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Cambia tutto alla Vuelta al Ecuador, quarta tappa a Joel Burbano, Henry Velasco nuovo leader

La tappa regina o forse no? Di sicuro la San Roque-La Estrellita, quarta frazione della Vuelta al Ecuador disputata ieri, ha dato una bella ripassata alla corsa, stravolgendo di netto la classifica. A vincere lassù (che più lassù non si può: 3328 metri s.l.m.!) è stato Joel Burbano (Sin Fronteras), enfant du pays essendo di Tulcán, città a 2 km dal traguardo nonché “patria” di Richard Carapaz, il quale era giustappunto presente all’arrivo a premiare i vincitori. In un arrivo a quattro Burbano ha preceduto il connazionale Henry Velasco (Eagle Bikes), Sergio Geovani Chumil (Selezione Guatemala), crometrato a 1″, e il colombiano Yonatan Andrés López (Nariño-Superbota), a 2″. Poi uno sparpaglìo mai finito, i peruviani della selezione nazionale Bill Janz Toscano a 15″ e Royner Navarro a 32″, il venezuelano Anderson Timoteo Paredes (Best PC Ecuador) a 37″, quindi un terzetto a 56″ con Diego Montalvo (Eagle Bikes), Esdras Morales (Selezione Guatemala) e Harold Martín López (Best PC Ecuador), e più indietro, davvero, uno per cantone: il protagonista delle ultime tappe Byron Guamá (Best PC Ecuador) ha chiuso 19esimo a 4’34”, il leader uscente Cristián Alexander Toro (Movistar Ecuador) 23esimo a 4’58”.

In classifica volano i primi di oggi, a parti un po’ invertite: nuovo leader della Vuelta è Henry Velasco con 1″ su Burbano a 3″ su Chumil; a seguire Royner Navarro a 43″, Santiago Montenegro (Selezione Ecuador) a 48″ dopo aver limitato i danni (ha chiuso la tappa all’undicesimo posto a 1’02” dal vincitore, il migliore tra i corridori che erano su in classifica alla partenza), e poi ancora Harold López a 53″, Morales e Paredes a 55″, voragine, Leonardo González (Selezione Guatemala) nono a 3’34” e Guamá decimo a 4’12”, subito davanti a Toro che scivola all’undicesimo posto a 4’18”.

E domani? La quinta tappa della Vuelta al Ecuador, tanto per cambiare, vedrà ancora salita: 130 km da Playón de San Francisco ad Atuntaqui e soprattutto un arrivo praticamente in salita, con l’Alto de Santiago del Rei a svettare a 3 km dal traguardo dopo 13 km di scalata (non lo Zoncolan, intendiamoci). Di sicuro ci saranno altri assestamenti, tantopiù che le prime posizioni di classifica sono ravvicinatissime.