Professionisti

Distacco microscopico, Kittel macroscopico

07.07.2017 17:39

Tour de France, il tedesco vince per la terza volta. Solo 6 millimetri lo separano da Boasson Hagen. Domani appuntamento sul Giura


Un collega olandese, Thijs Zonneveld, già corridore professionista, ha ieri scritto nel suo editoriale sul quotidiano AD quello che molti di noi avremmo voluto scrivere. Ma per viltà d'animo, mancanza dell'intuizione giusta o per qualche altro oscuro sentimento, nessuno lo ha imitato. Cliccando su queste parole è possibile leggere l'interessante disamina della frazione di ieri, che potrebbe tranquillamente venir riproposta per quella odierna.

Questo discorso non vale però per le volate che, in questa edizione forse ancor più del passato recente, regalano un crescendo rossiniano di emozioni. Da Liegi, passando per Vittel e Troyes, finendo con l'odierna Nuits Saint Georges, quattro arrivi tirati e convulsi. Ma che, per tre volte, ha conosciuto il medesimo vincitore. Non sarà completo come altri rivali, ma caspita, la sua potenza e la sua punta di velocità sono quasi introvabili.

Anche oggi la fuga parte subito, c'è Mori (che fa suo il traguardo volante)
Come un film già visto, non appena viene oltrepassato il km 0 della Troyes-Nuits Saint Georges. Stavolta è il turno dei francesi Maxime Bouet (Fortuneo-Oscaro) e Yohann Gène (Direct Énergie), accompagnati dall'olandese Dylan van Baarle (Cannondale-Drapac) e da un italiano, il meno giovane della spedizione azzurra, ossia il toscano Manuele Mori (UAE Team Emirates). Il gruppo non li insegue, permettendo loro di possedere già 2' al km 5.

Il margine massimo non supera mai i 4' al km 18; e, anzi, a partire da questa fase, progressivamente va a calare, attestandosi nella parte centrale di giornata sui 2'30". Tutto scorre tranquillo, con lo sprint intermedio di Chanceaux (km 108) conquistato da Mori su Bouet, Gène e Van Baarle. Ed è italiano anche il vincitore della volata del gruppo, ossia Sonny Colbrelli, che si lascia dietro Kristoff e Greipel.

Cadute innocue per Roglic. Oltre 200 km all'attacco per i quattro
Due cadute, fortunatamente innocue, si registrano nella seconda metà di tappa. In entrambe è coinvolto Primoz Roglic, che aveva già assaggiato l'asfalto (tedesco) nell'apertura di Düsseldorf. Se nel primo capitombolo, avvenuto al rifornimento, va a terra da solo, in quella successiva (circa a 80 km dal termine) ne è protagonista con Daniel Navarro (Cofidis, Solutions Crédits) e Romain Sicard (Direct Énergie).

L'ultimo traguardo parziale di giornata è l'unico gpm in programma, la Côte d'Urcy (km 147.5); in due si danno battaglia, e Bouet prevale su Mori. Il gap continua a calare inesorabilmente, in un pomeriggio soleggiato e ventoso; nessuno vuole tentare di smuovere le acque con l'aiuto di Eolo, passando così con tranquillità il momento. I fuggitivi vengono raggiungi ai meno 6 km, quindi con 207.5 km in avanscoperta sulle gambe; Bouet, Mori e Van Baarle (premiato come combattivo) avevano tentato una nuova accelerata, rivelatasi infruttuosa.

Soliti sussulti Bouhanni-Démare. Gran lavoro Dimension Data per EBH
Si assiste dunque alla consueta lotta tra le squadre dei velocisti, che stavolta si svolge su un lungo ed ampio rettifilo fin sul traguardo. Non ci sono curve infatti negli ultimi 5.2 km; se non è record, poco ci manca. A parte un mal segnalato divisorio centrale che fa sussultare, senza caduta alcuna, e la tradizionale lotta fra FDJ e Bouhanni (stavolta uno scambio di testate fra Démare e il boxeur, reo di volersi inserire nel treno altrui - per entrambi una multa di 200 franchi svizzeri), si entra nell'ultimo km con Matteo Trentin in testa, seguito da Fabio Sabatini e dal loro capitano.

Il valsuganotto si sposta ai meno 600 metri, dando spazio al pistoiese, che però dura poco, venendo sopravanzato da Reinardt Janse van Rensburg. Alla ruota del campione sudafricano (eccellente il suo lavoro) si trova Edvald Boasson Hagen, che viene trainato sino ai meno 180 metri. Da lì lo scandinavo parte nella sua progressione, con a ruota Marcel Kittel e al fianco Alexander Kristoff; EBH si prende il centro della carreggiata, entrando in testa negli ultimi 50 metri. Ma man mano che la striscia bianca si avvicina, sulla sua destra c'è chi gli recupera terreno.

Colpo di reni perfetto per Kittel, e sono 3 (e 12)! Boasson Hagen dietro per un pelo
Ma costui, ai 5 metri, è ancora in lieve ritardo. Una volta passati davanti alle fotocellule, non lo è più. A far la differenza tra Edvald Boasson Hagen e Marcel Kittel è il colpo di reni; spuntato quello del norvegese, slanciato quello del tedesco. E proprio grazie a questo gesto tecnico che il biondissimo fa tre vittorie nelle tre volate a cui ha potuto prendere parte. Dodici sono le affermazioni stagionali, e altrettanti i successi al Tour de France. Con oggi diventa il tedesco più vittorioso di sempre, in compagnia di Erik Zabel. Ma difficilmente l'Ivan Drago del ciclismo rimarrà fermo a lungo a tale cifra.

Battuto è dunque Edvald Boasson Hagen. Per la precisione, il trentenne è andato a 0.0003 secondi (vale a dire, meno di 6 millimetri) dal tornare a gioire alla Grande Boucle dopo sei stagioni. Neppure ad un primo fotofinish era evidente la differenza, poi determinata da ingrandimenti successivi. Ha tutto per rifarsi, perché la gamba che sta mostrando pare quella dei giorni belli. Terzo posto per Michael Matthews (Team Sunweb), che pare in crescita.

Démare perde la verde, Froome tiene la gialla (e Aru la pois). Domani spazio alle fughe?
Completano la top 10 Alexander Kristoff (Team Katusha-Alpecin), John Degenkolb (Trek-Segafredo), Dylan Groenewegen (Team Lotto NL-Jumbo), Rüdiger Selig (Bora-Hansgrohe), Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), un arrabbiatissimo André Greipel (Lotto Soudal) e Daniel McLay (Fortuneo-Oscaro). Solo 11° Arnaud Démare (FDJ), che già al mattino non era in formissima; per effetto del risultato, la maglia verde torna sulle spalle di Kittel, che ora ha 15 punti di vantaggio sul campione francese. Miglior italiano Andrea Pasqualon (Wanty-Groupe Gobert), quindicesimo, tre posizioni avanti a Sonny Colbrelli (Bahrain Merida).

Nessuna variazione in classifica generale, con Christopher Froome (Team Sky) che comanda con 12″ sul compagno di squadra Geraint Thomas e 14″ sulla maglia a pois Fabio Aru (Astana Pro Team). E, probabilmente, così sarà anche domani. La Dole-Stations des Rousses di 187.5 km presenta terreno fertile per i fuggitivi, finalmente chiamati a lottare per il successo. I big della generale non dovrebbero muoversi nella Montée de la Combe de Laïsïa, distante 12 km dal traguardo, raggiunto dopo una fase vallonata.
Notizia di esempio
Tour de France, svelato lo scarto tra Kittel e Boasson Hagen: meno di 6 millimetri!