Lars Van der Haar vince a Ronse © Belga
Lars Van der Haar vince a Ronse © Belga

Van der Haar balla sulla rivalità tra WVA e MVDP

Van Aert e Van der Poel si marcano sin troppo, Lars ne approfitta e vince il GP Mario de Clercq a Ronse, prima tappa del DVV Trofee 2017-2018

Finché in una disciplina c’è un dominatore di gran lunga superiore ai suoi avversari, i risultati sono abbastanza scontati. Ma basta che un rivale salga di condizione e ne vada a mettere in discussione la supremazia, ecco che tutto cambia, e possono venir fuori risultati anche sorprendenti. Quanti oggi avrebbero puntato su un nome diverso da Mathieu Van der Poel o Wout Van Aert, in sede di pronostico del GP Mario De Clercq, prima prova del DVV Trofee 2017-2018? E invece a Ronse è venuto fuori proprio un altro nome, quello di Lars Van der Haar.

Il corridore della Telenet-Fidea ha giocato benissimo la carta che aveva a disposizione, un attacco geniale nella sua perfezione, esattamente alla fine del terz’ultimo giro. Certo, per arrivare sin lì coi due dei del cross, Larsino ha dovuto avere una gran gamba. Il che amplifica la risonanza generale della sua prestazione odierna. Loro, MVDP e WVA, ci hanno messo il tatticismo esasperato della penultima tornata, passata a marcarsi ad andatura ridotta, cosa che ha permesso a Van der Haar di mettere in magazzino il mezzo minuto utile per vincere.

Un esito che qualche strascico nel rapporto – fin qui correttissimo – tra i due rischia di lasciarlo. A fine gara infatti Van Aert si è apertamente lamentato: “È stata una situazione stupida, ma se con me c’è quello che fin qui ha vinto tutte le gare, non penso tocchi a me tirare per chiudere sul fuggitivo”. Van der Poel dal canto suo si è limitato a dire “Speravo che fosse Wout a reagire all’azione di Lars”. Seguiranno sviluppi, c’è da scommetterci.

 

Gara scorrevole ed equilibrata
GP Mario De Clercq a Ronse, quindi. Giornata di sole (la pioggia continua a evitare come la peste il cross di vertice, da un po’ di tempo), terreno non pesante, quindi gara scorrevole e box rimasti praticamente inoperosi per tutto il pomeriggio, visto che di cambi bici non se ne sono visti.

Lars Van der Haar ha subito fatto capire di essere in giornata discreta, forzando in apertura, quindi entrando in un quartetto con Daan Soete (molto attivo nei primi giri), Michael Vanthourenhout e Wout Van Aert. Mathieu Van der Poel ha lasciato nell’occasione un buco di 5″, ma poi l’ha chiuso con tre pedalate nel secondo giro. In questa tornata lo sprint con abbuoni ha premiato Vanthourenhout (15″) su Soete (10″) e Van der Haar (5″).

A fine giro è venuto fuori Laurens Sweeck, che ha forzato a più riprese nel terzo giro, fatto che ha permesso una prima selezione del gruppo. Nell’occasione, con Sweeck son sempre rimasti davanti Van der Haar, Van der Poel, Van Aert e Toon Aerts. Comunque anche in questo caso la seconda parte di circuito, più scorrevole della prima, ha permesso un ricongiungimento generale a fine giro.

 

Van Aert-Van der Poel, duello all’arma bianca
Già al quarto dei nove giri Wout Van Aert ha deciso che era il caso di sondare il terreno, e ha proposto un paio di bei forcing, di cui uno sul tratto in pavé che caratterizzava la parte finale del circuito. Proprio qui il Campione del Mondo ha preso margine, e con lui ha resistito solo un altro corridore: inutile dire chi…

WVA e MVDP hanno proceduto insieme per tutto il quinto giro, suonandosele per bene. Nel senso che Wout tentava di affondare il colpo, e Mathieu parava tutto. Anche dopo una mezza scivolata in discesa, l’olandese ha saputo chiudere il gap che si era creato. A fine giro, sulla rampona più dura, Aerts è rientrato sui due approfittando di un rallentamento; dietro si segnalava un problema al cambio per Sweeck, di fatto rimasto fuori dai giochi.

Il sesto giro ha visto un nuovo riappallamento, con Vanthourenhout, Van der Haar e Pauwels rientrati sui tre di testa. Ma un nuovo attacco di Van Aert (sulla rampona) ha rimesso le cose a posto, e anche stavolta a rispondere è stato Van der Poel, il quale però ha sbagliato la curva di ingresso sul pavé, permettendo al Rollingstone di Herentals di transitare al traguardo con un paio di secondi di margine. Tutto da scrivere il finale, in ogni caso.

Tutto da scrivere perché al settimo giro abbiamo assistito all’attacco totale di Van der Poel. Mathieu era appena rientrato su Van Aert insieme a Van der Haar, bravo a emergere dal gruppetto dietro. E senza perder tempo ha dato una zappata notevole sotto l’arco dello sprint bonus, per poi fare un numero di frequenza e potenza scalando a piedi la rampona.

Ma di lì a pochi secondi avremmo assistito a un altro numero, un vero capolavoro di Van Aert che sul tratto in pavé ha chiuso con una progressione impressionante, rimettendo la palla a centrocampo. Van der Haar, bravo ad accodarsi non appena i due davanti hanno rallentato dopo il ricongiungimento, ha capito di avere per le mani l’occasione del mese.

 

La genialata di Van der Haar
“Se parto secco, chi di loro si spenderà più dell’altro per inseguirmi?”, ragionamento efficace su un percorso filante come quello odierno, percorso in cui la scia faceva la sua parte: per dire, quando al quarto giro Van Aert e Van der Poel erano in testa da soli, il belga (che stava tirando) ha chiesto visibilmente (col gomito) un cambio all’olandese. Scena che nel cross non è così usuale.

Insomma, Larsino è scattato benissimo a pochi metri dal penultimo passaggio, e all’inizio dell’ottavo giro ha preso subito un margine non banale. In più Van der Poel, scivolato su una chicane, ha rallentato pure Van Aert che era dietro, e ciò ha permesso a Van der Haar qualche altro secondino di guadagno. Al punto che, senza quasi che ce ne rendessimo conto, il corridore della Telenet-Fidea aveva già 15-20″ di vantaggio.

Ora, chi si mette a tirare per chi? Ovviamente non Wout per Mathieu, e non Mathieu per Wout. Sicché i due rivali, procedenti ad andatura ridotta, sono stati raggiunti da quelli dietro, ma ciò non ha cambiato lo spartito, perché prima Aerts sulla rampona, poi Vanthourenhout sul pavé hanno provato ad allungare, ma non hanno trovato spazio.

Il risultato è stato che all’ultimo passaggio Van der Haar è passato con 33″ di vantaggio sul quintetto formato da MVDP, WVA, Pauwels, Aerts e Vanthourenhout. Poi nel giro finale quest’ultimo è saltato, staccandosi dagli altri quattro che sono andati così a giocarsi il podio.

I due gradini più bassi, s’intende, perché su quello più alto si sarebbe stagliato Lars Van der Haar, arrivato senza più problemi al traguardo, tagliato con un’esultanza assai vibrante. Alle sue spalle Van Aert ha tentato un ultimo assalto per provare a staccare Van der Poel, scattando sul pavé; ma l’olandese l’ha ripreso e nella volata l’ha battuto, prendendosi il secondo posto a 20″ dal vincitore. Van Aert terzo a 21″, poi nell’ordine d’arrivo troviamo Pauwels a 22″, Aerts a 24″, Michael Vanthourenhout a 47″, Jens Adams a 1’01”, Dieter Vanthourenhout a 1’23”, Sweeck a 1’31” e Corné Van Kessel a 1’38”.

La classifica del DVV Trofee, comprensiva degli abbuoni dello sprint del secondo giro, vede Van der Haar al comando con 25″ su Van der Poel, 26″ su Van Aert, 27″ su Pauwels, 29″ su Aerts, 37″ su Michael Vanthourenhout, 1’06” su Adams, 1’28” su Dieter Vanthourenhout, 1’36” su Sweeck e 1’43” su Van Kessel. Il DVV Trofee torna a novembre, con il Koppenbergcross in programma il 1°, e il Flandriencross il 26. Domenica prossima invece il menu belga ripropone il Superprestige, seconda tappa a Zonhoven.

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