Il podio di Vittorio Veneto: da sinistra, Luca Braidot, Cristian Cominelli e Daniele Braidot © Facebook
Il podio di Vittorio Veneto: da sinistra, Luca Braidot, Cristian Cominelli e Daniele Braidot © Facebook

Franzoi resta il “master”, con le unghie e con i denti

Ultima manche del Master Cross a Vittorio Veneto: domina Cominelli, Franzoi mantiene la testa del challenge per 2,5 punti

Si chiude la stagione ciclocrossistica ad alto livello (almeno per chi non sarà in Lussemburgo al mondiale la prossima settimana) in Italia a Vittorio Veneto, con l’ultima tappa del Master Cross nella splendida cornice dell’area Fenderl, che ospita uno dei più bei percorsi italiani per scenografia e difficoltà. Non sono mancate le emozioni in terra veneta, visto che a differenza della Coppa del Mondo maschile i giochi erano tutt’altro che compiuti ed Enrico Franzoi, qui nettamente vincente l’anno scorso, ha dovuto faticare per confermarsi vincitore del challenge più importante in Italia.

Un Cominelli irresistibile, i Braidot all’attacco
La sfida finale per il successo del Master Cross sul ghiacchiato percorso prealpino era tra Enrico Franzoi e Luca Braidot, separati in partenza da 13 punti. Non sarà nessuno dei due però a giocarsi il successo di tappa: sin dalla partenza, prenderanno il largo Cristian Cominelli, Daniele Braidot e Nadir Colledani, col camuno particolarmente a suo agio nelle prove difficili e scoscese (quest’anno ha dominato nella nazionale di Chieti ad esempio) che riuscirà prima a far fuori il trentino Colledani, e poi a metà gara a staccare il goriziano e a involarsi tutto solo.
Dietro fanno corsa parallela Luca Braidot e Franzoi, col forestale che riesce ad allungare già al secondo giro e saltare Colledani. Il meccanico della Wilier non può far altro che inseguire ed evitare fuorigiri, tallonato dallo straniero più rappresentativo, il Marlux Yorben Van Tichelt (poi finito fuori gara negli ultimi 2 giri).

Franzoi lotta fino all’ultimo giro
Tuttavia il quinto posto non basta per mantenere la vetta, visto che poi avviene il naturale avvicendamento tra i Braidot che porta Luca al secondo posto, ad 1’03” da un sontuoso Cominelli,e Daniele terzo a 1’11”. Franzoi ingaggia un duello col giovane Colledani, che però dovrà battere allo sprint, per conseguire quel quarto posto, a 1’47”, necessario per il successo finale del Master Cross.
Parallelamente, due eterni di questa disciplina, Martino Fruet e Marco Ponta, ingaggiano un duello per un trofeo minore ma importante nel suo piccolo, il Trofeo Triveneto, che premia la presenza in tutti gli appuntamenti della zona: è Fruet a classificarsi sesto a 2’15”, con Ponta settimo a 2’40” e scavalcato proprio all’ultima tappa. Ottavo Stefano Sala a 2’51”, sul podio finale del Master Cross e miglior under 23, che precede il miglior straniero, l’americano Andrew Iuliano a 3’18”, e Michele Bassani a 3’37”, vincente nel trofeo Triveneto tra gli Under 23.

Donne: Casasola solida realtà
A livello femminile praticamente non c’è stata gara: la giovanissima Sara Casasola, reduce dall’ottima prestazione in Coppa del Mondo a Fiuggi, ha confermato la superiorità sulle altre atlete di categoria anche superiore (che non siano Lechner, Teocchi o Arzuffi), dominando la gara odierna sin dal primo giro.  Secondo posto per Anna Oberparleiter, a 19″, poi Silvia Persico sul podio, con un ritardo di 53″, staccata dalla Oberparleiter al penultimo giro.
Corsa più rilassata per le vincitrici del Master Cross femminile, con Francesca Baroni, quarta ad 1’05”, che si è limitata a distanziare una Nicole Fede nona e meno brillante che in altre occasioni, per superarla nella classifica juniores; per Alessia Bulleri invece i giochi erano già fatti, e quindi un onesto quinto posto a 1’20”.

Juniores: Calloni si salva
Tra gli juniores maschile più di qualche patema d’animo per un Lorenzo Calloni parecchio in calo, che in questa tappa è scoppiato dopo aver provato a tenere gli attacchi di Alberto Brancati al primo giro. Mentre l’atleta della Caprivesi ingaggiava un duello con Leonardo Cover risolto a suo favore nel penultimo giro, con Cover a 42″. Terzo posto per Federico Ceolin a 1’28”, e Calloni nono, e vincitore finale del Mastercross.

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