Giro d'Italia 2027: spunta una cronoscalata in Abruzzo
Continua a comporsi il percorso della Corsa Rosa, che si arricchisce di una cronometro prevalentemente in salita verso Campo di Giove e degli arrivi in quota a Monte Livata e Madonna di Campiglio
Pochissimi giorni fa avevamo aperto le danze per la caccia allo spoiler del Giro d'Italia 2027 ed è già il momento di ampliare il repertorio sfruttando le ultime notizie, a partire da quello uscite sulla carta stampata di questa mattina. Con l'anticipazione uscita su Il Centro a cura di Enrico Giancarli in merito alle tappe abruzzesi, si può definitivamente pensare ad uno schema lineare con una discesa sul versante adriatico fino a Napoli, per poi tornare a nord attraverso le regioni tirreniche. Restano a questo punto solo pochi tasselli da riempire e cercheremo di farlo anche nelle prossime righe. Parleremo però anche dell'ultima settimana: Luca Franchini ha confermato su L'Adige le nostre sensazioni per l'inserimento di Madonna di Campiglio sul percorso, che si va ad incastrare con la partenza da Chiari, all'indomani della tappa valtellinese.
Tanto Abruzzo per il primo scossone
La presenza di ben tre frazioni nel territorio abruzzese forza le maglie dello schema delle tappe e rende quasi obbligata la ricostruzione del resto del tracciato. A meno che non si mettano in conto trasferimenti impossibili, Napoli non potrà essere al più tardi di sabato, come traguardo dell'8a tappa, dunque a ritroso c'è giusto lo spazio per un paio di frazioni per arrivare da Pordenone al confine tra Marche ed Abruzzo. La 5a o la 6a tappa sarebbe appunto la prima tutta abruzzese, con partenza dalla Val Vibrata - la località esatta è ancora ignota - alla volta di Lanciano, che potrebbe essere per velocisti resistenti o qualcosa di più, visto che il traguardo necessariamente non sarà in pianura. All'indomani il primo spauracchio del Giro sarà rappresentato da una cronometro quasi tutta all'insù: il confronto tra RCS e la Regione avrebbe lasciato sul piatto più alternative, privilegiando come prima scelta un tracciato tra Sulmona e Campo di Giove, che sarebbe sì in salita, ma con pendenze agevoli che non finirebbero per favorire più di tanto gli scalatori: per intenderci rimarrebbe un invito a Remco Evenepoel. In alternativa Roccaraso e Passo Lanciano sarebbero pronte a subentrare come località per quella che a quel punto sarebbe più propriamente una cronoscalata anche con pendenze più cattive.

Infine si ripartirebbe da Trasacco alla volta di Napoli, con una frazione per forza di cose molto lunga che non lascia molto spazio a deviazioni per arricchire tecnicamente il percorso: il parallelo con la frazione del 2024 che partiva da Avezzano è quantomai azzeccato. Ora che si conosce a grandi linee il tracciato delle frazioni abruzzesi, rimane ancora vacante il posto per le prime montagne di questo giro. Queste sono probabilmente da collocare prima e dopo queste tre frazioni: la tappa precedente a quella di Lanciano a rigor di logica si correrà prevalentemente nelle Marche e in corridoio si sente parlare di un possibile arrivo a Sarnano, che potrebbe significare anche Sassotetto; dopodiché resta libera la 9a tappa con cui si inizierebbe la risalita di domenica e sarebbe il giorno giusto per inserire un arrivo in salita o comunque una tappa importante, che a questo punto cadrebbe in centro Italia, magari nel Lazio. La partenza di questa frazione potrebbe essere Sessa Aurunca, che si era candidata ad ospitare una tappa ed è perfettamente collocata per assecondare il disegno che si va componendo, mentre il traguardo parrebbe essere collocato a Monte Livata, asperità già sperimentata all'ultimo Giro Next Gen.


Ricadute sul seguito
Per riuscire ad essere in Piemonte nel corso della seconda settimana a questo punto resta poco spazio e la Toscana andrebbe raggiunta già con il traguardo della 10a tappa. Non si può però nemmeno escludere che qui si tenga di nuovo il giorno di riposo come avvenuto nelle ultime due edizioni. Tutto tace, intanto, sulla cronometro in Liguria: c'è da dire che la richiesta della Regione di andare da Rapallo a Portofino transitando per Sestri Levante è quasi impossibile e al massimo bisognerà invertire l'ordine delle località; sarebbe inoltre un tracciato con molte criticità logistiche sia per il Giro in sé, sia per la chiusura al traffico di un tratto dell'Aurelia privo di strade strettamente parallele. Chissà che la nuova cronometro abruzzese non si spieghi anche con l'assenza di quella ligure, ma è tutto da vedere.
L'ultima settimana
Ciò che è assolutamente certo è che l'ultima settimana verrà aperta da una delle tappe più importanti del Giro, da Sondrio all'Aprica. Due giorni fa Il Giornale di Brescia ha dato nuove informazioni, parlando della possibile presenza di una doppia scalata al Mortirolo - “una per versante” - con l'inserimento della recta Contador, che era già stata attrezzata ma poi scartata all'ultimo dal tracciato del 2025.

L'altra ascesa avverrebbe di conseguenza dal versante valtellinese e potrebbe molto probabilmente trattarsi del graditissimo ritorno del versante classico e inimitabile di Mazzo di Valtellina. Sempre Il Giornale di Brescia parlava anche della possibilità della presenza del Santa Cristina, che si collocherebbe bene prima di Edolo per salire il Mortirolo dal versante inedito. La sequenza più naturale sarebbe dunque quella già pubblicata su X da La Flamme Rouge, anche se prima di cantar vittoria è bene aspettare nuove conferme.
Cadrebbe a questo punto l'ipotesi della Cima Coppi sul Gavia, complicatissimo da inserire se si sale il Mortirolo da entrambi i versanti. Difficile pensare che possa essere scalato il giorno seguente, visto che con ogni probabilità si andrà da Chiari a Madonna di Campiglio. L'assenza del Gavia non è comunque un semplice dettaglio tecnico, ma racchiude in sé una questione più ampia: nessuna delle frazioni per ora trapelate include salite sopra i 2000 metri e nemmeno se ne vedono all'orizzonte. Ammesso che ne venga confermato l'inserimento, il punto più alto sarebbe ad oggi il Passo San Marco, segnato a quota 1985 nelle cartine del Giro d'Italia 2007. Essendo quasi impossibile inserire una vetta a 2000 metri tra Chiari e la Val Rendena, restano tre possibilità: l'apparizione di una tappa dolomitica a noi ignota a ridosso dello Zoncolan; la presenza del Grossglockner; una frazione piemontese in seconda settimana. Tutto ciò però è solo frutto di elucubrazioni e possiamo solo attendere nuove notizie.
