Jean-Christophe Péraud sugli Champs-Élysées © AFP
Jean-Christophe Péraud sugli Champs-Élysées © AFP

Jean-Christophe Péraud conferma il ritiro a fine stagione

Era una decisione già nota ma, dopo la tappa di ieri alla Vuelta a España, Jean-Christophe Péraud ha ribadito che la corsa spagnola è stata la sua ultima corsa a tappe di tre settimane e che a fine stagione smetterà con l’attività agonistica.

Il nativo di Tolosa si è avvicinato al ciclismo professionistico su strada tardissimo, nel 2010: è allora che, trentatreenne, viene portato nel massimo circuito dalla Omega Pharma-Lotto impressionata (come tutti) dalla sua vittoria a sorpresa nel campionato nazionale a cronometro dell’anno precedente, dove batté Sylvain Chavanel.

Per raggiungere la formazione belga si mise in aspettativa dal lavoro di ingegnere presso Areva, colosso francese dell’energia. Sin da subito dimostrò di valere il livello, visto che fu ottavo alla Paris-Nice. quarto alla Vuelta al País Vasco e dodicesimo al Tour de Pologne.

Dal 2011 si è legato all’AG2R La Mondiale, per la quale ha corso i restanti sei anni di carriera: nella prima stagione con i savoiardi sono arrivati un sesto posto alla Paris-Nice, un settimo al Critérium du Dauphiné e soprattutto il nono posto al Tour de France dell’esordio.

Il 2012 è stato l’anno meno positivo, a differenza del 2013: in tale stagione ha conquistato la prima vittoria da professionista, l’arrivo sul Mont Faron al Giro del Mediterraneo, il terzo posto alla Paris-Nice e il sesto al Tour de Romandie. Enorme delusione invece al Tour de France quando, a cinque tappe dalla fine, era nono in classifica: cadde e si fece male nella cronometro di Chorges.

La rivincita giunse con gli interessi nel 2014: altra vittoria sul Mont Faron ad inizio stagione, seguita dalla classifica generale del Critérium International. Ottimi anche il quarto posto alla Tirreno-Adriatico e il terzo alla Vuelta al País Vasco; nulla però in confronto al secondo posto al Tour de France alle spalle di Vincenzo Nibali, facendo tornare i padroni di casa sul podio dopo un digiuno di diciassette anni (Richard Virenque secondo nel 1997).

Tappa e classifica al Critérium International 2015, in un’annata però negativa con un Tour de France disputato pur se dolorante dopo una brutta caduta. Problema che però lo mette ko nel grande obiettivo del 2016, il Giro d’Italia, terminato in una rotonda già nella terza tappa. Alla Vuelta a España si trova in un discreto tredicesimo posto.

Prima della carriera su strada il trentanovenne è stato un eccellente specialista della MTB, disciplina che lo ha visto argento olimpico a Pechino 2008 dietro al connazionale Julien Absalon, nonché campione d’Europa 2005 davanti proprio al suddetto rivale.

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