I corridori del Kinan Team al Tour de Siak © Syunsuke Fukumitsu
I corridori del Kinan Team al Tour de Siak © Syunsuke Fukumitsu

Tour de Siak, l’inquinamento derivante dai roghi nelle foreste fa accorciare la prima tappa

Una delle piaghe della contemporaneità, di cui si parla troppo poco, è la distruzione delle foreste. In questo periodo sta quantomeno aumentando la presa di coscienza, rimanendo sempre in attesa di risposte concrete, del disastro che si sta compiendo in Amazzonia. Tra le zone interessate dal problema vi è anche il Sudest asiatico, in particolar modo l’Indonesia.

E proprio nel popoloso stato composto da una moltitudine di isole oggi ha preso il via il Tour de Siak, prova di quattro giorni che si svolge nell’isola di Sumatra. La frazione originaria di 128 km non si è potuta però disputare ed è stata ridotta a soli 59.1 km per colpa, tornando al tema di apertura, degli incendi dolosi alle foreste della zona, con la volontà di sfruttare i terreni così liberi per le più redditizie piantagioni.

L’aria, infatti, era decisamente irrespirabile e molti corridori hanno gareggiato con le mascherine. E come testimonia nel tweet sottostante lo spagnolo Edgar Nieto, che alla prova partecipa, non c’è neppure presente il commissario UCI dato che quello incaricato aveva già dichiarato la propria opposizione la fatto che la gara prendesse il via in simili condizioni.

Giusto per la cronaca, a conquistare la tappa è stato il malese Nur Amirul Mazuki (Terengganu Cycling Team) in una volata a sette superando Mohammad Ganjkhanlou (Foolad Mobarakeh Sepahan), Stephan Bakker (Global Cycling Team), Loïc Desriac, Salvador Guardiola (Kinan Cycling Team), Genki Yamamoto (Kinan Cycling Team) e Joel Carcueva (Team Go For Gold).

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