Per Strand Hagenes vince la Parigi Tours 2026 ©Parigi Tous via X
Per Strand Hagenes vince la Parigi Tours 2026 ©Parigi Tous via X

La Parigi-Tours non è più da tempo la corsa contesa tra velocisti e finisseur che ricordavamo: le strade sterrate tra i vigneti, le salitelle disseminate nel finale e il rischio di rimanere intrappolati nella posizione sbagliata trasformano ogni esitazione in un’occasione per gli avversari. Nella 120ª edizione, il momento decisivo è arrivato proprio quando il traguardo sembrava ormai a portata di mano.

A prendersi la scena è stato Per Strand Hagenes, ventitreenne norvegese capace di leggere il finale con lucidità e di trasformare una situazione tattica incerta in un assolo vincente. Dopo lo scatto di Toms Skujiņš nell’ultimo chilometro, Hagenes ha prima risposto all’accelerazione del lettone, poi ha rilanciato con decisione, lasciando sul posto gli avversari. Jasper Stuyven ha tentato di chiudere il buco, ma si è dovuto accontentare del secondo posto, a due secondi dal vincitore. Christophe Laporte ha completato il podio, regalando alla Visma | Lease a Bike una doppia presenza nei primi tre.

Parigi Tours 2026, la cronaca della corsa

La 120ª Parigi-Tours si è disputata da Chartres a Tours sulla distanza di 217,3 chilometri. La prima parte del tracciato, prevalentemente pianeggiante, ha lasciato spazio negli ultimi 75 chilometri alla sequenza di strappi e settori sterrati tra i vigneti della Loira: dieci tratti non asfaltati per complessivi 10,5 chilometri. L’ultimo, quello di Rochecorbon, si trovava a circa undici chilometri dall’arrivo, seguito dalla Côte de Rochecorbon prima del finale.

Dopo una decina di chilometri si è formata una fuga di dodici corridori, con Yves Lampaert (Soudal Quick-Step), Julius van den Berg (Picnic PostNL), Martijn Rasenberg (Unibet Rose Rockets), Jonas Rutsch (Lotto-Intermarché), Jakob Söderqvist (Lidl-Trek), Stefan Bissegger (Decathlon CMA CGM), Matis Louvel (NSN) e altri attaccanti. Il gruppo ha lasciato spazio ai battistrada, arrivati a guadagnare circa tre minuti, ma senza concedere loro un margine davvero rassicurante.

La Visma | Lease a Bike e la Netcompany INEOS hanno lavorato a lungo in testa al plotone, rispettivamente per Laporte e Dorian Godon. La velocità è rimasta elevata e, quando la corsa è entrata nella successione dei settori sterrati, il vantaggio è rapidamente diminuito. Rasenberg ha perso contatto a causa di una foratura, mentre le difficoltà del fondo e il ritmo sempre più alto hanno progressivamente assottigliato il gruppo di testa.

Anche il plotone ha pagato un prezzo. Una caduta ha coinvolto diversi corridori, tra cui Godon, Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché) e Anthony Turgis (TotalEnergies), contribuendo a spezzare il gruppo e a cambiare gli equilibri della corsa. Davanti, intanto, hanno resistito ancora Lampaert, Bissegger, Van den Berg, Storm Ingebrigtsen (Uno-X Mobility) e Louvel. A circa 25 chilometri dall’arrivo Jenno Berckmoes (Lotto-Intermarché) ha provato ad allungare, ma il tentativo non ha avuto successo e anche lui è stato costretto a fermarsi per un problema meccanico.

Hagenes sceglie il momento giusto

A venti chilometri dal traguardo gli ultimi superstiti della fuga sono stati ripresi. Subito dopo Pierre Gautherat (Decathlon CMA CGM) ha attaccato, raggiunto poco più tardi dal compagno Rasmus Søjberg Pedersen e da Per Strand Hagenes (Visma | Lease a Bike). Il terzetto non è riuscito a fare la differenza e, dopo una fase di nuovi scatti e ricongiungimenti, si è formato un gruppo di undici corridori comprendente i principali favoriti: oltre a Hagenes e Laporte, c’erano Toms Skujiņš (Lidl-Trek), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Paul Lapeira (Decathlon CMA CGM), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Thibaud Gruel (Groupama-FDJ United), Lewis Askey (NSN), Florian Sénéchal (Alpecin-Premier Tech), Matys Grisel (Lotto-Intermarché) e Pedersen.

L’ultimo settore sterrato di Rochecorbon e la salita successiva hanno selezionato ulteriormente il gruppo, ma gli inseguitori sono riusciti a rientrare e la corsa è arrivata agli ultimi chilometri con diversi uomini ancora in lizza. La collaborazione, però, è stata intermittente: nessuno voleva spendere troppo prima di un eventuale sprint, ma nessuno poteva permettersi di lasciare partire un avversario.

Skujiņš ha rotto gli indugi poco prima dell’ultimo chilometro, cercando di anticipare i velocisti. Hagenes è stato il primo a reagire e, una volta raggiunto il lettone, ha proseguito l’azione senza aspettare gli altri. Stuyven ha provato a riportarsi sul norvegese, ma il margine è rimasto sufficiente: Hagenes ha tagliato il traguardo in solitaria, con due secondi di vantaggio sul belga. Alle loro spalle Laporte ha vinto la volata per il terzo posto, completando la giornata positiva della Visma | Lease a Bike.

Per Hagenes è la seconda vittoria del 2026, dopo quella conquistata all’Antwerp Port Epic, e la quinta da professionista. Per trovare il miglior azzurro occorre scorrere fino al 29° posto di Matteo Trentin (Tudor).

Prima degli élite, si era corsa la Parigi Tous Espoirs, vinta dal campione europeo 

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Hector Alvarez vince la Parigi Tous Espoirs ©Parigi Tous via X

Parigi Tours 2026, l'ordine di arrivo

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