Toms Skujins conquista la tappa di Laguna Seca © Tour of California
Toms Skujins conquista la tappa di Laguna Seca © Tour of California

Tour of California, a Laguna Seca sfreccia il lettone Skujins

La terza giornata dell’Amgen Tour of California 2018 è la più lunga tra quelle in programma: 197 km da King City a Laguna Seca, nella parte centrale dello stato. Anche oggi è la fuga è partita immediatamente dopo il via: a comporla gli statunitensi Robin Carpenter e Evan Huffman della Rally Cycling e il giovane Ian Garrison della Hagens Berman Axeon. Su di loro hanno cercato di rientrare, vanamente, Rubén Companioni (Holowesko Citadel), Logan Owen (Team EF Education First-Drapac) e Tanner Putt (UnitedHealthcare).

Il margine massimo del trio, di 4’10”, è stato toccato attorno al km 90. Sulla salita di East Carmel Valley, a 55 km dall’arrivo, dal gruppo attacca Lawson Craddock (Team EF Education First-Drapac) mentre davanti Carpenter non resiste: allo scollinamento Garrison e Huffman passano con 55″ su Carpenter, 1’25” su Craddock e 3′ al gruppo.

Anche Huffman è costretto a lasciare la testa, ma a causa di un problema meccanico: l’ex Astana riesce a rientrare dopo diversi km di inseguimento. Prima Carpenter e quindi Craddock vengono riassorbiti dal gruppo dal quale, ai meno 30 km, partono il già citato Logan Owen e Toms Skujins (Trek-Segafredo), che si riportano al comando verso i meno 25 km.

Il neocostituito quartetto diventa subito terzetto perché Huffman non ce la fa più: Garrison, Owen e Skujins entrano negli ultimi 15 km con soli 30″ sul gruppo, giusto alle pendici dei 5.4 km al 5.7% di Laureles Grade. Skujins saluta la compagnia, cerando di prolungare l’avventura: dal plotone si lanciano al contrattacco Sean Bennett (Hagens Berman Axeon), Alex Howes (Team EF Education First-Drapac) e Lachlan Morton (Team Dimension Data), quest’ultimo iniziatore dell’azione ma, ahilui, anche il primo a sfilarsi.

Skujins viene ripieno da Bennett e Howes ai meno 12.3 km; cerca di rientrare anche Anass Ait el Abdia (UAE Team Emirates), ma il marocchino non ce la fa per poco. Ai meno 11.5 km scatta Bennett: Skujins resta con lui, Howes invece no e viene ripreso dal gruppo al pari di Ait el Abdia. Il plotone viene tirato da Pawel Poljanski (Bora Hansgrohe) ma il ritmo del polacco non riesce a far vittime fra i velocisti, tutti bravi a resistere.

Allo scollinamento (km 188.5) la coppia transita con 20″ sul plotone. Un velocista che si stacca suo malgrado in discesa è Fernando Gaviria: il colombiano della Quick Step Floors fora e non rientra più. Si giunge così sullo strappetto che porta al circuito di Laguna Seca: i due di testa continuano molto bene l’azione mentre il gruppo si fa più vicino a causa dell’attacco di Antwan Tolhoek (Team LottoNL-Jumbo), subito stoppato dal Team Sky.

I battistrada entrano nel circuito con una dozzina di secondi di margine, data anche la nulla collaborazione dietro e la stretta marcatura su Sagan. Proprio sul culmine della salita verso il celeberrimo cavatappi Skujins stacca uno stremato Bennett: è l’azione decisiva, perché negli 800 metri rimanenti fra discesa e salita il lettone se ne va, andando a conquistare la terza affermazione carriera nella corsa californiana, sua terra d’elezione.

Dietro l’alfiere della Trek-Segafredo, che esulta come per lui abituale in maniera alquanto vistosa e bizzarra, giunge secondo a 3″ un ottimo Sean Bennett, che sarà gran protagonista al Giro d’Italia under 23. Quel che resta del gruppo, ossia una trentina di elementi, giunge a 8″ e viene regolato da Caleb Ewan (Mitchelton-Scott). Completano la top ten Peter Sagan (Bora Hansgrohe), Egan Bernal (Team Sky), Adam Yates (Mitchelton-Scott), Alex Howes (Team EF Education First-Drapac), Tom Jelte Slagter (Team Dimension Data), Brent Bookwalter (BMC Racing Team) e Will Barta (Hagens Berman Axeon).

Classifica invariata con Egan Bernal sempre in maglia gialla con 25″ su Rafal Majka (Bora Hansgrohe) e 31″ su Adam Yates. Domani la tappa forse decisiva della settimana statunitense, la lunga cronometro di 34.7 km a San Jose, adatta agli specialisti della disciplina e senza grosse difficoltà altimetriche.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile