Peter Sagan sul podio degli Champs Élysées al Tour de France 2016 © Pauline Ballet - ASO
Peter Sagan sul podio degli Champs Élysées al Tour de France 2016 © Pauline Ballet - ASO

Sagan per la storia, giovani all’assalto

Tour de France, è lotta serrata per le classifiche collaterali: lo slovacco punta alla sesta verde, tutto aperto per la pois. Tra i giovani quattro favoriti

Al Tour de France non si lotta solo per la maglia gialla. A meno di una settimana dal via di Düsseldorf, è già partita la caccia per gli altri primati. Verde, bianco ed a pois: la battaglia in terra francese si arricchisce di molteplici sfumature, ognuna delle quali ambitissima, per la gloria e anche (o soprattutto) per il denaro che la corsa più importante al mondo mette in palio.

Maglia verde, tutti contro Peter Sagan
La maglia verde della classifica a punti sarà al centro della sfida tra il grande favorito Peter Sagan e il nutrito gruppo di velocisti che prenderà parte al Tour numero 104. Il campione del mondo della Bora-Hansgrohe punta ad arrivare in verde a Parigi per il sesto anno consecutivo eguagliando il primato di Erik Zabel che fece sua la maglia ininterrottamente dal 1996 al 2001. A contrastare Sagan ci sarà un vero e proprio esercito formato dai migliori sprinter e finisseur del mondo.

Al via da Düsseldorf con concrete ambizioni di gloria ci sarà il neo campione nazionale francese Arnaud Démare (FDJ), che negli ultimi mesi ha fatto registrare notevoli miglioramenti sugli strappetti salita rafforzando la propria candidatura di “anti-Sagan”. Specie negli arrivi a ranghi meno compatti, Démare potrebbe rappresentare la minaccia più concreta per lo slovacco, così come Alexander Kristoff (Team Katusha-Alpecin), Michael Matthews (Team Sunweb) e John Degenkolb (Trek-Segafredo). Il primo, che pare calando rispetto al biennio d’oro, è alla ricerca del riscatto dopo due Tour senza affermazioni; la situazione ambientale all’interno del team non è però delle migliori.

Matthews, dopo le affermazioni negli anni scorsi al Giro d’Italia, ha mostrato un’ottima condizione nell’ultimo Tour de Suisse battendo persino Sagan nella volata di Berna; l’australiano è quello che, per caratteristiche, meglio riesce a scollinare le asperità, permettendo dunque di giocarsi le sue possibilità anche nelle frazioni ondulate. Degenkolb dovrà dimostrare di essere tornato ai livelli di due stagioni fa prima del brutto infortunio che gli ha compromesso la scorsa annata.

Il punto a favore di Sagan è quello di lottare anche nelle tappe più impegnative, andando in fuga e conquistando punti preziosi nei Traguardi Volanti. Da ormai cinque stagioni a questa parte, l’iridato si è dimostrato una macchina da punti che riesce ad incrementare il bottino su qualsiasi tipo di percorso offra il menù quotidiano. Un ostacolo insormontabile, questo, per i velocisti puri che puntano a conquistare la maglia verde: lo sanno bene Marcel Kittel (Quick-Step Floors), André Greipel (Lotto Soudal) e Mark Cavendish (Team Dimension Data), tre delle ruote veloci migliori della nostra epoca. Punto interrogativo sulla condizione del britannico ex campione del mondo, il duo tedesco punterà sostanzialmente ai successi di tappa, così come Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), ancora a secco nella corsa di casa.

In ultimo, attenzione ai classicomani come Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data) e, soprattutto, a Greg Van Avermaet (BMC). Per l’Italia, speranze sono riposte in Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida) che non ha scartato a priori la lotta per la verde. D’altronde il feeling tra la maglia verde e il ciclismo italiano non è mai decollato, con le sole affermazioni di Franco Bitossi nel 1968 e di Alessandro Petacchi nel 2010.

Maglia a pois, sempre la solita lotta
Per la maglia a pois di miglior scalatore si accende nuovamente il dibattito. Scalatori puri o attaccanti? La verità sta nel mezzo, si sa, e la Grande Boucle 2017 offrirà un cast completo anche per quello che riguarda la lotta per i gran premi della montagna. I primi nomi che saltano all’occhio sono quelli dei francesi Thibaut Pinot (FDJ) e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac). I due, dopo le fatiche del Giro numero 100, sono liberi da vincoli di classifica; ciò comporta l’obiettivo di una vittoria di tappa ma anche la conquista di una maglia amatissima in Francia.

Il dominatore recente delle vette transalpine, però, risponde al nome di Rafal Majka. Il polacco della Bora-Hangrohe ha fatto sua la maglia a pois nel 2014 e nel 2016, due stagioni in cui la GC non era obiettivo principale dell’ex Tinkoff. Per quest’anno, Majka ha più volte dichiarato di voler curare la classifica, il tutto a potenziale svantaggio della conquista del simbolo del primato tra gli scalatori. Potenziale, in quanto non è per nulla esclusa una lotta tra i big anche per la maglia a pois: la vittoria di Froome nel 2015 fa scuola, e allora spazio ai migliori con opportunità anche per i vari Porte, Contador, Bardet, Aru, Quintana, Valverde, Chaves e Yates oltre allo stesso Froome. Altro nome caldo è quello di Darwin Atapuma (UAE Team Emirates).

Miglior giovane: sarà la volta buona per Meintjes?
Lotta serrata, almeno sulla carta, anche per la maglia bianca del miglior giovane sotto i 25 anni. Il favorito numero uno potrebbe essere Louis Meintjes, già secondo lo scorso anno alle spalle di Adam Yates. La regolarità del capitano della UAE Team Emitates (ottavo nel 2016) potrebbe essere l’arma vincente nella lotta tra giovani che vedrà Emanuel Buchmann come serio contendente.

Nella stagione in corso, il corridore della Bora-Hansgrohe ha conquistato la top ten al Tour of the Alps, al Giro di Romandia e al Delfinato. Tuttavia, alla Grande Boucle, il tedesco dovrà condividere la leadership della formazione tedesca con Rafal Majka. L’unico precedente tra i due risale proprio all’ultimo Giro del Delfinato, in cui l’ex campione nazionale tedesco ha conquistato la maglia bianca con 40” sul sudafricano della UAE. Ma al Tour sarà un’altra storia.

A fare da terzo incomodo ci sarà Simon Yates (Orica-Scott), già settimo alla Vuelta a España dello scorso anno, che condivide la leadership con Chaves. Da non sottovalutare anche Pierre Latour (AG2R La Mondiale), promettente francese vincitore dell’impegnativa frazione dell’Alto de Aitana nell’ultima Vuelta. Curiosità infine per vedere all’opera i due debuttanti Lilian Calmejane (Direct Énergie) e Guillaume Martin (Wanty-Groupe Gobert) che, in caso di debacle dei sopracitati, potrebbero lottare per il podio della specialità

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile