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È un bang supersonico? No, è Dainese!

Prima vittoria italiana con Alberto nell’undicesima tappa del Giro d’Italia; protagonista anche Consonni, terzo dietro a Gaviria. López mantiene il comando della generale, Carapaz conquista un abbuono

Non sarà certo un successo in una tappa di trasferimento del Giro a risolvere la profonda crisi che sta vivendo il ciclismo italiano, ma il primo posto di un velocista rampante di belle speranze non può che far gioire gli amanti del pedale. Alberto Dainese è passato al professionismo nel 2020 con grandi aspettative dopo aver dominato la scena degli sprinter tra gli under 23 nel 2019, portandosi a casa anche un titolo europeo, conquistato ad Alkmaar con una progressione finale travolgente, proprio come accaduto quest’oggi. L’augurio che l’ha accompagnato sin da subito è stato replicare anche al piano superiore le prestazioni giovanili esaltanti non solamente sui piattoni, ma anche in percorsi dal profilo altimetrico per nulla banale. Da Pro, però, dopo un inizio subito vincente in Australia nel 2020, ha seguito una parabola piuttosto irregolare, brillando in talune occasioni, ad esempio alla Vuelta 2021, e deludendo in altre. Proprio la corsa iberica sembrava poter rappresentare il punto di svolta nella giovane carriera di Dainese, ma questo 2022 non aveva finora riservato, ahinoi, grosse soddisfazioni ad Alberto, spesso limitato da doveri di squadra o da problemi nell’impostazione dello sprint. Oggi a Reggio è stato semplicemente perfetto e con maestria ma soprattutto tante gambe ha ribaltato una volata che ai -100 sembrava già decisa in favore di Gaviria, uscito sconfitto da una sfida incerta per l’ennesima volta. E allora non rimane che augurarsi che questo successo, indubitabilmente il più importante della sua vita da ciclista, sia l’ultimo pezzetto del puzzle che serviva a Dainese per ultimare la sua crescita e diventare uno sprinter di primissima fascia.

Riavvolgendo il nastro, la Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia conta di 203 chilometri completamente pianeggianti che strizzano l’occhio ai velocisti, per proseguire quella che è ormai la tradizione della tappa piatta in salsa emiliano romagnola della seconda settimana. Tutta l’attesa è concentrata sullo sprint finale, il quarto di questo Giro. Nessun GPM sulla strada verso Reggio Emilia, solo i traguardi volanti di Toscanella di Dozza e San Giovanni in Persiceto possono regalare qualche emozione prima del gran finale, ma oggi c’è anche un’intrigante incognita: il vento, che spira favorevole nella direzione di gara, ma potrebbe ugualmente creare qualche scompiglio.

Il plotone non parte al completo a causa del ritiro del vincitore di ieri Biniam Girmay (Intermarché Wanty-Gobert), vittima di un incidente con lo spumante sul palco delle premiazioni (il tappo l’ha colpito nell’occhio sinistro provocando lesioni che necessitano di cure e riposo), che toglie così alla corsa rosa uno dei principali protagonisti di questi primi dieci giorni. L’eritreo, che ha subito un era anche in corsa per la maglia ciclamino, dove stava dando vita ad un’equilibratissima sfida con il francese Arnaud Démare (Groupama-FDJ), ora dominatore della speciale classifica a punti e favoritissimo di giornata. È infatti la squadra transalpina a prendersi tutte le responsabilità nella prima fase e a tenere sotto controllo il tentativo di Filippo Tagliani (Drone Hopper – Androni Giocattoli), già alla quarta fuga in questo Giro 2022, e Luca Rastelli (Bardiani CSF Faizanè), fuoriusciti appena dopo il chilometro zero, mantenendo il distacco quasi sempre sotto i 5′. Tutto scorre senza sussulti, con qualche inconveniente per Jaakko Hanninen (AG2R Citroën Team), Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) e per Richie Porte (Ineos-Grenadiers). Nessun movimento da segnalare fino allo sprint intermedio di Toscanella di Dozza, vinto da Tagliani, il quale sta facendo della classifica dei traguardi volanti il suo obiettivo principale,  Mark Cavendish (Quick-Step Alpha Vinyl Team) transita terzo e raccoglie 6 punti, togliendone 2 a Démare, preceduto anche da Giacomo Nizzolo (Israel-Premier Tech) .

Ci si avvicina a metà gara (e dunque a metà Giro) e il pericolo del vento mette in guardia le squadre dei big della generale che, infatti, si presentano in blocco in testa al plotone. La tensione aumenta e di conseguenza anche l’andatura, cosicché ai -92  Tagliani e Rastelli vengono riassorbiti; Caleb Ewan (Lotto Soudal) è il primo a staccarsi in seguito al forcing Ineos, ma dopo pochi istanti torna sulle code del gruppo. Nonostante lo scampato pericolo l’australiano dimostra ancora una volta una condizione precaria dopo la caduta nella frazione inaugurale. Ben Swift (Ineos), Bert Van Lerberghe e Davide Ballerini (Quick-Step) sono i più attivi, ma nonostante la buona volontà mancano le condizioni atmosferiche ideali per creare ventagli. Tutti gli uomini di classifica non vogliono farsi sorprendere; il più attento è Richard Carapaz (Ineos) sempre presente nelle prime dieci posizioni, scortato perfettamente dal campione britannico Swift e da Jhonnatan Narvaez. L’ecuadoriano ne approfitta anche per guadagnare i 3″ di abbuono al traguardo volante di San Giovanni in Persiceto, portandosi così a 12″ da Juan Pedro López (Trek-Segafredo). A questo bonus sprint segue una fase di rilassamento generale, con conseguente ricompattamento del gruppo.

Cogliendo il momento di stallo, Dries De Bondt (Alpecin-Fenix) si lancia all’attacco ai -58, senza che nessuno decida di seguirlo. Il belga in uscita libera guadagna un margine massimo di 1’40, ma appena dietro si mettono d’impegno gli mangiano un minuto in poco tempo. Ai -30 esatti finiscono a terra Tobias Bayer (Alpecin) e Davide Cimolai (Cofidis), mentre l’avventura di De Bondt continua per molti altri chilometri. Il campione nazionale del Belgio del 2020 mette in luce un’ottima condizione, che, forse, poteva e potrà da qui a Verona essere sfruttata in tappe più favorevoli ad azioni del genere. I treni più consistenti sono quelli di Groupama e Quick-Step, ma la tenacia di De Bondt rende complicatissimo l’aggancio, che avviene solamente a un chilometro dal traguardo, mentre i preparativi per la volata sono già iniziati.

Miles Scotson guida il trenino Groupama con Ramon Sinkeldam e Jacopo Guarnieri a scortare Démare. Ballerini prova ad uscire ai 500 metri con Cav a ruota e lascia l’inglese in ottima posizione; nell’ultima curva verso sinistra Guarnieri viene chiuso e Démare è costretto a lanciare uno sprint lunghissimo, quasi infinito, tanto che viene sorpassato da Gaviria al centro della strada e da Simone Consonni (Cofidis) sulla destra. Il colombiano della squadra emiratina sembra lanciatissimo verso il primo successo al Giro dopo 3 anni di digiuno, ma viene a sua volta infilzato, quasi al fotofinish, da un rimontante Alberto Dainese (DSM), che conquista la prima vittoria della carriera nella corsa rosa e regala all’Italia il sigillo che mancava in questa edizione.

Dietro il veneto giungono, nell’ordine: Gaviria, ancora una volta beffato nel finale, Consonni al miglior piazzamento stagionale, Démare, già comunque ripagato dai due successi della prima settimana, Ewan e Cavendish, spenti e poco convincenti a causa delle fatiche passate. Al settimo posto chiude Edward Theuns (Trek), ottavo è un buon Sacha Modolo (Bardiani), nono e decimo Phil Bauhaus (Bahrain Victorious) e Lawrence Naesen (AG2R). La generale recita quanto segue: saldo in maglia rosa Juan Pedro López, a 12″ Carapaz e João Almeida (UAE), a 14″ Romain Bardet (DSM), a 20″, quinto, Jai Hindley (Bora Hansgrohe). Guillame Martin (Cofidis) è attualmente sesto a 28″ e precede per un solo secondo Mikel Landa (Bahrain). A chiudere la top ten Domenico Pozzovivo (Intermarché), distante 54″ dal leader, Emanuel Buchmann (Bora) a 1’09” e Pello Bilbao (Bahrain), a 1’22”.

Domani la Parma – Genova, un’altra tappa mossa che potrebbe vedere protagonista una fuga con all’interno qualche uomo da classiche. Più difficilmente si muoveranno i big. In tutto 204 km, due traguardi intermedi come sempre, e tre GPM, il primo dei quali, il Passo del Bocco, rievoca alla memoria uno dei momenti più tragici nella storia del Giro d’Italia: qui infatti, il 9 maggio 2011, perse la vita Wouter Weylandt.
Transitati per Ferrada i corridori proseguiranno nella marcia verso Genova affrontando il gran premio di La Colletta e quello del Valico di Trensasco.