. È una colpa della giuria o delle squadre che hanno dei pregiudizi nei miei confronti. Sono dispiaciuto per aver scaricato la mia frustazione su Petacchi. Oggi c'è stato un semplice sprint...
RobbieHunter: ottimo lavoro di Petacchi, niente di irregolare nel suo sprint. Certe persone non sanno perdere...
cammeyercyclist: Perché abbiamo dovuto fare 245 km? Non si poteva ottenere lo stesso risultato dopo 180 km?








Vi abbiamo presentato la Milano-Torino e la Milano-Busseto; e visto che il Giro arriva a Rapallo e che non c'è due senza tre, non potevamo esimerci dal presentarvi la Milano-Rapallo, classica settembrina giunta ormai alla 52esima edizione. La sua peculiarità, come è sottointeso dalle due località collegate dalla corsa, è la distanza, ben 206 km, che ne fa la più lunga corsa per dilettanti in Italia, quasi una piccola Sanremo. La partenza avviene ancora oggi alle porte di Milano (nell'ultima edizione si è partiti da Gaggiano), poi la corsa attraversa la Valle dello Scrivia, supera il Passo della Scoffera, scivola nell'entroterra chiavarese per infine entrare a Rapallo. La corsa è organizzata dalla società ciclistica Geo Davidson, la quale prende il nome da un italo-inglese, personaggio trasversale importante per tutto lo sport italiano. Fu infatti presidente del Genoa, tra il 1913 e il 1920 e lavorò anche nella pallanuoto, ma fu soprattutto un ottimo ciclista, il secondo a portare il tricolore dopo aver vinto la prova in linea dei campionati italiani nel 1886 e aver indossato la maglia della Nazionale italiana alle Olimpiadi di Parigi; non pago, in seguito fu anche presidente della Federazione Ciclistica Italiana. La prima edizione, nel dopoguerra, andò a Italo de Zan, dopodiché vinsero, tra gli altri, Moser, Algeri, Cattai, Giorgio Furlan, Colombo e Riccò, nel 2004. L'ultima edizione, invece, ha visto la partecipazione della Nazionale italiana, con la doppietta azzurra Battaglin-Sbaragli e il podio completato da Alfio Locatelli. Le edizioni recenti hanno visto la corsa intitolata a Emilio De Martino, giornalista sportivo e scrittore nato a Milano e morto a Rapallo.




Tappa e maglia ad Alfredo Binda. Accadde anche il 17 maggio 1927, anche a Reggio Emilia. Binda terminerà quella corsa vincendo - naturalmente - la classifica finale con 27' di distacco sul secondo, Giovanni Brunero. Binda porterà a casa dodici successi su quindici tappe. Vent'anni dopo Luciano Maggini brucerà su questo traguardo Fiorenzo Magni. Nel 1983 Alf Segersall s'impose per distacco, precedendo Saronni e Pierino Gavazzi. Nel 2001 un'altra vittoria per distacco ad opera di Pietro Caucchioli, che andò ad anticipare Rebellin e Freddy González, nel primo Giro vinto da Gilberto Simoni. Sul traguardo di Reggio Emilia, però, era ancora Dario Frigo a vestire le insegne del primato. L'allora bionda rivelazione della Fassa Bortolo cederà il primato soltanto sul Pordoi.