Professionisti

Le squadre 2019: Team Dimension Data

12.01.2019 17:27

Gran mercato per gli africani che hanno aggiunto Valgren, Kreuziger, Gasparotto e Nizzolo. Allo stesso tempo si attende il riscatto di Cavendish, Boasson Hagen e Meintjes


Anche il 2018, così come l'annata precedente, è stato un anno negativo per il Team Dimension Data e i punteggi World Tour lo testimoniano: ultimi per distacco e con sole due vittorie nel massimo circuito mondiale. Per questo, la squadra ha voluto migliorare nettamente la rosa ingaggiando ben 9 corridori. A dire il vero, il materiale umano già c'era, ma per un motivo o per l'altro, tutti i leader vengono da un'annata no e chissà che i nuovi acquisti non possano invertire la rotta.

ROSA
Lars Ytting Bak (Dan, 1980), Edvald Boasson Hagen (Nor, 1987), Mark Cavendish (Gbr, 1985), Stephen Cummings (Gbr, 1981), Scott Davies (Gbr, 1995), Stefan De Bod (Rsa, 1996), Nicholas Dlamini (Rsa, 1995), Berhard Eisel (Aut, 1981), Enrico Gasparotto (Ita, 1982), Amanuel Gebreigzabhier (Eri, 1994), Ryan Gibbons (Rsa, 1994), Jacques Janse van Rensburg (Rsa, 1987), Reinardt Janse van Rensburg (Rsa, 1989), Benjamin King (Usa, 1989), Roman Kreuziger (Cze, 1986), Gino Mäder (Sui, 1997), Louis Meintjes (Rsa, 1992), Giacomo Nizzolo (Ita, 1989), Ben O’Connor (Aus, 1995), Mark Renshaw (Aus, 1982), Tom Jelte Slagter (Ned, 1989), Jay Robert Thomson (Rsa, 1986), Rasmus Tiller (Nor, 1996), Michael Valgren (Dan, 1992), Jaco Venter (Rsa, 1987), Julien Vermote (Bel, 1989), Danilo Wyss (Sui, 1985).

L’ANALISI


Louis Meintjes

CORSE A TAPPELouis Meintjes viene forse dal suo peggior anno da professionista, ma questo non ha inficiato il ruolo di leader per le corse a tappe; certamente la squadra si aspetta un ritorno agli standard e quindi una top 10 "sicura" nei grandi giri. Il talento di Ben O'Connor ha iniziato a sbocciare nel 2018: vittoria di tappa al Tour of the Alps e una buona classifica a ridosso dei primi dieci al Giro d'Italia (prima di cadere a due frazioni dalla fine). Un innesto importante e di esperienza è senz'altro Roman Kreuziger, potenzialmente uno dei migliori gregari al mondo nei grandi giri ma che avrà modo di poter dire la sua nella caccia alle tappe, che saranno anche l'obiettivo di Ben King, due volte trionfatore in Spagna. Altro atleta di buone speranze è l'eritreo Amanuel Ghebreigzabhier che ha debuttato in modo positivo alla Vuelta e si è anche laureato campione continentale in linea. La Dimension Data ha ingaggiato anche una delle maggiori sorprese della categoria under 23, lo svizzero Gino Mäder, capace di portarsi a casa due tappe e il terzo posto al Tour de l'Avenir nonché di concludere la stagione con un secondo posto al Tour of Hainan dietro a Fausto Masnada.


Mark Cavendish

VOLATE: Mark Cavendish cerca il riscatto dopo due stagioni totalmente negative e allo stesso tempo proverà ad avvicinarsi al tanto ambito record di vittorie al Tour de France, detenuto da Eddy Merckx a quota 34 (Cav è a 30). Il suo fido scudiero Mark Renshaw sarà sempre pronto a condurlo egregiamente alla volata, come fatto dal 2009 ad oggi. Ingaggio importante è quello di Giacomo Nizzolo, che pare aver finalmente superato i problemi al ginocchio che gli hanno precluso gran parte delle ultime due annate. Il brianzolo spera finalmente di rompere la maledizione dei secondi posti e di conquistare la sua prima tappa al Giro d'Italia e non è da escludere che possa testarsi in qualche classica delle pietre. Altri due atleti dallo spunto veloce sono Ryan GibbonsReinardt Janse van Rensburg, sempre pronti ad ottenere qualche buon piazzamento, al pari del neoarrivato svizzero Danilo Wyss.


Edvald Boasson Hagen

PAVÉ: Il norvegese Edvald Boasson Hagen, alla soglia dei 32 anni insegue la grande vittoria che ormai sembra sempre più difficile da raggiungere. Nel 2019 però, non sarà l'unico leader al Nord: Michael Valgren arriva lanciatissimo da un annata notevole che l'ha visto trionfatore alla Omloop Het Nieuwsblad e quarto alla Ronde van Vlaanderen. Daranno una mano ai leader due ultraveterani come il danese Lars Ytting Bak e l'austriaco Bernhard Eisel, corridore di grande esperienza che farà anche parte del treno di Cavendish. Si è testato sul pavè anche il belga Julien Vermote, a dir la verità con risultati non eccelsi e questo lo poterà presumibilmente a lavorare per gli altri nella prossima stagione. Adatto a questi terreni è Rasmus Tiller, passistone norvegese che tra gli under 23 si è messo in luce come corridore caparbio come pochi.

Michael Valgren


CLASSICHE: Questo è senz'altro il reparto che è stato maggiormente rinforzato. La dirigenza ha deciso di ingaggiare l'intero podio dell'Amstel Gold Race 2018 (e tutti e tre l'hanno vinta in carriera). Partiamo dal vincitore Michael Valgren, che come già scritto si concentrerà sia sulle Ardenne che sul pavè. Il danese ha in parte sfruttato il suo ruolo di outsider ma nel 2019 sarà certamente più marcato e non sarà facile per lui riconfermarsi. Roman Kreuziger ha vissuto una seconda giovinezza: nel trittico delle Ardenne il suo peggior risultato è stato l'ottavo posto alla Liegi e ha terminato l'annata piazzandosi sesto al mondiale di Innsbruck. Altra garanzia nelle classiche di primavera è Enrico Gasparotto, che a quasi 37 anni vuole lasciare ancora il segno nelle sue corse preferite; chissà che una stagione di alto livello non possa consegnargli quella maglia azzurra che in carriera non ha mai indossato (ai mondiali). Altro obiettivo per lui sarebbe la prima tappa in un grande giro. Chiaramente l'arrivo dei tre "tenori" fa scendere Tom Jelte Slagter nelle gerarchie del team: l'olandese dovrà sfruttare ogni minima possibilità che gli verrà concessa, a partire dall'Australia. Menzione anche per il neoprofessionista Stefan de Bod, uomo da classiche (vincitore al Palio del Recioto) e cronoman di livello.
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