Gaviria brinda in maglia rosa a Cagliari © LaPresse
Gaviria brinda in maglia rosa a Cagliari © LaPresse

Gaviria: «L’azione non era pianificata»

Giro d’Italia, le dichiarazioni dopo la terza tappa. Nizzolo: «Non potevo chiedere di più»

FERNANDO GAVIRIA (Quick-Step Floors)
«Non avevamo pianificato di fare quest’azione con il vento laterale. Volevamo stare davanti nel caso il gruppo si fosse spezzato. Sapevamo di essere una squadra forte e abbiamo preso l’iniziativa. Con sei corridori davanti eravamo la squadra più numerosa nella prima parte del gruppo e quando abbiamo visto che si era creato un piccolo gap, abbiamo deciso di spingere a tutta. Vengo da due giorni in cui le mie gambe non hanno risposto bene. Ho lavorato tanto, puntavo alla prima tappa del Giro. Ora posso godermi questo giorno di riposo, terrò la Maglia Rosa per due giorni: il giorno di riposo e la quarta tappa».

GIACOMO NIZZOLO (Trek-Segafredo)
«Ero nel gruppo davanti con i Quick-Step e ovviamente loro hanno fatto un grande lavoro di squadra. Hanno fatto del loro meglio per vincere, io ho provato a fare quello che potevo contro di loro. Certo, con la condizione che ho in questo momento, ho pagato lo sforzo di andare a tutta negli ultimi 10 chilometri. Tatticamente penso di essere stato perfetto, mi sono mancate solo un po’ le gambe ma non potevo chiedere di più oggi. Non sono scoraggiato, come ho detto, questo è probabilmente il miglior risultato che potessi fare. Lavoro ogni giorno per fare del mio meglio e oggi il meglio era il terzo posto».

ANDRÉ GREIPEL (Lotto Soudal)
«La tappa era iniziata bene per noi, c’erano solo quattro corridori in fuga e poi sono diventati tre. Abbiamo preso il controllo e non abbiamo lasciato un grande vantaggio, abbiamo fatto tutto il lavoro da soli. Sapevamo che a 12 chilometri c’era il pericolo di ventagli. Io ero nel primo gruppo quando ho potuto appena schivare il corridore davanti a me e in quel momento il piede s’è staccato dal pedale. Così mi sono staccato dal primo ventaglio, è un vero peccato e sono deluso, era una situazione perfetta per me. Visto che per Quick-Step era davanti in massa, io avrei potuto stare tranquillo in scia. Una seconda vittoria di tappa non sarebbe stata facile considerando i corridori in quel gruppo, ma avrei potuto mantenere la maglia rosa. Ma come sportivo devi accettare queste cose. Mi sono decisamente goduto la maglia rosa e l’atmosfera della Sardegna, solo il finale sarebbe potuto essere migliore».

BAUKE MOLLEMA (Trek-Segafredo)
«È stato stressante già a 50 chilometri dall’arrivo. Tutti sapevano che ai meno 13 si girava a sinistra e che ci sarebbero stati i ventaglio, tutti volevano stare davanti. Noi eravamo dove dovevamo essere, specialmente Jasper [Stuyven] e Mads [Pedersen] che ha fatto un grande lavoro, ma anche Laurent [Didier] ed Eugenio [Alafaci] mi hanno portato davanti in buona posizione. Dopo un paio di chilometri la Quick-Step ha attaccato e Giacomo ha reagito molto bene ed è stato perfetto per noi. Ha fatto un bello sprint, dietro abbiamo controllato e non ho mai avuto grossi problemi».

ROHAN DENNIS (BMC Racing Team)
«A meno 10 chilometri dall’arrivo stavamo provando a fare un ventaglio per riprendere il gruppo davanti, un uomo della Bardiani è risalito mentre stavo iniziando a tirare e mi ha preso la ruota davanti, non ho avuto neanche il tempo di realizzare e mi sono trovato per terra. Ho un po’ di dolori a una spalla e soprattutto al collo, ci sarà un po’ di lavoro per il fisioterapista per rimettermi a posto. Ma adesso continuare la corsa è normale, ovviamente ho cinque minuti di ritardo in classifica ed è parecchio dopo tre giorni, tutto può accadere e non mollerò, ma ovviamente devo essere realista e so che la classifica è andata ma continuerò con quello che era il mio piano, continuando a correre come se non sia successo nulla e fare esperienza nel resistere per tre settimane».

STEVEN KRUIJSWIJK (Team LottoNL-Jumbo)
«Sapevamo che i ventagli erano possibili, ma penso che tutti lo sapessero. Ero con gli altri uomini di classifica e subito s’è capito che non erano uomini pericolosi davanti nel primo gruppo. C’è stato vento tutto il giorno, la squadra mi ha tenuto tra i primi 10 e io ho solo dovuto badare a controllare gli altri favoriti. Oggi è andata bene. Il primo giorno non sono stato furbo, ma ieri e oggi abbiamo fatto bene anche se questo non vuol dire nulla per il resto del Giro. Affronterò l’Etna con fiducia, lì sapremo di più sulla forza degli altri corridori».

MATTHEW WHITE (Orica-Scott)
«Conoscevamo tutti il punto in cui sarebbe arrivato il vento, ma c’è stata una squadra che è stata più organizzata di tutti, aveva i numeri e ha fatto la corsa. Si sono guadagnati quella vittoria. C’è stato il caos, tutti lottavano per stare davanti ma noi non siamo riusciti ad essere dove dovevamo. Da quel momento abbiamo provato a supportare Ewan e Yates: Adam ha fatto un bel lavoro per un corridore leggero ad essere nel secondo gruppo quanto i primi sono andati».

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