Alberto Bettiol in maglia Cannondale © AFP - Lionel Bonaventure
Alberto Bettiol in maglia Cannondale © AFP - Lionel Bonaventure

Zero in casella: 10 corridori senza vittorie

Da Benoot a Bettiol, da Benedetti a Bystrøm: giovani e decani nell’elenco di chi non ha ancora vinto tra gli élite

La stagione ciclistica 2018 si appresta nelle prossime settimane a entrare nel vivo, con il gruppo che affronta le prime corse in Europa dopo aver iniziato a darsi battaglia in tutti gli altri continenti. C’è chi ha già esultato, chi si è dovuto accontentare di piazzamenti, chi ha vissuto i primi ritiri e le prime cadute, chi cerca visibilità attraverso le fughe e chi è ancora all’inseguimento del primo successo in carriera. Andiamo a vedere quali sono i 10 nomi di spicco fra i corridori professionisti che non sono ancora riusciti a imporsi a livello individuale in alcuna gara del calendario UCI.

Di tale lista non fanno parte quanti hanno appena iniziato la carriera tra i grandi. È il caso di due vice campioni del mondo under 23, vale a dire Simone Consonni e Lennard Kamna, piuttosto che il compagno di squadra di quest’ultimo Chris Hamilton oppure prospetti interessanti per corse a tappe e classiche vallonate come Michal Schlegel, Edward Ravasi e Richard Carapaz o chi, come Piet Allegaert e Jenthe Biermans ha la Roubaix e in generale le classiche nel nord nel mirino.

Altri corridori ancora a quota zero nei successi in carriera sono sono tra gli altri Scott Thwaites, Pieter Serry, Salvatore Puccio, Maarten Wynants, Pawel Poljanski, Mickaël Cherel, Cyril LemoineLaurens De Vreese, i fratelli d’arte Antonio Nibali e Rayane Bouhanni, e tra i più giovani Matvey Mamykin, Laurens De Plus, Julen Amezqueta, Lorenzo Rota, Simone Petilli, Nils Politt e Rubén Fernández: qualcuno tra questi nel 2018, riuscirà a cancellare lo zero dalla voce vittorie?

Tiesj Benoot
Il suo è un fucile caldo, ma che fino a oggi ha sparato a salve. Il polivalente belga classe ’94 è sicuramente il nome più interessante di questa lista. Non è fermo allo sprint, va forte sulle pietre (5° al suo primo Fiandre a soli 21 anni) e si difende sulle côte, non disdegna l’idea di poter fare classifica nelle corse a tappe (20° al Tour 2017, sua prima e fin’ora unica partecipazione in un grande giro, oltre ad aver ottenuto diversi piazzamenti nelle corse a tappe più brevi), ed è corridore che puoi trovare all’attacco su tutti i terreni. Al quarto anno da professionista, per il portacolori della Lotto Soudal è giunto il momento di asciugare le polveri e centrare il primo bersaglio.

Alberto Bettiol
È uno dei più importanti prodotti del vivaio ciclistico italiano degli ultimi anni. Salito di colpi in maniera netta dalla seconda parte di 2016, ancora non è stato capace di cogliere un successo nonostante le qualità da classicomane e cacciatore di tappe a tutto tondo: spunto veloce, resistenza sugli strappi e attitudine sulle pietre del nord. Dopo un ottimo 2017 che lo ha visto anche ricoprire un compito di rilievo con la Nazionale al mondiale di Bergen, il passaggio alla BMC gli darà la possibilità di migliorare ulteriormente e di andare alla ricerca del successo studiando da Greg Van Avermaet, uno dei migliori interpreti delle corse di un giorno.

Carlos Verona
A soli 21 anni vestiva già una delle casacche più prestigiose del circuito World Tour, quella della Quick Step Floors. Il passista scalatore spagnolo classe ’92, dopo essere stato una speranza del ciclismo iberico per le corse a tappe e le classiche vallonate, negli anni si è sempre più specializzato come uomo squadra, accantonando le velleità personali in nome dei successi dei suoi capitani. Prima o poi il portacolori dell’australiana Mitchelton-Scott potrebbe comunque trovare la giornata giusta: l’età è dalla sua e le qualità per cercare di togliersi qualche soddisfazione personale non gli fanno difetto.

Koen De Kort
L’olandese classe ’82 da giovane vinse una Parigi-Roubaix Espoirs. Specialista del pavè, proprio nelle corse del nord ha saputo ottenre i risultati migliori della carriera anche tra i grandi. Al quattordicesimo anno da professionista, per il pretoriano di Degenkolb si fa sempre più difficile la possibilità di conquistare il primo successo tra gli élite. Il ché è paradossale per un ragazzo sposato con una ”podium girl”. Il fascino del ciclismo è però quello di poter regalare sorprese di ogni genere: Mathew Hayman, vincitore nel 2016 a 38 anni proprio della corsa dei sogni del portacolori della Trek-Segafredo, insegna.

Sebastián Henao
Colombiano nato nel 1993, ha meno talento del cugino Sergio Luis, suo compagno nel Team Sky. Nel 2014 arriva in Europa mostrandosi al grande pubblico con il 22° posto finale al suo primo Giro d’Italia. La sua crescita però è frenata nelle stagioni successive dove finisce per ritagliarsi uno spazio principalmente come uomo d’appoggio in salita. Difficilmente a breve termine lo vedremo vincente in qualche corsa, imbrigliato in compiti di gregariato con il Team Sky, ma in futuro, magari cambiando squadra, potrebbe mettersi in proprio mirando a successi parziali nelle corse a tappe laddove la strada si fa più impegnativa.

Sven Erik Bystrøm
Da quando è stato istituito il mondiale under 23 (1996) sono solo due i corridori capaci di fregiarsi dell’iride e che non hanno mai ottenuto nessun successo tra i professionisti. Uno di questi è Sven Erik Bystrøm, vincitore della prova in linea a Ponferrada nel 2014. Il norvegese dal suo passaggio nel World Tour è sempre stato spalla fedele in corsa e in allenamento del connazionale Kristoff, entrambi quest’anno in forza alla UAE Team Emirates. Molti si sarebbero aspettati da lui un’altro inizio di carriera, ma c’è da scommettere che per il ventiseienne rouleur norvegese, la prima affermazione non tarderà ad arrivare già in questo 2018.

Ivan Rovny
Tra i vari over 30 a secco di successi spicca il nome del russo classe ’87. Passato da pistard, negli anni ha affinato una buona tenuta nelle corse in linea più impegnative e nelle tappe di salita dei grandi giri, senza però mai trovare l’ attitudine necessaria a poter lottare per traguardi importanti. In maglia Tinkoff sono stati tanti i piazzamenti in semiclassiche sparse per il mondo, ma zero le vittorie. Al secondo anno in forza alla Gazprom, dove è uno dei leader, dovrà cercare di sfruttare qualche corsa minore o del calendario italiano, dove sovente il sodalizio russo ha ben figurato e riuscire così finalmente a trovare il feeling fino ad oggi mancato con il successo.

Cesare Benedetti
Tanto importante come uomo squadra e diventato famoso per la sua indole da attaccante e faticatore, quanto avulso alla vittoria. Il quasi trentunenne corridore trentino, che alla Bora Hansgrohe veste i panni dell’angelo custode, si è ritagliato una storia ciclistica importante pur non avendo mai avuto feeling con alcun tipo di successo personale. La vittoria del capitano è la sua gloria, ma nel 2018 spera di poter finalmente cogliere quell’affermazione che coronerebbe una carriera che grazie alla sua generosità ha saputo fino ad oggi regalargli tanta visibilità e affetto da parte di tifosi e compagni di squadra.

Hubert Dupont
È uno dei veterani del ciclismo internazionale. Il classe ’80 dell’AG2R La Mondiale trionfò, prima dell’approdo nel mondo dei pro’, in una tappa di montagna al Giro Baby del 2004, lasciandosi alle spalle il vincitore della generale Marzano oltre a Deignan e Pozzovivo. Ad oggi, al suo quattordicesimo anno da professionista (13 dei quali vissuti con il sodalizio savoiardo) non è ancora mai riuscito a imporsi su alcun traguardo pur dimostrando qualità da scalatore che gli hanno permesso di concludere tra l’undicesima e la venticinquesima posizione la bellezza di 7 Giri, 1 Tour e 1 Vuelta. Lieto fine sarebbe, prima della conclusione della carriera, vederlo finalmente alzare le braccia al traguardo, in segno di vittoria.

Ian Boswell
Ex prodotto di qualità del ciclismo a stelle e strisce cambia squadra passando dal Team Sky alla Katusha Alpecin. Con l’armata rossocrociata avrà la chance della vita, quella mai ottenuta con la squadra britannica che gli ha dato sì la possibilità di correre nel World Tour, ma sempre per prendere vento in faccia lontano dal traguardo. Le sue occasioni per la verità le ha avute nelle corse di casa dove però, con poca abitudine a correre per la vittoria, non è mai riuscito a cancellare il vistoso 0 dalla voce successi. Abile sia nelle corse vallonate che nelle corse a tappe, potrebbe diventare un importante alternativa a Zakarin e Spilak, con la possibilità di ottenere il tanto agognato primo successo in carriera.

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