L'esultanza polemica di Lars Boom al BinckBank Tour © Tim De Waele
L'esultanza polemica di Lars Boom al BinckBank Tour © Tim De Waele

Ieri pioggia, ma l’ombrello arriva oggi

BinckBank Tour, Lars Boom si prende tappa e maglia a Sittard Geleen. Bell’attacco nel finale (e un’esultanza particolare)

Non più tardi di due giorni fa, Lars Boom annunciava la sua totale assenza nella prossima stagione ciclocrossistica, affermando come l’aver gareggiato sul fango nell’inverno passato sia stato dannoso per la sua Campagna del Nord, non permettendogli di lottare ad armi pari con gli altri rivali. Non che, sinceramente, il prosieguo dell’annata 2017 dell’iridato di Treviso sia stato sufficiente: un secondo posto di tappa al Tour des Fjords, un quinto nella cronometro della Volta a Algarve e, per il resto, piazzamenti fuori dai primi 10. Fino ad oggi.

Sette in fuga, c’è anche Vakoc
Partenza e arrivo nel medesimo luogo, la limburghese Sittard Geleen, in un percorso di 164.9 km a cavallo del triplice confine belga-neerlandese-tedesco. La linea d’arrivo è situata nella medesima strada utilizzata dalla Hammer Series di inizio giugno, con la vittoria della neonata prova by Velon da parte del Team Sky.

Dopo il tentativo formato da Asselman, Brändle, Docker, Duyn, Insausti, van Emden e Würtz Schmidt, l’azione di giornata si forma attorno al km 25 di gara. Sette i protagonisti, ossia i belgi Piet Allegaert (Sport Vlaanderen-Baloise), Jenthe Biermans (Team Katusha-Alpecin) e Kevin Van Melsen (Wanty-Groupe Gobert), il lituano Gediminas Bagdonas (AG2R La Mondiale), l’australiano Michael Hepburn (Orica-Scott), l’olandese Elmar Reinders (Roompot-Nederlandse Loterij) e il ceco Petr Vakoc (Quick Step Floors).

Tante cadute e ritiri. Il gruppo si rompe, dietro rimane Küng
Il loro margine tocca 4’20” a metà gara, con il BMC Racing Team e soprattutto la Bora-Hansgrohe a tenere a bada i sette battistrada. Che, ai meno 65 km, possiedono ancora circa 3′ di margine. Proprio in questo frangente si registra una caduta che coinvolge diversi corridori; c’è chi, come Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), si rialza. E c’è chi, è il caso di Robert Wagner (Team Lotto NL-Jumbo), deve ritirarsi.

Poco più tardi finisce a terra anche Filippo Ganna; per il verbanese della UAE Team Emirates, andato a sbattere contro un paletto, il BinckBank Tour termina in questo modo. Ben altri otto corridori non concludono la prova: si tratta di Winner Anacona, Sander Cordeel, Arnaud Démare, Tony Gallopin, Tom Leezer, Jérémy Roy, Tom Stamsnijder e Guillaume Van Keirsbulck. In uno strappetto a circa 45 km dal termine il plotone si spezza in due tronconi; fra chi rimane dietro vi sono Lars Boom e, soprattutto, Stefan Küng. Il leader della classifica è particolarmente sfortunato perché fora, trovando aiuto nel compagno di squadra Michael Schär.

Si spezza il drappello di testa, Gougeard attacca. La BMC riporta dentro Küng
Resi edotti dell’assenza della maglia verde, nel gruppo principale si mettono a lavorare a tutta Lotto Soudal e Team Sunweb. Ai meno 30 km la situazione vede i sette al comando guidare con 40″ sul primo plotone, mentre il drappello, comunque folto, di Küng pedala a 1’05”. Il gap continua a diminuire e, ai meno 22.5 km, c’è lo scatto di Hepburn; il solo Vakoc risponde, mentre gli altri cinque fuggitivi si rialzano.

Con una ventina scarsi di secondi di margine, dal gruppo qualcuno prova a riportarsi sul duo; si tratta di Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), uno che su questi terreni si trova a suo agio. Giunge infine a compimento ai meno 19 km il ricongiungimento del gruppo Boom-Küng con quello principale; grande merito va a Manuel Quinziato e Nathan Van Hooydonck, spesisi a tutta per questo obiettivo.

Valgren e Wellens si muovono; sfortuna Van Aert. Bakelants seleziona il gruppo
Poco prima del Golden KM, quindi ai meno 16 km, all’inseguimento di Gougeard giungono due nomi di livello come Michael Valgren (Astana Pro Team) e Tim Wellens (Lotto Soudal); il neocomposto terzetto va a riprendere la coppia Hepburn-Vakoc ai meno 13 km. Il gruppo, ora tirato dalla Bora Hansgrohe, perde per foratura Wout Van Aert; il campione del mondo del ciclocross viene aiutato dall’esperto compagno di squadra Stijn Devolder, ma non riuscirà più a rientrare.

Anche perché, sul successivo strappetto, sia davanti che dietro non si rimane fermi. In fuga è Wellens che accelera, provocando la perdita di contatto del solo Hepburn. Dietro, invece, è l’AG2R La Mondiale che muove le acque con Jan Bakelants. Alla ruota del fiammingo si posiziona Sep Vanmarcke (Cannondale-Drapac) e, con loro, rimangono solo altri sette corridori, ossia Lars Boom (Team Lotto NL-Jumbo), Tom Dumoulin (Team Sunweb), Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), Peter Sagan (Bora Hansgrohe), Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), Jasha Sütterlin (Movistar Team) e Danny van Poppel (Team Sky).

Cade Benoot, in quattro cercano di rientrare
Il gruppo si fraziona in più gruppetti, sia nel tratto di salita che nella brevissima discesa, dove finisce a terra ai meno 12 km Tiesj Benoot (Lotto Soudal). Il drappello Sagan si riporta sui quattro battistrada superstiti ai meno 11.5 km; ed è proprio il campione del mondo che, con un’accelerazione, mette tutti in fila indiana. Un po’ d’ordine arriva dall’AG2R La Mondiale, che mette Gougeard a tirare a fondo.

Dietro non c’è organizzazione, con i corridori sparpagliati in più gruppetti. Stefan Küng si trova nel terzo, di fatto senza aiuto dal team. A bagnomaria pedalano quattro nomi di primissimo piano, fattisi sorprendere nel momento decisivo; si tratta di Philippe Gilbert (Quick Step Floors), André Greipel (Lotto Soudal), Jens Keukeleire (Orica Scott) e di Greg Van Avermaet (BMC Racing Team). Se questi collaborano, non altrettanto accade davanti dove, spostatosi l’esausto Gougeard, Sagan prova a staccare tutti su uno zampellotto, venendo prontamente stoppato da Wellens.

I quattro rientrano, davanti ci provano Bakelants e Stuyven
La ridotta unità di intenti fa sì che il quartetto inseguitore riesca a rientrare ai meno 5.5 km. Un particolare applauso va a Greipel che, in precedenza, si era speso tirando il plotone in funzione di Wellens. Questo all’indomani di un’intervista in cui il Gorilla dichiara di voler ripartire quasi da zero nella preparazione delle volate. La non collaborazione prosegue, favorendo così le azioni garibaldine: è il caso soprattutto di quella nata ai meno 4.9 km.

Protagonisti sono Bakelants e Stuyven, che se ne vanno via guadagnando alcune decine di metri sulla concorrenza. Il più impegnato a lavorare è, ancora una volta, Sagan; l’azione tutta fiamminga viene disinnescata soltanto ai meno 2.2 km, poco prima che parta un nuovo tentativo firmato Vanmarcke. Anche stavolta è Sagan che si impegna per chiudere sull’ex Lotto NL-Jumbo; ma in contropiede parte proprio chi, di Sep, ha preso il posto nel team olandese, vale a dire Lars Boom.

Boom parte e non lo prendono più. Esultanza polemica (con tanto di sanzione)
L’ex campione nazionale allunga ai meno 1700 metri e mostra subito intenzioni bellicose; dietro, ormai lo si è capito, non c’è voglia di organizzarsi. E così il crossista (o forse dovremmo dire ex?) passa sotto l’arco dell’ultimo km con 8″ di vantaggio. Quanto basta per affrontare le ampie curve che lo portano sulla linea del traguardo senza troppi patemi, permettendogli di iniziare ad esultare alcuni metri prima dell’arrivo.

E l’esultanza del trentunenne, al primo centro stagionale, è tutta particolare. Si rende infatti protagonista di un gesto dell’ombrello che tanto ricorda Pavel Tonkov a Sarnonico nel 2004 e Stefano Pirazzi a Vittorio Veneto nel 2014, in entrambi i casi al Giro. Per Boom, nel dopotappa, scatta la multa di 880 €.

Sagan secondo, Boom nuovo leader
Il gruppo arriva a soli 3″, venendo regolato da Peter Sagan su Greg Van Avermaet. A seguire, tutti con il medesimo ritardo, Naesen, Stuyven, Gilbert, Vanmarcke, Wellens, van Poppel, Sütterlin, Dumoulin, Greipel, Bakelants, Vakoc, Keukeleire e Valgren. Il gruppo con Küng giunge a 46″ con Dylan Groenewegen (Team Lotto NL-Jumbo) che ha la meglio su Elia Viviani (Team Sky), alle prese anche con lo sgancio di un pedale durante la volata. Di 55″ il ritardo di Wout Van Aert.

Con il successo, Boom balza in vetta alla graduatoria con 2″ su Sagan, 3″ su Küng, 8″ su Dumoulin e 19″ su Wellens. Domani importante appuntamento: nella Riemst-Houffalize di 203.7 km verranno affrontati diversi strappetti propri del territorio vallone. Gara combattuta, quindi. E probabile nuovo episodio di tutti contro Sagan.

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