Elia Viviani, punta azzurra della Pista a Rio de Janeiro 2016 @ Bettiniphoto
Elia Viviani, punta azzurra della Pista a Rio de Janeiro 2016 @ Bettiniphoto

Tutti in pista, Viviani facci sognare!

Da giovedì la sei giorni nel Velodromo Olimpico di Rio. Elia da medaglia nell’Omnium, sarà una kermesse all star con Wiggo, Cavendish e Gaviria

Dopo la chiusura, con le crono di domani, dell’avventura del ciclismo su strada a Rio de Janeiro, si volterà subito pagina e ci si tufferà nell’anello del Velodromo Olimpico per le dieci gare (cinque maschili e cinque femminili) che animeranno la settimana (scarsa: 6 giorni, dall’11 al 16) della Pista ai Giochi.

Nel 2012 a Londra fu una vera e propria sbornia, con un appuntamento che fu centrale rispetto all’intera manifestazione britannica, a causa del fatto che la nazionale di casa puntava moltissimo sulla pista. E infatti. 7 ori su 10, mancato il podio solo nella Velocità a squadre femminile (ma solo perché le fortissime Pendleton-Varnish furono “relegate” – insomma, declassate – per un cambio irregolare), e un dominio generale che fece la felicità di tifosi e famiglia reale (i cui rappresentanti non mancarono di seguire le prove nel velodromo).

Quattro anni dopo la Gran Bretagna non è più quell’armata quasi invincibile, vecchi e nuovi avversari sono cresciuti in queste ultime stagioni, e al contempo alcuni campioni targati UK sono declinati o hanno proprio abbandonato (la citata Vicky Pendleton e Chris Hoy su tutti) o sono passati in pianta stabile alla strada (Peter Kennaugh e Geraint Thomas).

Ma se dovessimo indicare quale sarà la squadra faro del track cycling a Rio, la scelta ricadrebbe ancora una volta sulla solita vecchia perfida Albione.

 

Wiggins per la leggenda
Quando del resto si dispone di un catalizzatore enorme come Bradley Wiggins è facile vincere a mani basse. Il burbero Brad ha fatto il percorso inverso rispetto ai suoi più giovani eredi, ed è tornato alla pista dopo aver abbandonato – sazio e saturo – il ciclismo su strada.

Naturalmente, ogni volta che Wiggo si muove succede qualcosa. In questo caso, è accaduto che il quartetto dell’inseguimento britannico, che pareva in via di dispersione negli ultimi anni, è rifiorito intorno al progetto di Bradley di conquistare la quinta medaglia d’oro olimpica di una carriera stratosferica (le precedenti: l’Inseguimento individuale 2004 e 2008, l’Inseguimento a squadre 2008, la crono su strada del 2012).

Abbiamo già visto Wiggins in gara in una manifestazione di rilievo, all’ultimo Mondiale disputato – guarda caso – a Londra. Lì il quartetto britannico chiuse secondo, ma giungono notizie dai campi di allenamento che parlano di incredibili record fatti segnare tra una prova e l’altra. I rivali di sempre, gli australiani, fanno sapere di non essere da meno, per cui si annuncia una sfida da paura.

 

Cavendish e il vecchio amore per la pista
Tra le altre cose che succedono intorno a Wiggins, possiamo annoverare anche il ritorno in gara in pista di un altro storico componente della nazionale britannica degli anni ’00, Mark Cavendish. Cannonball ha appena fatto mirabilie al Tour de France, a Rio non potrà fare l’Americana col vecchio sodale Brad (sol perché la specialità non fa più parte del programma olimpico), e allora si sfogherà nell’Omnium. Non sarà tra i favoriti, ma avere un Cavendish in pista è in sé un motivo di interesse.

Per chiudere il cerchio sulla squadra britannica, come non citare Laura Trott? La principessina degli anelli è favoritissima nell’Omnium e guiderà il quartetto dell’Inseguimento alla ricerca di un oro non facile ma neanche impossibile – tantopiù alla luce dell’incidente in allenamento che ha coinvolto ieri le rivali australiane.

 

L’Italia che insegue
A Londra la pista italiana conobbe seriamente il significato di “minimi termini”, un solo atleta in gara (Elia Viviani) e tanto deserto intorno a lui. Oggi ci pare di vivere un rinascimento mediceo, eppure la situazione è cambiata solo parzialmente rispetto a quattro anni fa. Già passare da 1 convocato a 10 è segno di un ultrabalzo in avanti, se vogliamo essere onesti dobbiamo fare una grossa tara, dettata dal fatto che il quartetto dell’Inseguimento russo è stato dimezzato da questioni di doping (o meglio, di politica sul doping), per cui si è dato luogo a un insperato ripescaggio del team azzurro, richiamato a Rio in fretta e furia, altrimenti il contingente italiano sarebbe stato di 6 atleti.

Però già essere lì in ballo per un ripescaggio era un risultato fantascientifico un quadriennio fa, quindi i passi in avanti ci sono eccome. C’è questo Filippo Ganna che per noi è Filippo Manna (dal cielo), un ragazzino potentissimo in grado di diventare Campione del Mondo dell’inseguimento a 19 anni (20 li ha compiuti pochi giorni fa) con tanto di record italiano. Si ritrova catapultato all’Olimpiade nella gara a squadre insieme a Liam Bertazzo, Simone Consonni e Francesco Lamon, con Elia Viviani (anch’egli parte integrante del team inseguitore) pronto a subentrare in caso di necessità, sebbene sia impegnato e concentrato nell’Omnium.

Speranze di risultato grosso (lèggasi: bronzo al massimo, le prime due medaglie sono off limits)? Pochissime, anche se Ganna è un fuoriclasse capace di tutto; però l’avvicinamento è stato giocoforza più sgangherato rispetto a tutti gli avversari.

Comunque una presenza che è un premio al lavoro del ct Marco Villa, che finalmente ha potuto operare su un quartetto rimasto più o meno stabile negli anni: e i risultati si vedono. Così come si vedono nel femminile, anche qui aver insistito su un gruppo di atlete ha portato dritti ai Giochi. E anche qui le medaglie sono lontane, ma esserci fa già tutta la differenza del mondo rispetto a 4 anni fa.

Beatrice Bartelloni, Simona Frapporti, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi sono le cicliste entrate nel team olimpico, con la presenza dell’esperta Tatiana Guderzo (che ha già gareggiato su strada) pronta a recitare un ruolo di primo piano; le cinque ruoteranno in base ai turni, e ci sta che possa essere abbassato il primato italiano (come avvenuto ai Mondiali di Londra: 4’26″162), per un tempo che quantomeno varrebbe la finale a otto.

 

L’Italia che mira all’oro: Elia Viviani!
Se gli inseguimenti puntano solo a entrare nelle rispettive finali, il nostro decimo uomo (che poi è il primo) mira direttamente al bersaglio grosso. Oro. Non è un’eresia parlare del massimo risultato, perché la gara dell’Omnium sarà stratosferica ma anche abbastanza incerta, e quando l’equilibrio è tanto e bastano piccoli particolari per mutarlo, la distanza tra un quarto e un primo posto può essere infinitesimale. (Poi, che “quarto” equivalga casualmente al piazzamento dell’azzurro all’ultimo Mondiale, è un caso… o no?).

Elia Viviani, dunque. Delle sei prove dell’Omnium può vincerne tre e nessuno alzerebbe sopracciglio: Scratch, Eliminazione e Giro Lanciato sono ampiamente alla portata del veronese, sulla carta. Nelle prove cronometrate, ovvero Chilometro e Inseguimento, il Nostro è migliorato tantissimo nell’ultimo biennio. Quindi, nella Corsa a Punti molto dipende anche dai piazzamenti con cui ci si arriva, e lì Elia dovrà lanciare il cuore oltre l’ostacolo, come si suol dire. Dovrà essere capace di osare, nel caso, e non farsi imbottigliare in esasperati tatticismi (ovvero proprio quanto avvenuto in marzo a Londra: il veronese cominciò la prova al primo posto, e scivolò pian piano fuori dal podio, perdendo la medaglia – che sarebbe stata comunque d’oro – in un’incredibile, indimenticabile volata finale).

Gli avversari, signori, sono dei colossi. Il colombiano Fernando Gaviria è il bicampione mondiale in carica; Mark Cavendish cerca gloria, ma che dire dell’australiano Glenn O’Shea, o del francese Thomas Boudat, o del danese Lasse Norman Hansen, o dell’olandese Tim Veldt, o del tedesco Roger Kluge (vincitore di tappa al Giro), o del belga Jasper De Buyst, o, o, o…?

Una prova che è cresciuta vertiginosamente di livello e spettacolarità, soprattutto da quando la Corsa a Punti è diventata l’ultima gara, a sovvertire totalmente le gerarchie. Una vittoria dell’UCI, tutto sommato, a dispetto delle pur legittime critiche che si levarono dall’ambiente quando venne stravolto il programma olimpico della pista, dopo Pechino 2008.

 

Le altre gare
Detto di Inseguimento e Omnium maschile, un volo d’angelo sulle altre 8 gare. Dell’Inseguimento donne abbiamo accennato, sarà lotta tra britanniche, australiane e americane (guidate dalla martellante Sarah Hammer col rinforzo della giovanissima Chloe Dygert, 19enne campionessa su strada e a crono agli ultimi Mondiali juniores, le statunitensi hanno vinto il titolo iridato in marzo), con possibile inserimento di Canada e Nuova Zelanda; l’Italia vale il sesto posto. Per quanto riguarda l’Omnium donne, anche qui accennato sopra, sarebbe il risultato più sorprendente delle Olimpiadi un’eventuale sconfitta della Trott.

Gare veloci: la Velocità a squadre, fino a poco tempo fa territorio di caccia della Germania, ha visto ultimamente un notevole calo delle nazionali tedesche, con la contemporanea ascesa di Cina e Russia (pericolosissime Voinova-Shmeleva, iridate in carica) tra le donne, e di Olanda e Nuova Zelanda tra gli uomini.

Nelle gare individuali le cinesi hanno fatto ancor meglio rispetto alla prova a squadre: al Mondiale Tianshi Zhong e Lin Junhong hanno preceduto la divina Kristina Vogel, la quale si è però rifatta alla grande nel Keirin, specialità in cui avanza le sue giuste ambizioni anche Anna Meares, storica pistard australiana, tanto storica da essere stata quest’anno anche portabandiera dei wallabies.

Tra gli uomini i valori sono molto equilibrati, il britannico Jason Kenny (iridato a Londra) vale il russo Denis Dmitriev o l’olandese Jeffrey Hoogland o l’australiano Matthew Glaetzer, per non dire di qualche outsider di lusso come l’altro olandese Theo Bos, o ancor più il colombiano Fabian Puerta o il tedesco Joachim Eilers o i veterani francesi (Grégory Baugé su tutti). Nomi che poi torneranno anche nel Keirin, specialità in cui sarà però difficile non fare il tifo per il mitico Pocket Rocketman, al secolo il malese Azizulhasni Awang.

 

Il calendario delle gare (orari italiani)

Giovedì 11
21.00 Velocità a squadre U (Qualificazioni)
21.19 Inseguimento a squadre D (Qualificazioni) – Bartelloni, Frapporti, Guderzo, Pattaro, Valsecchi
22.10 Velocità a squadre U (1° turno)
22.23 Inseguimento a squadre U (Qualificazioni) – Bertazzo, Consonni, Ganna, Lamon, Viviani
23.21 Velocità a squadre U (Finali)

Venerdì 12
21.00 Velocità a squadre D (Qualificazioni)
21.14 Velocità U (Qualificazioni)
21.52 Inseguimento a squadre U (1° turno) – ev. Bertazzo, Consonni, Ganna, Lamon, Viviani
22.17 Velocità a squadre D (1° turno)
22.30 Velocità U (Sedicesimi)
23.00 Velocità a squadre D (Finali)
23.08 Velocità U (Ripescaggi Sedicesimi)
23.20 Inseguimento a squadre U (Finali ) – ev. Bertazzo, Consonni, Ganna, Lamon, Viviani

Sabato 13
15.00 Keirin D (1° turno)
15.23 Velocità U (Ottavi)
15.44 Keirin D (Ripescaggi 1° turno)
16.07 Velocità U (Ripescaggi Ottavi)
16.17 Inseguimento a squadre D (1° turno) – ev. Bartelloni, Frapporti, Guderzo, Pattaro, Valsecchi
21.00 Velocità U (Quarti – Gara 1. Gara 2 alle 21.34, Gara 3 alle 22.21)
21.18 Velocità U (Finale 9°-12° posto)
21.22 Keirin D (2° turno)
21.53 Inseguimento a squadre D (Finali) – ev. Bartelloni, Frapporti, Guderzo, Pattaro, Valsecchi
22.27 Keirin D (Finali)
22.41 Velocità U (Semifinali – Gara 1. Gara 2 alle 22.59, Gara 3 alle 23.21)
23.17 Velocità U (Finale 5°-8° posto)

Domenica 14
21.00 Velocità D (Qualificazioni)
21.40 Omnium U (Scratch) – Elia Viviani
22.04 Velocità U (Finali – Gara 1. Gara 2 alle 22.42, Gara 3 alle 23.47)
22.12 Velocità D (Sedicesimi)
22.50 Omnium U (Inseguimento) – Elia Viviani
23.51 Velocità D (Ripescaggi Sedicesimi)
00.42 Omnium U (Eliminazione) – Elia Viviani

Lunedì 15
15.00 Velocità D (Ottavi)
15.21 Omnium U (Chilometro) – Elia Viviani
15.50 Velocità D (Ripescaggi Ottavi)
15.59 Omnium D (Scratch)
21.00 Omnium U (Giro Lanciato) – Elia Viviani
21.26 Velocità D (Finale 9°-12° posto)
21.30 Omnium D (Inseguimento)
22.23 Omnium U (Corsa a Punti) – Elia Viviani
23.17 Omnium D (Eliminazione)

Martedì 16
15.00 Velocità D (Quarti – Gara 1. Gara 2 alle 15.41, Gara 3 alle 16.19)
15.18 Keirin U (1° turno)
15.57 Omnium D (500 metri)
16.25 Keirin U (Ripescaggi 1° turno)
16.46 Velocità D (Finale 5°-8° posto)
21.00 Velocità D (Semifinali – Gara 1. Gara 2 alle 21.36, Gara 3 alle 21.58)
21.10 Omnium D (Giro Lanciato)
21.46 Keirin U (2° turno)
22.05 Omnium D (Corsa a Punti)
22.44 Velocità D (Finali – Gara 1. Gara 2 alle 23.04, Gara 3 alle 23.26)
23.14 Keirin U (Finali)

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