Professionisti

L'altro Yates si aggiudica un Deutschland grandi firme

29.08.2022 16:47

Il gemello della Ineos Grenadiers conquista un'edizione avvincente e di alto livello della corsa tedesca. Anche gli italiani protagonisti con Filippo Ganna ed Alberto Bettiol


Si è conclusa ieri la 37esima edizione del Deutschland Tour, unica corsa a tappe professionistica della Germania, categorizzata come 2.HC dall'UCI. La corsa di quest'anno ha visto un parterre di ottimo livello sfidarsi nelle 5 tappe in programma (4 frazoni in linea precedute da un breve prologo) caratterizzate da percorsi collinari e mai banali. Novità dell'edizione del 2022, dopo due anni di stop causa pandemia, è l'aggiunta di un arrivo in salita vero e proprio, che rende la corsa organizzata da ASO terreno favorevole anche agli scalatori. Come già accennato, la partecipazione in termini di squadre ed atleti è di grande spessore, seppur la gara non appartenga al circuito WorldTour. Sono infatti ben 14 le squadre della massima divisione ciclistica presenti in terra tedesca, e le formzioni schierate risultano particolarmente ambiziose, soprattutto tra i team impegnati nella lotta per mantenere la licenza WorldTour per le prossime stagioni. Nonostante la concomitanza con la più importante Vuelta a España, il Deutschland Tour continua nel proprio percorso di crescita ed affermazione come una delle brevi corse a tappe più interessanti del panorama europeo. Di seguito una cronaca più dettagliata della gara tappa per tappa.

Prologo: Weimar-Weimar ITT


La corsa a tappe tedesca parte con un cronoprologo di 2,6 km sulle strade della Turingia, nella nota città di Weimar. Da segnalare che, a differenza della stragrande maggioranza delle prove a cronometro in calendario, questo prologo si corre su biciclette normali, senza appendici e ruote lenticolari, per favorire i rilanci in uscita dalle curve ed una maggiore maneggevolezza. Il miglior tempo che resiste più a lungo è quello fatto registrare dall’inossidabile Bauke Mollema (Trek-Segafredo), che ferma il cronometro a soli 2’58”. Il neerlandese però, come tutti i partecipanti, sa che deve fare i conti con il campione del mondo in carica Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), che dopo una prova giocata sul filo dei secondi riesce a portarsi al comando con 2” di vantaggio. Anche Ganna deve fare i conti con due specialisti del settore come Nils Politt (Bora-Hansgrohe) e Yves Lampaert (Quick-Step AlphaVynil) che prendono il via dopo di lui, ma entrambi riescono solo ad avvicinarsi al tempo del verbanese, concludendo rispettivamente in terza e quinta posizione, consegnando così la prima maglia rossa di leader a Ganna. In top10 anche Alberto Bettiol (EF Education-EasyPost), ottavo a soli 6” da Pippo.

Tappa 1: Weimar-Meiningen


La prima frazione in linea parte nuovamente da Weimar per arrivare a Meiningen dopo 171 km abbastanza mossi, con l’ultima difficoltà, il Dreissigacker (2,5 km al 6,2%), che si trova a 20 km dall’arrivo. Come da tradizione la fuga formatasi nelle prime fasi di gara è composta prevalentemente da atleti locali: all’attacco troviamo Roman Duckert (Dauner-Akkon), Jakob Gessner e Joshua Huppertz (Lotto-Kern Haus) e il belga Michiel Stockman (Saris Rouvy Sauerland). Lo svolgimento della tappa è piuttosto tranquillo, con la Bora-Hansgrohe a controllare il gruppo, ma la corsa si accende proprio in corrispondenza del Dreissigacker. Il ritmo del plotone si fa eccessivo per velocisti come Fabio Jakobsen (Quick-Step AlphaVynil) che alza bandiera bianca, mentre anche gli ultimi fuggitivi vengono riassorbiti.

Nella conseguente discesa prova ad allungare lo stesso Filippo Ganna, ma le formazioni dei velocisti rimasti in gruppo fanno buona guardia. Sono infatti la Lotto-Soudal di Caleb Ewan e la Intermarché-Wanty-Gobert di Alexander Kristoff a monopolizzare il finale, stoppando altri tentativi di evasione: si va quindi verso la volata. Lo sprint è lanciato per primo proprio da Kristoff, successivamente affiancato dal friulano Jonathan Milan (Bahrain-Victorious), ma alla fine ha la meglio la rimonta di Caleb Ewan, che torna alla vittoria dopo mesi opachi. Seconda posizione poi per Milan, terzo Max Kanter (Movistar), mentre in classifica generale Ganna mantiene il primato.

Tappa 2: Meiningen-Marburgo


Ancora più mosso e quindi imprevedibile il finale della seconda tappa, la più longa di questa edizione con i suoi 200 km da Meiningen a Marburgo. La rapida successione nel finale con gli strappi di Hasenkopf (2 km al 6,4%), Marbach (2,2 km al 5%) e Neuhofe (1 km al 5%) è terreno fertile per i primi movimenti dei big che puntano alla classifica generale. Anche in questa occasione la fuga di giornata è abbastanza ridotta e quindi con poche speranze di successo, ma la menzione d’onore va comunque ai coraggiosi Quentin Jauregui (B&B-Hotels KTM), Bryon Munton (Dauner Akkon) e Jan Hugger (Lotto-Kern Haus), raggiunti successivamente da Abram Stockman (Saris Rouvy Sauerland). Il loro vantaggio rimane comunque sempre abbastanza contenuto, mentre è bello rivedere Egan Bernal (Ineos Grenadiers) in testa al gruppo, anche se solo per scandire il ritmo.

Nel finale le brevi salitelle creano scompiglio in un gruppo in cui fioccano gli attacchi, finché la EF Educatio EasyPost di Alberto Bettiol prende saldamente il comando delle operazioni. La situazione che sembrava destinata ad esplodere procede quindi ora verso uno sprint a ranghi ristretti di un gruppo di una quarantina di unità. La volata, tendente leggermente in salita, non ha storia: Alexander Kristoff si impone nettamente su Florian Sénéchal (Quick-Step AlphaVynil) ed Alberto Bettiol, che ora si ritrova al comando della classifica generale grazie agli abbuoni. Bettiol guida dunque la classifica con lo stesso tempo di Kristoff e Ganna, ma la generale è destinata ad essere presto rivoluzionata.

Tappa 3: Friburgo-Schauinsland


Novità dell’edizione 2022 è l’introduzione di un arrivo in salita, che si trasforma di fatto nel vero spartiacque per la classifica generale. La terza frazione misura 149 km, la corsa si è ormai spostata verso il sud del paese e vede ora i corridori impegnati nella Friburgo-Schauinsland, quasi interamente pianeggiante ad eccezione della salita finale lunga 11,7 km con pendenza media al 6,5%, gli scalatori presenti sono chiamati quindi alla sfida frontale. Sono in 6 i fuggitivi in questa occasione: Jakob Geßner e Joshua Huppertz (Lotto-Kern Haus), Frederik Raßmann (Dauner Akkon), Harm Vanhoucke (Lotto-Soudal) ed infine i gemelli Abram e Michiel Stockman (Saris Rouvy Sauerland). Sono diverse le formazioni che si alternano in testa al plotone per controllare un vantaggio che si mantiene attorno ai 3’ a 20 km dalla conclusione. Tra i fuggitivi l’uomo di maggior qualità è senz’altro Vanhoucke, ed il belga rimane infatti da solo al comando, salvo poi essere ripreso ad 8 km dal traguardo.

Sin dalle prime rampe dello Shauinsland si nota la difficoltà di qualche big ancora lontano dal trovare una buona condizione. È questo il caso, ad esempio, di Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e Romain Bardet (DSM), che perdono presto contatto. Una prima importante accelerazione arriva da Adam Yates (Ineos Grenadiers) ai -7, ed il britannico rimane ben presto da solo. Dietro ci si muove alla spicciolata per contenere Yates, che risulta però troppo forte per chiunque e si aggiudica tappa e maglia. Limita i danni a 19” Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), mentre terzo è Mayri Vansevenant (Quick-Step AlphaVynil) a 28”, poco più dietro tutti gli uomini di classifica. Non basta una buona prova di Alberto Bettiol, che giunge sul traguardo con 1’36” di ritardo perdendo la maglia di leader.

Tappa 4: Schiltach-Stoccarda


Anche l’ultima tappa, che porta alla conclusione della corsa da Schiltach a Stoccarda, per un totale di 186 km, si presenta particolarmente nervosa ed ondulata, specialmente nel finale. Il circuito cittadino conclusivo a Stoccarda da ripetere per 3 giri comprende infatti lo strappo di Herdweg (1,3 km al 7,8%), e visti i distacchi minimi in classifica generale si preannuncia nuovamente battaglia. A differenza delle giornate precedenti, la fuga formatasi nelle prime battute di gara si presenta molto più interessante: all’avanscoperta ci sono Laurens Huys e Barbabás Peák (Intermarché-Wanty-Gobert), Nils Politt e Felix Großschartner (Bora-Hansgrohe), Romain Bardet (DSM), Matthew Holmes e Sylvain Moniquet (Lotto-Soudal), Alessandro Covi (UAE), Jannis Peter (Selez. Germania), Clément Berthet (AG2R-Citroën), Mick van Dijke (Jumbo-Visma) e Johannes Adamietz (Saris Rouvy Sauerland).

I 12 fuggitivi destano ovviamente molta preoccupazione nel plotone, costringendo la Ineos Grenadiers di Adam Yates ad un grande lavoro all’inseguimento. Inseguimento che tuttavia va a buon fine, con Barnabás Peák, ultimo rimasto all’attacco, che viene ripreso in prossimità dell’ultimo giro. Il gruppo dei migliori si assottiglia quindi ulteriormente sull’ultimo passaggio sull’Herdweg, ma nessuno riesce a fare la differenza, arrivando dunque a giocarsi la vittoria allo sprint. La EF Educatio-EasyPost con Bettiol si assume ancora una volta l’onere di preparare la volata, ma il più veloce è Pello Bilbao, che precede Ruben Guerreiro (EF Education-EasyPost) e Georg Zimmermann (Intermarché-Wanty-Gobert). In top10 anche Davide Formolo (UAE) e lo stesso Alberto Bettiol. La maglia rossa resta però saldamente, e questa volta definitivamente, sulle spalle di Adam Yates, che vince la corsa.

Di seguito, la classifica generale:

  1. Adam Yates (Ineos Grenadiers)

  2. Pello Bilbao (Bahrain-Victorious) a 22"

  3. Ruben Guerreiro (EF Education-EasyPost) a 44"

  4. Georg Zimmermann (Intermarché-Wanty-Gobert) a 47"

  5. Mauri Vansevenant (Quick-Step AlphaVynil) a 49"

  6. James Knox (Quick-Step AlphaVynil) a 58"

  7. Sylvain Moniquet (Lotto-Soudal) a 58"

  8. Antonio Pedrero (Movistar) a 1'14"

  9. Iván Sosa (Movistar) a 1'36"

  10. Davide Formolo (UAE) a 1'44"

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