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Ad Arrate si menano a rate

09.04.2022 18:09

Grande spettacolo per oltre 40 km nella tappa regina dell'Itzulia, scandita da continui rovesciamenti. Il successo va rocambolescamente a Ion Izagirre, seguito da Aleksandr Vlasov e Marc Soler. Classifica generale a Daniel Martínez


Oggi era il turno della tappa regina, 135.7 km intorno a Eibar, sede di partenza, per giungere sullo storico traguardo di Arrate dopo oltre 3000 metri di dislivello. Su tutto il percorso erano disseminate salite quasi tutte impegnative e spesso in doppia cifra. Lo spettacolo, insomma, era annunciato e forse è stato ancora superiore alle aspettative: attacchi, contrattacchi, cadute, rimescolamenti, fagianate, volate ai traguardi volanti... è successo di tutto. Sembrava che l'ultima ora di corsa dovesse durare per l'eternità, senza mai dare un attimo di tregua né ai corridori né agli spettatori increduli davanti alla televisione. Noi non possiamo fare altro che riportare gli eventi e trarne un racconto quantomeno denso e sincopato, specchio dei continui colpi di scena che si sono susseguiti.

I primi movimenti si sono verificati salendo al primo GPM, quello di Elkorrieta, con Davide Formolo (UAE Team Emirates), Cristian Rodriguez (TotalEnergies) e Tony Gallopin (Trek - Segafredo) particolarmente attivi. Alle loro spalle si sono mossi altri uomini, ma il susseguirsi delle salite non ha mai permesso un completo ricompattamento. Intorno al km 25 sono rientrati in testa Nelson Oliveira (Movistar Team) e Xabier Mikel Azparren (Euskaltel-Euskadi), mentre alle spalle si è formato un gruppo di contraccanti: Romain Combaud (Team DSM), Igor Arrieta (Equipo Kern Pharma), Lennard Kämna (BORA-hansgrohe), Hugo Houle (Israel - Premier Tech), Kenny Elissonde (Trek), Tsgabu Grmay (Team BikeExchange – Jayco) e Ángel Madrazo (Burgos-BH).

Salendo l’ascesa di Azurki, una delle più impegnative, si è nuovamente formato un terzetto al comando, dopo che avevano perso contatto Azparren e Rodriguez; quest’ultimo ha accumulato il maggior numero di punti possibile per cercare di conservare e conquistare la classifica degli scalatori, lasciando adesso tutto nelle mani di Davide Formolo, l’unico matematicamente in grado di sopravanzarlo. Nel frattempo il gruppo, dopo aver velocemente accumulato un ritardo superiore ai 4’, ha visto passare la INEOS-Grenadiers ad alzare il ritmo come era facilmente preventivabile: il loro scopo era ovviamente rendere la corsa più impegnativa aumentando le possibilità di Martínez di staccare Evenepoel, su cui deve recuperare appena 2". Il cambio di ritmo è stato immediato ed evidente, tanto che sulla salita successiva, Gorla, il gruppo ha riassorbito tutti gli inseguitori mentre il vantaggio dei tre al comando è crollato ad appena 2’30”, con ancora 63 km da percorrere.

A questo punto si percepivano i segni di una pace terrificante, la quiete prima della tempesta. Una quiete lunga 19 km, quelli necessari a raggiungere i piedi della salita più dura di giornata, Krabelin (4.1 km al 10.5%, max 17%), ovvero quella che transita dal traguardo di Arrate in senso opposto al finale di corsa. All'imbocco della salita Gallopin ha subito mollato la presa, mentre il gruppo, che ha più o meno mantenuto lo stesso ritardo, è stato messo in fila da Geraint Thomas (INEOS). Poco più avanti anche Oliveira è stato costretto ad arrendersi nei confronti di un Formolo scatenato in caccia della classifica degli scalatori e magari del successo di tappa, alla sua maniera, in modalità diesel.

Se già la INEOS stava creando una selezione notevole, Primoz Roglic (Jumbo-Visma) non ha resistito alla tentazione di dare fuoco alle miccie: lo sloveno si è portato davanti, seguito da un lestissimo Daniel Felipe Martínez (INEOS); con loro soltanto aleksandr Vlasov (BORA) e Enric Mas (Movistar). Alle spalle il ritmo era gestito da Remco Evenepoel, leggermente in difficoltà, che ha scelto saggiamente di salire del suo passo nel tratto più impegnativo. Nel corso della salita si sono riagganciati prima Jonas Vingegaard (Jumbo), Ion Izagirre (Cofidis) e Juan Pedro Lopez (Trek), quindi Marc Soler (UAE) ed infine lo stesso Evenepoel seguito da altri uomini. Dopo questo ricompattamento ha fatto nuovamente scoppiare la bagarre un brillante Enric Mas, presto inseguito da Vingegaard, Izagirre, Martínez, Vlasov e Soler, con Evenepoel nuovamente in difficoltà.

Transitando sotto la linea del traguardo il belga ha rilanciato subito l'azione per cercare di riportarsi in solitaria sui 6 uomini in avanscoperta, da cui accusava circa 15". Formolo intanto è scollinato per primo con meno di 1' di vantaggio sugli inseguitori, mentre Oliveira ha atteso l'arrivo di Mas per dare il suo contributo a quella che fin da subito sembrava essere l'azione decisiva; invece non mancano rimescolamenti nemmeno in discesa, con uno scatenato Pello Bilbao (Bahrain - Victorious) che ha superato e staccato Evenepoel riportandosi sui primi. Ed è proprio Bilbao che involontariamente ha scompaginato le carte alzando il ritmo nel gruppo degli attaccanti: così ecco un nuovo colpo di scena, ovvero la scivolata di Enric Mas che fino a questo momento era apparso il più brillante. La caduta ha provocato una spaccatura che ha costretto Martínez e Soler a perdere le ruote dai compagni di fuga; così all'imbocco della facile salita di Urkaregi la situazione era completamente rivoluzionata: in testa Formolo è stato ripreso da Bilbao (adesso virtuale leader della classifica generale), Vingegaard, Izagirre e Vlasov; a circa 25" si trovavano Roglic, Soler, Evenepoel, Martínez, Lopez, Gino Mader (Bahrain) e Felix Gall (AG2R Citroën Team).

Ecco che magicamente il belga e il colombiano si sono trovati a collaborare per riprendere i 5 fuggitivi, che sono riusciti a scollinare con un vantaggio pressoché invariato; clamorosamente Formolo non ha sprintato al GPM e ha lasciato sul piatto 3 punti che sarebbero stati necessari e sufficienti a prendere la classifica degli scalatori, portata a casa da Cristian Rodriguez con appena 2 punti di margine. Evenepoel a questo punto ha dimostrato una volta di più i notevolissimi progressi raccolti in discesa: nonostante alcune evidenti incertezze è riuscito prima a dimezzare il distacco quindi a rientrare seguito da Martínez, Soler e Mader. Proprio il colombiano, con grande intelligenza tattica, ha sfruttato l'inerzia per partire in contropiede; sono lesti a prendergli la ruota Izagirre e Formolo, mentre Evenepoel sembra accusare il lungo e costante inseguimento. Quindi fase di rilassamento, attacco di Vlasov e clamoroso contropiede di Evenepoel è partito a sua volta di slancio e si è riportato sul russo. Insomma, un ceffone dietro l'altro, che hanno avuto come unico risultato tenere tutti insieme.

Dopo qualche momento di calma è stato il momento della volata per il traguardo volante, lanciata da un fin troppo generoso Evenepeoel che comunque si è preso 1" di abbuono su Martínez, 2" su Bilbao e 3" su tutti gli altri. E' seguita una nuova fase di rilassamento di cui ha approfittato uno straordinario Davide Formolo, che ha provato ad anticipare i big sul duro strappo che dal centro di Eibar porta sulla circonvallazione. Così all'imbocco dell'ultima tradizionale salita di Usartza il veronese ha una quarantina di secondi di vantaggio. E' arrivato da dietro anche Juan Pedro Lopez che a sua volta ha tirato dritto; quando sembravano sul punto di addormentarsi Izagirre ha provato per primo un allungo, che inizialmente sembrava non sortire effetto, ma ben presto ha fatto la vittima più importante, ovvero lo stesso Evenepoel che è apparso fin da subito decisamente affaticato. Gli altri hanno iniziato a punzecchiarsi, tenendo un ritmo sempre elevato e mietendo vittime da dietro: a due km dalla vetta Formolo aveva una manciata di secondi su Vlasov, Izagirre e Vlasov, con Vingegaard e Soler poco dietro e Bilbao più marcatamente in difficoltà.

Dopo che per alcune centinaia di metri Martínez ha scandito il ritmo, Vingegaard ha involontariamente falciato Izagirre e Vlasov ha approfittato del momento di sconcerto per scattare nei denti a tutti gli altri e riprendere Formolo. Martínez, leader virtuale della corsa, si è prontamente riportato sul russo, che, dopo un primo ricompattamento, ha nuovamente rilanciato il ritmo, senza riuscire a fare la differenza. E dal momento che questa tappa concede un momento clamoroso dietro l'altro, uno stoico Izagirre si è riportato sui 4 di testa, dove Martínez doveva limitarsi a lasciare tutto com'era, avendo 19" di margine su un Bilbao in difficoltà e 21" sullo stesso Izagirre.

A 900 metri dal traguardo (tutti in discesa) ha provato ad anticipare la volata Marc Soler, seguito da un carichissimo Izagirre che corona il clamoroso finale con il successo di tappa, come nelle migliori favole; dietro di lui Vlasov, Soler e Martínez, quindi Vingegaard a 3", Bilbao a 13", Evenepoel (che si è difesoegregiamente) a 24", Lopez a 52", Formolo a 1'29" e Felix Gall a 1'41". Martínez si porta a casa questo Itzulia con 11" su Izagirre, 16" su Vlasov, 21" su Evenepoel, 32" su Bilbao e Vingegaard, 1'26" su Soler, 3'18" su Roglic, 3'55" su Mas (giunto alla fine 14° di tappa a 3'18") e 5'03" su Rigoberto Uran (EF Education-EasyPost)

 
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Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.