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Sweeck ha la volata più tosta di Aerts

Al Flandriencross (X2O Trofee) Laurens precede Toon (sempre più leader della challenge); scivola sul più bello Pidcock. Lucinda Brand mette in fila la quinta vittoria su sei tappe, eppure Denise Betsema la tampina ancora in classifica

Ultimi giorni prima della partenza verso Fayetteville. Il fine settimana che precede i Mondiali si apre con la sesta tappa dell’X2O Badkamers Trofee: il Flandriencross di Hamme, località che ospita una prova della challenge a tempo dal 2014, edizione che regalò una delle primissime sfide nella categoria élite fra Van Aert e Van der Poel. Il percorso è stato modificato rispetto agli anni scorsi e la zona dei box spostata più lontano dal traguardo; di conseguenza sono stati inseriti alcuni nuovi tratti nel bosco, che hanno allungato la parte centrale del tracciato. Hamme rimane ugualmente un circuito molto veloce caratterizzato da lunghi rettilinei e collinette artificiali, nonostante il fango, presente soprattutto nella prima parte del giro, possa complicare la vita a diversi crossisti. Il finale, prima dell’asfalto, è sempre posizionato nel bike-park, che nasconde diverse curve tecniche e paraboliche.

Non inserita nel programma della giornata la prova junior femminile (per Bentveld e compagnia l’X2O finirà a Lille, il 6 febbraio), ad aprire le danze è come sempre quella maschile. Per gli junior e gli under 23 questa è l’ultima gara prima dei Mondiali e rappresenta dunque un importantissimo test generale in vista ciò che avverrà domenica 30. Favorito il neerlandese Haverdings, che deve vedersela con la truppa belga e con il ceco Jezek. Assenti, tra gli altri, i francesi e gli italiani. Vittoria in dubbio fino all’ultimo giro, quando il solito Haverdings stacca Corsus al termine di un duello inaspettato, data la superiorità messa in mostra da David sino a questo punto della stagione. Il neo-campione belga (un primo anno, giova ricordarlo), il quale come tutti i connazionali ha saltato la tappa francese di CDM, avanza così la propria candidatura alla maglia iridata presentandosi come la maggior minaccia per Haverdings, anche più di quel Dockx (oggi terzo a 30″) che batté il neerlandese all’Europeo di Vam. Altri piazzamenti di rilievo tutti appannaggio dei belgi: quarto De Bruyckere, non convocato ai Mondiali dal ct Vanthourenhout, quinto Vandenberghe (lui sì, andrà in Arkansas) e settimo De Moyer.

Per gli U23 così come per gli élite Hamme è la sesta tappa; Ronhaar si presenta al via con 1’01” su un rimontante Nys, il quale però è di rientro dopo l’infortunio procuratosi al BK di Middelkerke e dalla prova odierna cerca solo conferme prima della rassegna iridata. Al termine di una sfida all’ultimo sangue, Wyseure si aggiudica il successo davanti a Mason. Entrambi crossisti che amano condizioni fangose, andranno tenuti in considerazione per il primo posto fra sette giorni. Terzo Kuypers, il quale da inizio 2022 sta mettendo in fila varie prestazioni molto interessanti. Quarto il campione del mondo Ronhaar (a 40″), quinto Thibau (a 59″); il margine tra i due aumenta così sino al minuto e venti in favore di Pim.

Brand vince la quinta di fila nell’X2O
Ci si attendeva grande spettacolo dalla prova femminile date le presenze di Betsema e Brand, ancora in lotta per la classifica generale, Alvarado e Worst, ma anche di Van Anrooij e Cant. Partenza ottima da parte di Ceylin, rapidissima ad agganciare la pedivella e scattare. Brand è subito dietro e alla prima curva sorpassa la caraibica. Lucinda prova immediatamente ad andarsene in solitaria, con l’obiettivo di guadagnare a sufficienza su Betsema prima delle tappe finali di febbraio. Denise non si fa trovare impreparata e chiude con prontezza sulla campionessa del mondo. Un po’ più indietro un’opaca Alvarado si mantiene a pochi secondi dalle battistrada, venendo presto raggiunta da Van Anrooij, partita meglio del solito e particolarmente forte nei tratti pianeggianti, sia fangosi che asciutti, a lei congegnali.

La volata per i 15″ bonus è prevedibilmente vinta da Brand, con Betsema che si deve accontentare di 10″ e viene sorpassata per 3″ nella generale. Shirin, Ceylin e Bakker sono comunque vicine e rientrano sfruttando un momento di rilassamento, relativo, della coppia di testa. Anche Worst, staccata la compagna Van Alphen, torna sotto grazie ad una tornata velocissima, dimostrando di non essere lontana dal livello che lo scorso anno le consentì di giocarsi la medaglia d’oro ad Ostenda. Il sestetto si sfalda immediatamente perché sotto la spinta di Betsema, abilissima nell’affrontare le collinette artificiali ma molto meno nei segmenti fangosi, le tre crossiste più in palla se ne vanno.

Poco prima del secondo passaggio sulla linea d’arrivo Alvarado torna sulle ruote di Brand e anche Worst e Bakker si riavvicinano finito il tratto all’interno del bike-park. Un altro errore di Betsema nei primi metri della terza tornata dà il là a Van Anrooij e Brand, le quali aumentano il ritmo per sfruttare a dovere l’occasione gentilmente offerta loro da Denise. La stessa Betsema rientra a metà tornata e si fionda a ruota di Lucinda che però con un paio di rilanci la ristacca quasi immediatamente. A metà gara il gap fra le due è di 3″, con Van Anrooij a 9″ e Alvarado, Worst e Bakker (risvegliatasi appena in tempo per il Mondiale) a 18″. Dietro Van Alphen, ben più staccata, e le belghe, ancor più indietro, compare Schreiber in decima posizione, addirittura davanti ad Anna Kay. La lussemburghese calerà nella seconda parte finendo undicesima, ma la buona prestazione rimane.

Inizia quindi un braccio di ferro a distanza tra Brand e Betsema, entrambe atlete che si trovano bene su tracciati simili, anche se la prima preferirebbe più fango e più salita, mentre la seconda qualche difficoltà tecnica in più (o direttamente la sabbia). Lucinda ha l’inerzia dalla sua e Denise paga non solo rispetto all’iridata, ma anche nei confronti dell’altra Baloise. Nel corso del quinto giro avviene l’aggancio tra Shirin e Betsema, mentre Worst si produce in un altro notevolissimo sforzo dopo quello profuso nella tornata numero due, guadagnando anche nei confronti della battistrada e riportandosi vicinissima al podio.

Al suono della campana Brand conta su 10″ di vantaggio su Van Anrooij, 14″ su Betsema e 19″ su Worst. Tutto è ancora aperto, ma l’ultimo giro non cambia la sostanza delle cose e dopo un rapidissimo cambiamento di fronte Shirin si riprende il secondo posto (a 17″ da Lucinda), battendo Denise (a 18″) e Annemarie (a 24″). Alvarado cade dopo aver staccato Bakker ma riesce ugualmente a precederla sul rettilineo conclusivo. Cant è solo settima e dimostra di essere ancora lontana dalle migliori, anche se la versione della campionessa belga ammirata a Middelkerke qualcosa di migliore rispetto ad oggi lo potrebbe offrire. Completano la top ten Norbert-Riberolle, Van Alphen e Kay.

Brand, alla quinta vittoria sulle sei prove di challenge, avrebbe già messo in cassaforte il successo se la classifica fosse a punti, e invece deve ancora guardarsi con preoccupazione da Betsema che la insegue a soli 21″ di ritardo. Terza è Worst a 6’11”, quindi troviamo Alvarado a 7’47”, Cant a 11’46” e Clara Honsinger (l’unica vincitrice diversa da Lucinda nell’X2O sinora) a 17’39”.

La prova di oggi ci restituisce una campionessa del mondo non al top ma ben avviata verso la riconferma del titolo (se la dovrà vedere soprattutto con Vos, unica che l’ha battuta con continuità in stagione), una Van Anrooij più pericolosa che mai e la solita, costante Betsema. Worst, dall’andamento decisamente altalenante quest’anno, potrebbe fare la sorpresa come le riuscì ad Ostenda, ma con queste avversarie è più dura che mai. Chi oggi non è sembrata visivamente in palla, ma tra domani e sabato prossimo potrebbe togliersi qualche grossa soddisfazione è sicuramente Alvarado, mentre Bakker è tornata a essere protagonista appena in tempo dopo mesi di buio. La tappa di Hoogerheide, con le presenze in aggiunta di Vas, Van Empel, Pieterse e soprattutto Vos, ci dirà ancora qualcosa di importante prima di tirare le somme verso Fayetteville. È possibile che qualcuno abbia avuto bisogno della gara odierna per sciogliersi dopo i carichi di lavoro delle ultime due settimane e domani si trovi maggiormente a proprio agio.

Sfida all’ultimo centimetro tra Sweeck e Aerts
La presenza di Pidcock ad Hamme in chiave Mondiale era molto importante per verificare il livello del fenomeno inglese dopo il ritiro con la Ineos rispetto ai soliti nomi (Iserbyt e Aerts su tutti). Ormai archiviata da Toon la generale, il successo parziale è l’obiettivo di tutti. Proprio il leader della classifica è il migliore in partenza, seguito da Van Kessel, Diether Sweeck, Orts Lloret e i Pauwels. Molto male Pidcock e LVDH, non a caso reduci entrambi da un periodo senza gare. Una scivolata di Eli costringe anche il gemello meno noto degli Sweeck a mettere piede a terra e consente ad Aerts e CVK di prendere vantaggio.

In un batter d’occhio Toon stacca Van Kessel e si avvia verso quella che pare una cavalcata solitaria. Si incaricano dell’inseguimento proprio i Pauwels, Iserbyt in particolare, ma non riescono a guadagnare nemmeno un secondo, anzi perdono. Già a 25″ dopo soli due giri (su nove totali) Pidcock e Van der Haar, decisamente imballati in queste prime fasi, accompagnati da Meeusen (tornato ad un livello accettabile), Venturini, Vandebosch e Turner. Nella terza tornata Tom cambia passo e rientra senza difficoltà sul drappello degli inseguitori tirato da Sweeck. Nonostante ciò per loro è quasi impossibile rosicchiare anche solo qualche misero secondo al vantaggio di Toon, il quale però in apertura di quarto giro commette una sbavatura (unica all’interno di una corsa insolitamente precisa da parte sua) ed è costretto a scendere di bici perdendo inevitabilmente tempo.

La freschezza del belga sta venendo meno e grazie all’aiuto di Pidcock i tre inseguitori (con il britannico anche Sweeck e Iserbyt) riagganciano Aerts intorno alla mezz’ora di gara. Quinto, sesto e settimo posto sono invece affare di Van Kessel, Vanthourenhout e di un rimontante LVDH.

Tom prende subito la leadership e sembra quasi giocare con gli avversari vista la facilità con la quale ha rimesso in piedi in soli due giri una prova che sembrava già persa dopo il via. Aerts, molto provato dai giri solitari, riesce ugualmente a rispondere all’attacco di Pidcock, rimanendogli a ruota, mentre Sweeck e Iserbyt perdono terreno. Laurens rientra quasi subito, Eli rimane a distanza. Pidcock non riesce più a fare la differenza e ha qualcosa da dire ai suoi meccanici riguardo alla pressione delle gomme. Nelle prime curve del bike-park finisce a terra e nel giro successivo (il settimo) è costretto a cambiare bici e a rincorrere Sweeck ed Aerts con un mai domo Iserbyt alla propria ruota. Eli infatti, sin dal via, appare non al massimo, come se avesse qualche problema che non gli consente di spingere a tutta come al solito, ma dopo quarantacinque minuti di gara è ancora in lotta per podio e vittoria, a dimostrazione del suo straordinario carattere.

La breve rincorsa del belga e del britannico arriva a compimento a due tornate dalla fine, quando è Toon che ha ripreso il comando delle operazioni, ma senza convinzione. Nel tratto intermedio tra i due box Iserbyt tenta un allungo inaspettato venendo stoppato da Aerts, mentre Pidcock si mantiene in quarta posizione e si prepara a lanciare il suo attacco nell’ultimo giro. Dopo il secondo passaggio dai box Sweeck contrattacca e ovviamente Eli lascia rispondere Toon, il quale non perde l’attimo e segue Laurens. Anche Pidcock è costretto a muoversi e superare Iserbyt, mentre da dietro Van der Haar si avvicina di buona lena.

Dopo qualche secondo di studio sul rettilineo finale viene lanciata una volata cortissima per prendere in testa l’ultimo e decisivo giro, con quattro crossisti a sfidarsi per il successo. Pidcock è davanti alla prima curva, a ruota Aerts, poi Sweeck e infine Iserbyt, che però si stacca subito sotto il forcing dell’alfiere della Ineos. Tom insiste nell’azione e aggredisce ogni curva, fino a quando una scivolata lo mette fuori causa, lasciando a Sweeck ed Aerts l’onore di giocarsi la prima piazza. Iserbyt tenta un’ultima volta di tornare sotto ma quando il suo compagno di squadra supera Toon e accelera ulteriormente deve alzare bandiera banca. Sweeck entra in testa nel segmento tecnico del bike-park e Aerts sa che per vincere non può permettersi di cedere nemmeno un metro. Un paio di biciclette separano i due e arrivati sull’asfalto parte la volata.

Toon rimonta all’esterno, Laurens resiste fino all’ultimo metro e vince il Flandriencross con una ruota di vantaggio. Una volata che ricorda quella di Leuven 2020 con sempre loro due protagonisti e sempre lo stesso esito. Per Aerts è l’ennesimo corpo a corpo perso (tra tutti spicca Niel 2021 contro Iserbyt, sempre allo sprint). Eli conclude terzo (a 20″), Van der Haar quarto (a 33″) lancia ottimi segnali in vista di Fayetteville e un deluso Pidcock è quinto. Oggi ha dato ulteriore dimostrazione di essere sì superiore alla concorrenza, ma di non avere quel margine di sicurezza sugli specialisti che è proprio di Van Aert e Van der Poel. Sesta posizione per Vanthourenhout, settimo Van Kessel, ottavo Meeusen, nono un ottimo Venturini (disputerà anche i Mondiali) e decimo Vandebosch.

Con 4’42” di margine su Iserbyt e 8’36” su Vanthourenhout, Toon Aerts è praticamente inattaccabile a due gare dalla fine dell’X2O Trofee 2021-2022. Più in generale, anche in campo maschile vale quanto si è detto per le donne: domani Hoogerheide chiarirà la situazione e delineerà con maggior precisione i rapporti di forza tra i corridori.