Elia Viviani è senza dubbio un dei grandi protagonisti della partenza del Giro in Israele © Fabio Ferrari/LaPresse
Elia Viviani è senza dubbio un dei grandi protagonisti della partenza del Giro in Israele © Fabio Ferrari/LaPresse

Dumoulin e Viviani partono col piede giusto

Giro d’Italia, un mini bilancio delle prime tre tappe tra chi lascia Israele soddisfatto e chi invece deve già rincorrere

Dopo sole tre tappe e meno di 500 chilometri percorsi è ovviamente troppo presto per esprimere sentenze sull’andamento di questo Giro d’Italia, ma in questo avvio di gare in terra d’Israele si sono già viste alcune prestazione interessanti e anche che invece devono essere dimenticate al più presto dai loro protagonisti. In questo primo giorno di riposo della centounesima edizione della corsa rosa vogliamo quindi fare un primo piccolo bilancio cercando di capire chi ha concluso di attivo la trasferta israeliana e chi invece per il momento non ha proprio convinto.

CHI SALE

Tom Dumoulin (Team Sunweb)
Una vittoria di tappa, un giorno in maglia rosa, 2° posto in classifica a 1″
Il tentativo di difesa del titolo conquistato un anno fa è iniziato bene per Tom Dumoulin che ha subito vinto la cronometro di Gerusalemme guadagnando terreno su tutti gli avversari, su alcuni anche più del previsto. Per una squadra non attrezzatissima come la Sunweb avere la maglia rosa fin dall’inizio poteva essere un problema, ma a questo ci ha pensato la BMC che ha tolto un po’ di responsabilità ai bianconeri: per Dumoulin e compagni questo inizio di Giro si riassume molto velocemente, massimo risultato e minimo sforzo.

Elia Viviani (Quick-Step Floors)
Due vittorie di tappa, indossa la maglia ciclamino
Sulla carta era il velocista più forte tra quelli in gara a questo Giro d’Italia e quello con la squadra più attrazzata per i finali di tappa: Elia Viviani ha confermato tutto anche sulla strada con due volate magistrali a Tel Aviv ed Eilat che hanno lasciato l’impressione che se lui o la sua squadra non faranno errori clamorosi, per gli avversari sarà incredibilmente difficile togliersi soddisfazioni nei prossimi sprint. In questa prima giornate ha sprintato anche ai traguardi volanti per accumulare più punti possibili per la maglia ciclamino: è il suo momento.

Rohan Dennis (BMC Racing Team)
Indossa la maglia rosa
La vittoria nella prima cronometro era sfumata per soli 2″ ed a quel punto tutti si sarebbero aspettati che la classifica fosse rimasta sostanzialmente congelata fino allo sbarco in Sicilia: invece nella seconda la BMC e Rohan Dennis sono andati a prendersi la maglia rosa con grande determinazione e domani saranno loro a portarla in gruppo nella prima tappa italiana del Giro d’Italia 2018. Un buon inizio, ma adesso per Dennis inizia il vero test di resistenza sulle tre settimane.

Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida)
9° in classifica a 28″
Una cronometro e una tappa caratterizzata dal vento forte potevano rappresentare un ostacolo quasi insormontabile per un corridore dalle caratteristiche di Domenico Pozzovivo che invece troviamo ora addirittura tra i migliori dieci della classifica. Anche la squadra si è mossa bene in sua protezione, ma con il passare delle tappe la sfortunata assenza di Kanstantsin Siutsou potrebbe farsi sentire.

Simon Yates (Mitchelton-Scott)
6° in classifica a 21″
Tolto Tom Dumoulin, tra i potenziali uomini di classifica Simon Yates è il meglio messo nella generale. Per il britannico una cronometro superiore alle attese che ha portato in dote diversi secondo di vantaggio su quasi tutti i rivali, ma soprattutto tanta fiducia in vista delle prime tappe decisive.

CHI SCENDE

Chris Froome (Team Sky)
19° in classifica a 38″
Inizio di Giro d’Italia da incubo per Chris Froome che non si sottrae alla sorte della maledizione che puntualmente colpisce i capitani del Team Sky in occasione della corsa rosa: una caduta durante la ricognizione della cronometro di Gerusalemme gli ha lasciato qualche ammaccatura di poco conto, ma soprattutto un po’ di insicurezze che poi in corsa si sono viste. Di sicuro il britannico non pensava di rientrare in Italia con un simile distacco da Tom Dumoulin e dietro anche a Yates, Pozzovivo e Pinot: magari in questa situazione potremo ritrovare il Froome dominante in salita che nelle ultime due stagioni non si è mai visto.

Fabio Aru (UAE Team Emirates)
34° in classifica a 51″
Che Fabio Aru perdesse qualcosa nella prima cronometro del Giro d’Italia era dato per scontato da tutti gli addetti ai lavori e anche lui stesso puntava soprattutto a limitare i danni quel giorno: ovviamente per il sardo della UAE nulla è compromesso, ma il distacco patito da Tom Dumoulin è stato maggiore rispetto a quanto fosse preventivabile. La condizione fisica potrebbe migliorare nel corso del Giro, ma se ora non è ancora al top dovrà stare molto attento nelle prossime tappe.

Sam Bennett (Bora-Hansgrohe)
Due terzi posti di tappa
Se Elia Viviani era indicato come il numero 1 per le volate, Sam Bennett era senza dubbio il suo rivale più accreditato almeno come punta massima di velocità: l’irlandese della Bora-Hansgrohe per il momento non è riuscito ad avvicinare minimamente l’italiano e, nonostante due terzi posti di tappa, si è fatto notare quasi esclusivamente per una volata decisamente al limite del regolamento sul traguardo di Eilat con diversi cambi di direzione per cui è stato comunque graziato alla giuria.

Andrea Guardini (Bardiani-CSF)
Nessuna volata disputata
Trasferta in Israele assolutamente da dimenticare per Andrea Guardini che è tornato al Giro d’Italia dopo l’unica precedente partecipazione datata 2012. Il velocista veronese della Bardiani-CSF si è trovato di fronte due tappe senza difficoltà altimetriche e quindi molto adatte alle sue caratteristiche, eppure non è neanche riuscito a disputare le due volate che erano forse le due occasioni più ghiotte di tutto il Giro. Guardini deve cercare di ritrovarsi in vista del prossimo sprint, ma prima dovrà superare le salite siciliane.

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