Pikulik squalificata 18 mesi per tre violazioni di reperibilità: la squalifica è già scontata
L'ITA ha reso noto il caso della ciclista polacca, medaglia d'argento olimpica nell'omnium a Parigi 2024, quattro mesi dopo la fine della sospensione

Daria Pikulik ha scontato una squalifica di 18 mesi per tre violazioni delle norme sulla reperibilità antidoping (l'obbligo per gli atleti di comunicare la propria posizione per rendersi disponibili ai controlli a sorpresa). Lo ha comunicato l'ITA (International Testing Agency), l'organismo indipendente responsabile del programma antidoping dell'UCI, con un annuncio arrivato quattro mesi dopo la scadenza della sospensione stessa. La ciclista polacca di 29 anni, medaglia d'argento nell'omnium ai Giochi di Parigi 2024, ha accettato la sanzione. Il periodo di squalifica copre dal 9 dicembre 2024 all'8 giugno 2026. In questo arco di tempo Pikulik ha perso tutti i risultati e i premi conseguiti.
Tre mancanze in dodici mesi, tra il 2023 e il 2024
L'ITA non ha precisato nel proprio comunicato le date delle tre infrazioni. È stata Pikulik stessa, attraverso una dichiarazione su Instagram, a ricostruire la cronologia.
I primi due episodi risalgono a settembre e ottobre 2023. Il terzo a settembre 2024. Ecco quanto ha scritto Pikulik:
"Molte domande richiedono una risposta e devo affrontarle. Vorrei spiegare perché non mi avete vista alle gare da marzo. Sono stata sospesa per non essermi presentata a tre controlli antidoping.
È successo due volte a settembre 2023 e ottobre 2023. Essendo consapevole della gravità della situazione, ho cercato di aggiornare regolarmente i miei dati sulla reperibilità (whereabouts) nel sistema, ma a causa di una mia svista e di un carico di impegni decisamente maggiore, a settembre 2024 è accaduto per la terza volta.
Ho trascorso gli ultimi due anni cercando di difendere la mia reputazione. Alla fine, a marzo 2026, il TAS (CAS) ha emesso la sentenza senza comminare sanzioni aggiuntive, ritenendomi però responsabile della mancata effettuazione del controllo.
A settembre sono stata definitivamente sospesa per il periodo da dicembre 2024 a giugno 2026. È stato un periodo terribilmente difficile per me e per le persone a me più vicine. La mia intenzione non è mai stata quella di violare le norme antidoping.
Nel corso di tutta la mia carriera ho sostenuto decine di controlli antidoping senza alcun problema.
Tuttavia, devo accettare quanto accaduto e lasciarmelo alle spalle. Chiedo scusa a tutti coloro che ho deluso e ringrazio chiunque mi sia stato vicino durante questo periodo.
Secondo la sua ricostruzione, il caso si è quindi trascinato per oltre due anni. Nel marzo 2026 il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) ha emesso una sentenza che, pur dichiarandola colpevole di aver mancato un controllo antidoping, non ha aggiunto sanzioni ulteriori rispetto alla squalifica già in corso.
Intervento chirurgico e difficoltà personali nel periodo della squalifica
Nel marzo 2025, durante la sospensione, Pikulik è stata operata per una lesione mal cicatrizzata riportata prima dei Giochi olimpici. Nella stessa dichiarazione ha accennato a un ulteriore periodo difficile: "Da ottobre sto lottando non solo con problemi fisici ma anche con la depressione", senza aggiungere altri dettagli.
