De Gendt al traguardo in solitaria a Barcelona. Vinse già nel 2013 © Toni Albir/EFE
De Gendt al traguardo in solitaria a Barcelona. Vinse già nel 2013 © Toni Albir/EFE

Il Catalunya dei risvegli

Thomas De Gendt torna a vincere dopo 2 anni nella chiusura di una delle sue corse preferite. Nessuno scossone in GC, Tripletta Ineos con Adam Yates vincitore

Dopo Esteban Chaves e Peter Sagan, un altro grande corridore ritrova il sorriso sulle strade catalane dopo un periodo di appannamento: è Thomas De Gendt, cacciatore di tappe per professione, a secco per tutto il 2020 anche per l’assenza della corsa dove ha ottenuto il maggior numero di successi in carriera: ben 5 su 16 dei suoi successi da professionista sono avvenuti alla Volta a Catalunya, per giunta tutti in edizioni distinte, il primo nel 2013 sul tradizionale circuito di Montjuich, dove oggi si è fatto valere con una condotta gagliarda al termine di una tappa breve ma intensa.

Il tutto nasce dalla formazione di una maxifuga nelle prime fasi di gara, dopo svariati tentativi, di ben 32 corridori, con molta qualità (tra gli altri, Daniel Martin, Rigoberto Urán, Marc Soler), ma nessuno che possa preoccupare la leadership del Team Ineos, al quale anzi va benissimo lasciar andare via il tentativo senza doversi preoccupare degli abbuoni. Così i fuggitivi approdano nel vorticoso circuito finale con più di 4′ di vantaggio, decisamente troppo per poter recuperare con così tanti uomini davanti.

Già alla prima delle sei scalate la fuga si scompone, con l’azione che deciderà la corsa: Matej Mohoric e De Gendt vanno via in maniera decisa, con più di 40 km ancora da completare. Il resto della fuga si sfalda nel tentativo di inseguimento, ma il belga e lo sloveno oggi vanno davvero troppo forti per chiunque e incrementano costantemente il margine. Resta da capire come risolvere la questione, anche perché Mohoric, viste le sue doti in discesa e lo spunto veloce, è un avversario troppo scomodo per De Gendt per non anticipare. Cosa che difatti avviene nell’ultimo giro, e lo sloveno non sa rispondere allo scatto secco della bandiera della Lotto Soudal, che rifila 17″ all’arrivo al passista della Bahrain-Victorious.

Gli altri fuggitivi vengono ripresi o staccati quasi tutti dal gruppo degli uomini di classifica: sopravvivono solo i Groupama-FDJ Attila Valter e Sebastian Reichenbach, che anticipano di poco il gruppo di Adam Yates giunto ad 1’46”. Per quanto la selezione ci sia stata, a causa dell’andatura sostenuta imposta dai Movistar che speravano di mettere in difficoltà almeno uno dei 3 Ineos in testa alla classifica, la leadership di Adam Yates non è stata mai messa in discussione, e anche Richie Porte Geraint Thomas hanno stretto i denti il necessario che serviva per mantenersi sul podio. Una Ineos che ha ricordato la Sky dei tempi migliori, quando al Delfinato si faceva tripletta in vista dei Tour da far dominare a Froome. Per Adam Yates si tratta della prima corsa a tappe conseguita in maglia Ineos e del successo più “pesante” conseguito in questa tipologia di corse.

La generale, che era cortissima, non subisce altri scossoni: solo Sep Kuss, che era nono, si stacca sull’ultima delle ascese, lasciando una posizione a Simon Yates e spazio in top ten per Lucas Hamilton, entrambi del Team Bike Exchange. Buon 4° posto finale a 41 anni ormai prossimi per Alejandro Valverde, stesso tempo per Wilco Kelderman (Bora Hansgrohe) che stamane aveva provato a buttarsi nella fuga.

 

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile