Richie Porte scortato dai compagni di squadra © Tim De Waele
Richie Porte scortato dai compagni di squadra © Tim De Waele

Richie Porte, clavicola e bacino ko dopo la caduta al Tour. Scapola rotta per Manuele Mori

Diverse brutte cadute hanno caratterizzato la nona tappa del Tour de France. La più impressionante, sotto l’aspetto visivo, è stata quella che ha coinvolto Richie Porte lungo la difficilissima discesa del Mont du Chat con il tasmaniano che poi ha trascinato a terra anche Daniel Martin: contrariamente alle prime voci che escludevano fratture, il capitano della BMC ha riportato fratture composte alla clavicola destra e all’acetabolo del fianco destro, oltre ovviamente a numerosi abrasioni. Le fratture di Richie Porte per il momento non richiedono un intervento chirurgico: le prime stime parlano di uno stop da quattro a sei settimane.

Caduta in discesa anche per il gallese Geraint Thomas: il corridore della Sky ha dovuto abbandonare la corsa con una clavicola fratturata; nello stesso momento era finito a terra anche Rafal Majka (Bora) che poi è riuscito a completare la tappa staccato di 36’21” dai migliori e che subito dopo il traguardo si è recato al camion di assistenza medica del Tour de France per alcuni controlli.

A inizio tappa, invece, sono finiti a terra Robert Gesink e Manuele Mori. L’olandese del Team LottoNL-Jumbo ha subito una frattura stabile della vertebra L1 e sarà costretto ad indossare un busto. Per il corridore toscano della UAE Team Emirates, invece, il responso medico parla di frattura della scapola destra con uno pneumotorace ed un minimo pneumomediastino e sarà quindi trattenuto in ospedale in osservazione.

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