L'altimetria della 5a tappa del Giro Rosa con il Mortirolo
L'altimetria della 5a tappa del Giro Rosa con il Mortirolo

Donne, è arrivato il Mortirolo!

Alla scoperta del percorso del 27° Giro Rosa: con la mitica salita alpina anche due arrivi in salita e due cronometro

Completo, duro e spettacolare, potrebbero bastare questi tre aggettivi per descrivere il percorso della 27esima edizione del Giro d’Italia Internazionale Femminile, altrimenti conosciuto come Giro Rosa: il patron della corsa Giuseppe Rivolta ha allestito anche per il 2016 una gran bella corsa, l’unica nel mondo del ciclismo femminile a presentare certe caratteristiche. Per quest’anno l’elemento di grande richiamo sarà la scalata del Passo del Mortirolo dal versante di Mazzo: portare le cicliste sulle vette più celebri d’Italia e del mondo (sarebbe il caso di dire riportare visto che una quindicina di anni fa era la prassi) è senza dubbio un ottimo modo per attirare l’attenzione di un maggior numero di tifosi. Ma questo 27esimo Giro Rosa non sarà solo Mortirolo perché ci saranno anche tante altre insidie, due arrivi in salita, una lunga cronometro individuale e un breve prologo a cronometro e tappe che possono prestarsi a soluzione diverse: andiamo quindi a scoprire nel dettaglio il percorso completo.

Prologo: Gaiarine (Cronometro, 2 km)
Caserta 2014, Ljubljana 2015: per il terzo anno consecutivo è un mini-prologo a cronometro a dare il via al Giro Rosa. A Gaiarine si correrà su un anello completamente pianeggiante di 2000 metri: si tratterà di una vera e propria prova di forza perché il fondo stradale è ottimo e non dovrebbe esserci bisogno di frenare molto nelle curve, il solo pensiero per le atlete sarà quindi quello di fare grande velocità. Difficilmente i distacchi che si creeranno qui saranno decisivi, ma di certo le scalatrici pure si troveranno subito abbastanza indietro in classifica.

1a tappa: Gaiarine – San Fior (104 km)
Per la prima tappa in linea del 27° Giro Rosa si resta nella provincia di Treviso: può essere un’occasione per velociste, ma non per tutte. Dopo il via da Gaiarine il gruppo passerà una prima volta sotto al traguardo per affrontare due giri di un circuito attorno a San Fior: usciti dal circuito si punterà verso Conegliano e Vittorio Veneto per andare poi ad affrontare l’insidia principale della tappa. Nel finale infatti le ragazze dovranno affrontare il muro di Montaner, un’ascesa lunga meno di 2 km ma che presenta pendenze che in paio di tratti superano anche il 17%: dal gran premio della montagna (di seconda categoria) all’arrivo mancheranno solo 17 chilometri e non ci sarà molto spazio per rientrare quindi. È l’unica difficoltà di giornata e non è lunga, le velociste più resistenti in salita potrebbero cercare quindi di superare lo strappo di slancio per restare il più vicino possibile alle migliori, ma la prima squadra che riuscirà ad organizzarsi dopo la cima potrebbe fare molto male a qualche rivale in giornata no.

2a tappa: Tarcento – Montenars (111.1 km)
Dal Veneto ci si sposta in Friuli a 40 anni dal terribile terremoto che colpì la regione e per quello che sarà il primo arrivo in salita di questo Giro Rosa. I primi 90 chilometri del percorso sono abbastanza agevoli, anche se qua e là le ragazze incontreranno qualche breve strappetto: dopo i passaggi da Tarcento, Buja e San Daniele del Friuli, la corsa cambierà sponda dal fiume Tagliamento e al chilometri 64.5 transiterà in località Peonis per un traguardo volante dedicato alla memoria di Ottavio Bottecchia proprio sulla strada in cui venne trovato in fin di vita. Un altro traguardo volante sarà al secondo passaggio da Buja dopo il quale la corsa punterà verso Gemona del Friuli: qui si inizia a fare sul serio con i primi strappi all’insù verso Montenars, ma le ragazze si risparmieranno l’ultimo duro chilometro verso il traguardo e faranno invece un secondo giro attraverso Artegna e Gemona. Come al passaggio precedente la strada inizia a salire a strappi: negli ultimi tre chilometri e mezzo non ci sarà più respiro e la strada diventerà sempre più impegnativa fino all’arrivo. Tra le favorite per la classifica generale si creeranno differenze e gli abbuoni (10″, 6″, 4″ alle prime tre) faranno gola a molte: si inizierà ad avere un’idea chiara dello stato di forma delle favorite per la maglia rosa, ma i distacchi saranno ancora limitati.

3a tappa: Montagnana – Lendinara (120 km)
È la tappa più lunga del Giro Rosa, ma è anche la tappa più facile. Si partirà da Montagnana in provincia di Padova e per evitare una lunga processione interamente in pianura verso la prevedibile volata, l’organizzazione ha previsto un passaggio dal Parco Regionale dei Colli Eugenei dove, ad Arquà Petrarca, è stato posto un gran premio della montagna di terza categoria. Nel finale la corsa girerà attorno a Lendinara ma senza mai passare sotto al traguardo e non ci sarà modo quindi di visionare l’ultimo chilometro: la strada comunque è molto bella, ma sarà importante prendere in buona posizione l’ultima curva posizionata a circa 400 metri dall’arrivo. Il Giro Rosa ha già fatto tappa a Lendinara nel 2008 e nel 2010: in entrambe le occasione ha vinto in volata la tedesca Ina-Yoko Teutenberg.

4a tappa: Costa Volpino – Lovere (98.5 km)
Secondo tappa consecutiva dedicata alle ruote veloci del gruppo che però sulla loro strada incontreranno qualche piccolo dislivello in più rispetto al giorno precedente. Si partirà da Costa Volpino per poi transitare dopo neanche due chilometri sotto al traguardo di Lovere: da qui si andrà a girare attorno al piccolo Lago di Endine, quindi si tornerà verso il Lago d’Iseo che le atlete costeggeranno fino all’arrivo. Nulla dovrebbe impedire un arrivo a ranghi compatti, ma c’è un fattore che andrà tenuto bene in considerazione durante tutto il Giro: da quest’anno le squadre saranno composte da soli sei elementi e non più da otto, il che significa più squadre al via ma anche meno atlete a disposizione di ogni capitana per tenere chiusa la corsa.

Il percorso della tappa è stato poi modificato a causa di una frana e non si effettuerà il giro completo dei laghi di Endine e Iseo: clicca qui per il dettaglio delle novità.

5a tappa: Grosio – Tirano (77.5 km)
Nel 2011 il Passo del Mortirolo aveva fatto la prima apparizione al Giro Rosa, dopo cinque anni la mitica salita alpina torna nel percorso e stavolta le ragazze lo dovranno affrontare dal versante di Mazzo, quello più duro. I primi 30 chilometri di questa quinta tappa saranno sostanzialmente un riscaldamento a ciò che aspetterà il gruppo dopo il secondo passaggio da Mazzo di Valtellina: lì inizieranno i 12.5 chilometri più impegnativi di tutto il Giro Rosa con una pendenza media del 10.5% e la massima che toccherà addirittura il 18%. Arrivati ai 1852 metri del gran premio della montagna la corsa non prenderà la discesa verso Monno, ma svolterà a destra per affrontare la lunga e ondulata strada panoramica che porterà le atlete fino a Trivigno: si tratta di circa 13 chilometri in cui chi avrà ancora forze dopo la salita potrà scavare distacchi enormi rispetto a chi si è consumata sul Mortirolo o si è ritrovata isolata. A Trivigno inizierà la discesa che alle atlete più tecniche potrebbe regalare una buona occasione per guadagnare o recuperare terreno a seconda della situazione di corsa: la picchiata verso Tirano, infatti, è caratterizzata da una spettacolare sequenza di tornanti. La tappa è relativamente breve, ma è durissima e obbligherà il gruppo ad andare a tutta dal primo all’ultimo chilometro: davanti ci si giocherà il Giro e un buon piazzamento in classifica, dietro la lotta sarà con il tempo massimo al 35%.

6a tappa: Andora – Alassio (118.6 km)
Dopo il Mortirolo ed un lungo trasferimento di più di quattro ore, il Giro Rosa approda in Liguria dove in programma ci saranno altre due tappe decisive. La prima sarà un vero e proprio tappone con arrivo in salita e altri tre gran premi della montagna. Il via ufficiale verrà dato ad Andora ma carovana lascerà subito il mare per dirigersi verso l’entroterra e la prima ascesa di giornata: si tratta del Passo del Ginestro, già più volte affrontato dagli uomini in occasione del Trofeo Laigueglia; la salita non presenta pendenze particolarmente accentuate, ma inizierà subito a scremare il gruppo. La discesa, intervallata da un breve tratto in contro-pendenza, porterà le atlete alla seconda salita, quella Colle di Nava: sono 10 chilometri con una pendenza media del 6.8% ma la strada è tutt’altro che costante visto che si alterneranno tratti all’8% e addirittura all’11%, ad altri in cui si potrà tirare il fiato.

Dopo il Colle di Nava ci saranno sei chilometri di discesa pedalabile ed in località Ormea la strada tornerà a salire verso il Passo Caprauna di prima categoria: le ragazze troveranno subito un muro al 10%, poi un tratto di discesa e negli ultimi cinque chilometri di salita la pendenza non scenderà mai sotto l’8%. Il gran premio della montagna sarà posto praticamente a metà percorso e già possiamo immaginarci una corsa completamente esplosa con gruppetti che si inseguono l’un l’altro. Una lunghissima discesa riporterà le atlete sulla costa per toccare Ceriale, Albenga e Alassio da dove, al chilometro 111, si tornerà a salire: la strada che porta al Santuario della Madonna della Guardia di Alassio misura poco più di 7 chilometri con una pendenza media che si assesta intorno al 7.5%. Sarà una giornata lunghissima e molto impegnativa: quei cinquanta e più chilometri di discesa e pianura tra le ultime due salite potrebbero creare scenari tattici imprevedibili.

7a tappa: Albisola – Varazze (Cronometro, 21.9 km)
Per rendere il più completa possibile una gara a tappe, oltre alle grandi salite non può mancare una cronometro ed è proprio in questo tipo che prova che l’anno scorso Anna Van der Breggen conquistò la sua prima maglia rosa ipotecando anche il successo finale. Come il giorno precedente, il percorso si snoderà principalmente nell’entroterra ligure che di pianura nel presenta ben poca. Nei primi quattro chilometri del percorso il dislivello sarà minimo, poi si svolterà verso Gameragna dove è pendenze si faranno più accentuate con punte anche all’8%. Un breve discesina porterà le atlete nell’abitato di Sanda e da qui di nuovo salita irregolare (si svaria dal 3% al 9%) fino a San Martino, frazione del comune di Stella che quest’anno ricorda i 120 anni dalla nascita di Sandro Pertini. A questo punto inizia la seconda parte della cronometro, tutta in discesa fino a Varazze: le pendenze sono sempre nell’ordine del 4% ma nella prima parte la strada sarà molto tortuosa, nella seconda invece sarà più facile fare grande velocità ma proprio per questo sarà fondamentale impostare la traiettoria giusta in alcune curve insidiose. Sarà una cronometro molto difficile, più per atlete complete ed in grandissima forma che per le vere e proprie specialiste delle prove contro il tempo.

8a tappa: Rescaldina – Legnano (99.3 km)
Dopo tre tappe consecutive molto impegnative, ecco una frazione in cui le atlete di alta classifica potrebbero tirare un po’ il fiato: sulla carta sarebbe una tappa per velociste, ma è il nono giorno di corsa, la generale sarà abbastanza delineata, le formazioni sempre più stanche e ridotte quindi le possibilità di successo di una fuga da lontano aumenteranno. Si correrà sulle strade della Coppa Bernocchi e soprattutto nella fase centrale della tappe si incontreranno alcuni sali-scendi che potrebbero essere un ottimo trampolino per chi vorrà provare ad attaccare. A circa sei chilometri dall’arrivo il gruppo transiterà una prima volta sotto al traguardo di Largo Franco Tosi: importante per le atlete perché l’arrivo non sarà completamente in rettilineo.

9a tappa: Verbania – Verbania (104.8 km)
La provincia del Verbano-Cusio-Ossola torna ad essere grande protagonista al Giro Rosa dopo tre edizioni consecutive in cui era stato proposto l’arrivo a San Domenico di Varzo: nel 2016 si cambia ma per il gran finale della corsa è stata disegnata una tappa comunque impegnativa che può tenere incerto l’esito finale proprio fino all’ultimo momento. La tappa avrà partenza e arrivo a Pallanza, sulle sponde del Lago Maggiore, e sarà caratterizzata da due giri di un percorso di 30 chilometri con lo strappo di San Bernardino Verbano come unica difficoltà: in programma ci sarà poi anche un terzo ed ultimo giro in cui, dopo lo strappo, ci sarà una variante con la salita di Bèe il cui gran premio della montagna sarà a soli 13.3 chilometri dall’arrivo. La salita di Bèe misura circa 5 chilometri e la pendenza media è di poco superiore al 7%: l’ultima sfida per la classifica di giocherà su queste rampe anche se difficilmente ci permetteranno di assistere a ribaltoni sorprendenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini