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UAE e Jumbo si dividono il bottino

Le pagelle delle squadre World Tour, parte 4: un Tadej Pogačar epocale consegna il Tour de France e due Monumento alla UAE. La Jumbo si difende con ben 43 successi di squadra

Team DSM – 5
Vittorie stagionali: 8, di cui 5 nel World Tour
La squadra tedesca è balzata alle cronache più per le “partenze” che per le vittorie: vari corridori a roster hanno lasciato o lasceranno la squadra, in disaccordo con una dirigenza un po’ particolare. Il caso più emblematico è quello di Marc Hirschi, che ha rescisso nel gennaio del 2021. Tornando alle corse, Romain Bardet, al primo anno fuori dalla AG2R ha ritrovato un ottimo livello di prestazioni nel corso di tutta la stagione. La vittoria più importante è arrivata alla Vuelta a España, al Pico Villuercas, e gli ha permesso di indossare la maglia a pois per alcune tappe (scopriremo a breve chi ha poi vinto quella maglia). In precedenza, Bardet aveva alzato le braccia anche alla Vuelta a Burgos ed aveva terminato il Giro d’Italia al settimo posto. Michael Storer è stata una delle rivelazioni della seconda parte dell’anno: la conquista del Tour de l’Ain era stata una prima avvisaglia, concretizzatasi poi alla Vuelta con due vittorie di tappa e la soddisfazione di salire sul podio di Madrid come detentore della maglia a pois. Dal settore ruote veloci è arrivato poco: Cees Bol ha vinto una tappa alla Parigi-Nizza ma si è confermato un velocista che fatica a vincere, spesso non riuscendo a trovare la giusta posizione nel caos dello sprint. Max Kanter ha ottenuto qualche piazzamento qua e là, ma senza dare l’impressione di un atleta in crescita. Buone notizie invece da Alberto Dainese che da agosto in poi ha inanellato una serie notevole di piazzamenti, senza purtroppo trovare il successo, che ha accarezzato più volte alla Vuelta. Il terzo posto al Giro del Veneto vale più di quel che si pensi, in quanto il 23enne ha dimostrato di poter reggere anche in percorsi mossi (cosa che aveva già dimostrato da under-23 ma non da pro). Nikias Arndt lo conosciamo, non è un fenomeno ma ogni tanto il colpo lo piazza, in questo caso al Giro di Polonia (senza dimenticare i due terzi posti al Giro d’Italia). Tiesj Benoot ha confermato un po’ le cose viste gli anni scorsi, ovvero che è spesso davanti ma raramente riesce a vincere: il quinto posto alla Parigi-Nizza ed il settimo alla Liège sono i suoi migliori risultati stagionali. Le delusioni cocenti sono certamente due: Jai Hindley, anche a causa della sfortuna ha vissuto un’annata quasi totalmente nell’ombra e lo stesso lo si può dire per Søren Kragh Andersen, in controtendenza dopo un ottimo 2020.

Team Jumbo – Visma – 8
Vittorie stagionali: 43, di cui 19 nel World Tour
Primož Roglič, come ogni anno, è garanzia di successo: senza particolari patemi è arrivata la terza affermazione consecutiva alla Vuelta a España con ben quattro successi parziali. Sempre nella penisola iberica, ad aprile, lo sloveno si era imposto all’Itzulia Basque Country. Roglič si è ben comportato anche nelle classiche, trionfando al Giro dell’Emilia, alla Milano-Torino e sfiorando la vittoria alla Flèche Wallonne. Non mancano, però, le occasioni perse: sappiamo che Primoz tende a cadere troppo spesso ed infatti una caduta l’ha privato della vittoria alla Parigi-Nizza (dopo aver vinto ben tre tappe) e l’ha costretto a ritirarsi dal Tour de France. L’altro fenomeno in casa Jumbo è Wout van Aert, sempre molto presente in tutte le classiche: quarto alla Strade Bianche, terzo alla Sanremo, primo alla Gand, sesto al Fiandre, secondo al Brabante, vincitore all’Amstel e settimo a Roubaix. Se vogliamo trovare un difetto, da Wout ci si aspettava di più proprio sul pavè, in particolare a Fiandre e Roubaix. Il Tour de France è stato molto redditizio, con tre successi (uno in salita, uno a cronometro ed uno in volata) e rimanendo in tema corse a tappe, il secondo posto alla Tirreno-Adriatico è stato grandioso, senza dimenticare la vittoria generale al Tour of Britain. Una delle grandi sorprese della stagione è stato senz’altro Jonas Vingegaard, vincitore alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali, secondo all’Itzulia Basque Country e soprattutto secondo al Tour de France, nel corso del quale si è ritrovato capitano dopo l’abbandono di Roglič. Sepp Kuss, fedelissimo e preziosissimo gregario in salita, ha vinto una tappa al Tour de France e si è piazzato ottavo alla Vuelta a España ma, forse una volta per tutte, ha fatto capire che non è adatto a fare il capitano e lo si è capito nelle brevi corse a tappe a cui ha partecipato. Tobias Foss sta continuando nel suo percorso di crescita e si è ritrovato, quasi per caso, in top 10 al Giro d’Italia, dopo il quale, però non ha più dato segnali confortanti. Passiamo ai velocisti: Dylan Groenewegen è rientrato in gruppo a maggio, dopo la squalifica ed ha un po’ faticato a ritrovare le giuste sensazioni; sono arrivare tre vittorie, due in Vallonia ed una in Danimarca. Buone notizie dal neopro Olav Kooij, autore di vari piazzamenti e di due vittorie alla CRO Race. Abbastanza deludenti le stagioni di George Bennett e Steven Kruijswijk, mentre Tom Dumoulin è stato assente per gran parte dell’anno, cercando di ritrovare l’amore per il ciclismo, che aveva un po’ perso.

Team Qhubeka ASSOS – 5
Vittorie stagionali: 5, di cui 3 nel World Tour
Stagione con poche soddisfazioni per la compagine sudafricana, la quale potrebbe essere al capolinea se non trova lo sponsor, ma speriamo che le cose possano andare per il meglio. Il leader della squadra è stato Giacomo Nizzolo, che alla undicesima stagione da professionista (e dopo infiniti piazzamenti), ha finalmente ottenuto la vittoria di tappa al Giro d’Italia, in quel di Verona. Nel tabellino altri due successi, nella Clásica de Almeria e nel Circuito de Getxo, senza dimenticare l’ottimo secondo posto alla Gent-Wevelgem. Interessante l’evoluzione di Victor Campenaerts, che si sta sempre più allontanando dalle crono, prediligendo i percorsi misti, con un atteggiamento piuttosto aggressivo in corsa. Anche per il belga è arrivata la prima affermazione in un grande giro, imponendosi in una fuga di quindici corridori a Gorizia, mentre verso fine stagione è salito sul podio del Benelux Tour, dopo una serie di ottime prestazioni. Tris di vittorie al Giro d’Italia, perché anche Mauro Schmid ha alzato le braccia al termine della spettacolare tappa di Montalcino. Stagione d’addio per Fabio Aru, che in estate ha trovato una buona pedalata piazzandosi secondo al Sibiu Tour e alla Vuelta a Burgos. La corsa conclusiva è stata la Vuelta a España, dove purtroppo non è arrivata la vittoria che avrebbe messo la ciliegina sulla torta. Continua il percorso di Max Walscheid, sempre meno velocista e sempre più cronoman e a suo agio nelle classiche del nord portando numerosi piazzamenti. Purtroppo Domenico Pozzovivo fatica a trovare continuità a causa dei numerosi malanni fisici derivanti dalle cadute delle stagioni passate. Al Tour de Suisse, però, il lucano ha ritrovato la forma dei giorni migliori, classificandosi al sesto posto generale. Stagione priva di particolari soddisfazioni per Simon Clarke (escludendo la parentesi Strade Bianche e Drome Classic); stessa sorte anche per Sergio Henao.

Trek – Segafredo – 6.5
Vittorie stagionali: 19, di cui 2 nel World Tour
Stagione con poche vittorie di peso per la squadra guidata da Luca Guercilena. Spicca però l’affermazione di Jasper Stuyven alla Milano-Sanremo, anticipando il gruppo dei migliori subito dopo la discesa del Poggio. Il belga ha poi proseguito l’annata con tanti piazzamenti di livello, tra cui il quarto alla Ronde van Vlaanderen ed il terzo alla Paris-Tours. Il veterano Bauke Mollema sa sempre piazzare la zampata, specialmente dalla fuga, ed infatti ha alzato le braccia nella quattordicesima tappa del Tour de France; ad inizio stagione si era invece imposto nella prima frazione del Tour des Alpes Maritimes et du Var (vinto poi da Gianluca Brambilla) ed al Trofeo Laigueglia. Tre vittorie stagionali per Mads Pedersen: la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, una tappa in Danimarca ed una in Norvegia. All’ex iridato si chiede però di più, soprattutto nelle classiche del Nord, dove è stato pressoché inesistente. Buon finale di stagione per Vincenzo Nibali, con la romantica vittoria (tappa e generale) sulle strade della sua Sicilia; nonostante ciò, il suo biennio in Trek lo si può definire al di sotto delle aspettative. Il ventenne statunitense Quinn Simmons, si è sbloccato tra i professionisti vincendo tappa e generale al Tour de Wallonie, affermandosi come uno dei futuri leader di questa compagine. Matteo Moschetti ha vinto la prima edizione della Per Sempre Alfredo, ma c’è la sensazione che la rottura del femore ad inizio 2020 abbia lasciato strascichi importanti. Buono l’esordio dello scalatore iberico Juan Pedro López alla Vuelta a España, terminata in tredicesima posizione. Chi invece non riesce a concretizzare è Giulio Ciccone, ritirato sia al Giro (quando era in sesta posizione) che alla Vuelta: la squadra punta molto sull’abruzzese ma forse Giulio non è l’uomo adatto per puntare al podio dei grandi giri, prediligendo un atteggiamento più impulsivo e da attaccante.

UAE – Team Emirates – 8.5
Vittorie stagionali: 32, di cui 14 nel World Tour
È chiaro che quando hai in squadra quel fenomeno di Tadej Pogačar viene tutto più facile: la sua stagione 2021 è stata qualcosa di epocale. Inizia vincendo la corsa di casa della sua squadra, ovvero l’UAE Tour, per poi diventare il re dei due mari alla Tirreno-Adriatico. Dopo il terzo posto all’Itzulia Basque Country conquista la sua prima Liège-Bastogne-Liège battendo Alaphilippe in una volata ristretta. A giugno trionfa in Slovenia, per poi affrontare un Tour de France da totale dominatore (complice anche la caduta di Roglič) e volare a Tokyo per prendersi un meritato bronzo. Dopo due mesetti con prestazioni un po’ altalenanti, ha coronato la stagione con la vittoria de Il Lombardia. Il resto della squadra ha comunque portato una buona quantità di successi: è arrivata una vittoria al Giro d’Italia con Joe Dombrowski ed una alla Vuelta a España con Rafał Majka. Il velocista Juan Sebastián Molano ha vinto due frazioni alla Vuelta a Burgos e altrettante al Giro di Sicilia, mentre Fernando Gaviria prosegue nelle sua striscia di mediocrità con una sola vittoria in Polonia. Anche per Alexander Kristoff è stata una stagione al di sotto delle attese, vincendo solo al Deutschland Tour. Stagione interlocutoria per Diego Ulissi, iniziata ad aprile causa problemi cardiaci e priva di vittorie nella massima divisione. Il toscano ha comunque vinto una tappa in Slovenia e due frazioni più la generale alla Settimana Ciclistica Italiana. Matteo Trentin ha dimostrato ancora una volta di essere un atleta di livello assoluto, che però fa fatica a vincere: tantissimi piazzamenti nelle classiche ed alla Vuelta ma vincente solo al Trofeo Matteotti. Qualche nota negativa c’è: Davide Formolo ha raramente trovato la pedalata giusta e Marc Hirschi è sembrato un lontano parente di quello del 2020 (una sola vittoria in Lussemburgo).