Marcel Kittel vince anche a Bergerac © ASO - Alex Broadway
Marcel Kittel vince anche a Bergerac © ASO - Alex Broadway

Io non perdono, non perdono e tocco

Tour, Kittel schianta tutti anche a Bergerac, e sono 4. Sul podio Degenkolb e Groenewegen, nono Colbrelli

Nuovo appuntamento per velocisti nella PérigueuxBergerac di 178 km. Nei territori della Dordogna, fra l’omonimo fiume e i numerosi castelli, la giornata è filata via liscia, come la gran parte di quelle precedenti in questa edizione della Grande Boucle. E anche stavolta c’è stato un unico, il solito, inarrestabile dominatore. E pensare che una settimana prima del via aveva rischiato di farsi male andando addosso ad una porta di vetro. Molti degli avversari, ora, silenziosamente rimpiangono quel momento.

All’attacco vanno Offredo e lo sbadato Gesbert
Pronti, via (manca Rafal Majka, non ripartito dopo le botte domenicali), ed è subito fuga. Dopo pochi metri va in avanscoperta Yoann Offredo, già mossosi nella Düsseldorf-Liegi; il pavearo ex FDJ guadagna subito del margine, voltandosi però indietro per attendere qualche collega. Perché, di imitare il compagno di squadra alla Wanty-Groupe Gobert Van Keirsbulck come fuggitivo solitario, di voglia non ne ha proprio, come testimonia il cenno con il dito in favore di camera.

E a fargli compagnia, in una giornata in testa, arriva Elie Gesbert. Il più giovane corridore dell’edizione 104 del Tour lo riaggancia dopo 3 km. E proprio il ventunenne della Fortuneo-Oscaro si è reso protagonista ieri di un incidente di percorso: nella notte fra domenica e lunedì ha infatti causato un allarme incendio nell’hotel che ospitava lui con il team. Attorno alle 2 i sensori di fumo della sua camera sono entrati in funzione in quanto il bretone ha lasciato inavvertitamente acceso lo scaldasciugamani, dove aveva posto un panno, ormai surriscaldatosi eccessivamente. E causando l’evacuazione momentanea dell’albergo, immaginiamo con gran gioia da parte dei clienti.

Il gruppo controlla, allo sprint intermedio Greipel anticipa Kittel
Il gruppo lascia fare, concedendo un margine massimo di 5’40” al km 20 e al km 55. A lavorare, come di consueto, l’instancabile Julien Vermote (Quick Step Floors), aiutato da Lars Ytting Bak (Lotto Soudal) e Tiago Machado (Team Katusha-Alpecin). Sono loro che controllano la situazione, entrando nella seconda metà di gara con 4’30” di gap. Il vantaggio scema progressivamente anche transitando sull’incantevole Côte de Domme (km 100.5), che vede Gesbert prendersi il punto in palio.

Non c’è lotta fra i due al comando neppure al traguardo volante di Saint Cyprien (km 121); nell’ottica di una suddivisione dei premi, è Offredo il primo a passare. Ben più agguerrita la lotta per il terzo posto fra i pretendenti della classifica a punti: in sei fanno la volata, con i 15 punti che vanno a Greipel. Dietro di lui, nell’ordine, Kittel, Haller, Matthews e Colbrelli. Non c’è bagarre neppure al gpm della Côte du Buisson-de-Cadouin (km 138.5), con Gesbert che aggiunge un ulteriore punticino nella graduatoria condotta da Warren Barguil.

Fuga ripresa. E nuovo match per Bouhanni; stavolta lo sparring è Sabatini
Il plotone si avvicina financo troppo, scendendo sotto i 60″ ai meno 25. E difatti l’andatura ridiscende, permettendo a Gesbert (premiato con il numero rosso) e Offredo di riguadagnare qualcosa. La loro avventura termina, dopo la consueta stretta di mano, ai meno 6.8 km, con le formazioni dei velocisti che iniziano la disfida. Da segnalare il solito, ennesimo colpo borderline di Nacer Bouhanni, che colpisce Fabio Sabatini con una manata sul volto.

Già il boxeur viene visto dai colleghi come fumo negli occhi; e il proliferare di atteggiamenti scorretti non lo aiuta di certo. E appare sorprendente come la giuria non abbia ancora preso provvedimenti; in passato, vedi il GP di Amburgo 2016, il nativo di Épinal fu punito ben oltre le proprie colpe. In questo Tour pare che, ad una gamba tutt’altro che pimpante, il ventisettenne possa godere di una sorprendente tutela.

La Lotto lavora bene, ma Kittel è semplicemente ingiocabile
Diverse rotonde interrompono il viaggio verso la cittadina, in una carreggiata altrimenti ampia. Nessuna caduta da segnalare oggi, ed è un bene, visti i bollettini medici delle ultime giornate. Emerge con prepotenza la Lotto Soudal, tutta arroccata attorno al proprio faro; sono loro che entrano in testa all’ultimo km, con i Katusha a ruota. Jurgen Roelandts imposta le due ultime curve prima dei 500 metri di rettifilo finale, con Marco Haller che lo sostituisce impostando lo sprint.

L’austriaco si leva ai meno 320 metri, quando al fianco si vede Christophe Laporte che trascina fuori Bouhanni. E così parte la volata, con Daniel McLay che prova ad anticipare al centro. Per sua sfortuna, il britannico ha alle sue spalle un colosso di verde vestito che sfrutta la sua scia. E lo salta facilmente, proseguendo a velocità impossibili per tutti gli altri. Marcel Kittel può così gustarsi il più facile dei quattro successi di questo Tour, con 7-8 metri di vantaggio nonostante abbia smesso di pedalare ai 30 metri e pur avendo imboccato l’ultima curva in nona/decima piazza.

Nessun tedesco come lui, e la verde è a portata. Nono Colbrelli, domani rivincita a Pau
Ora sono 13 le vittorie stagionali (nessuno come lui) per l’alfiere della Quick Step Floors, 13 quelle in carriera al Tour (nessun tedesco come lui) e il bonus di altri 50 punti in saccoccia nella graduatoria per la maglia verde. Il più immediato inseguitore, l’australiano Michael Matthews (Team Sunweb), oggi solo 13°, lo vede col binocolo a 102 lunghezze. E con la morfologia della seconda parte di gara tutto fa propendere per l’incoronazione parigina del biondissimo, sempre più dominatore delle volate.

Dietro di lui il connazionale John Degenkolb (Trek-Segafredo), migliore degli umani, e l’olandese Dylan Groenewegen (Team LottoNL-Jumbo), al primo podio in carriera alla Boucle. A seguire il sempre più interessante Rüdiger Selig (Bora Hansgrohe) – era dal 1994 che tre tedeschi nei terminavano tra i primi quattro in una tappa al Tour, Alexander Kristoff (Team Katusha-Alpecin), Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), Daniel McLay (Fortuneo-Oscaro), Pieter Vanspeybrouck (Wanty-Groupe Gobert), Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) nono e Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data). Solo 12° André Greipel (Lotto Soudal), anche quest’oggi lontano parente del Gorilla a cui siamo abituati.

Immutata la classifica generale, con Chris Froome (Team Sky) in maglia gialla con 18″ su Fabio Aru (Astana Pro Team) e 51″ su Romain Bardet (AG2R La Mondiale). Domani altra chance per le ruote veloci (o per meglio dire, possibilità per Kittel di arrivare a quota cinque) nella Eymet-Pau di 203.5 km.

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La vignetta di Pellegrini

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