Rijpma-de Jong vince l'oro olimpico nel 1500 metri alle olimpiadi di Milano Cortina ©EFP
Rijpma-de Jong vince l'oro olimpico nel 1500 metri alle olimpiadi di Milano Cortina ©EFP

Diego Bragato ce lo aveva anticipato quest'estate, parlando a Cicloweb della corsa verso Los Angeles 2028: tra le nazioni di riferimento per l'inseguimento a squadre femminile, oltre a Gran Bretagna, Australia, Danimarca e Nuova Zelanda, il tecnico azzurro indicava anche i Paesi Bassi. "Sarà divertente il torneo dell'inseguimento a squadre", aveva detto Bragato nell'intervista pubblicata ad agosto.

La squadra neerlandese di inseguimento alle Olimpiadi del 2012, con Kirsten Wild, Vera Koedooder ed Ellen van Dijk ©EFP
La squadra neerlandese di inseguimento alle Olimpiadi del 2012, con Kirsten Wild, Vera Koedooder ed Ellen van Dijk ©EFP

Ora, mentre si avvicina il Mondiale di Shanghai, dal progetto neerlandese arriva un elemento che lo rende ancora più interessante. Accanto a Lorena Wiebes e Mischa Bredewold si sta allenando infatti Antoinette Rijpma-de Jong, 31 anni, campionessa olimpica di pattinaggio di velocità sui 1500 metri ai Giochi invernali di Milano Cortina 2026.

La storia di Rijpma-de Jong è quella di una conversione ancora tutta da scrivere. All'inizio dell'anno non aveva mai corso in pista su una bici da inseguimento; a marzo ha cominciato a prendere confidenza con il velodromo di Apeldoorn e nei mesi successivi il progetto è diventato molto più concreto. A giugno ha raccontato di voler puntare alla partecipazione ai Giochi olimpici di Los Angeles 2028 nell'inseguimento a squadre, senza però abbandonare il pattinaggio.

Una pattinatrice da 60 all'ora

Il passaggio dalla pista di ghiaccio a quella ciclistica non è poi così sorprendente, almeno dal punto di vista della preparazione fisica. Rijpma-de Jong ha già una discreta esperienza su strada: nel 2025 aveva conquistato il titolo neerlandese tra le élite senza contratto e quest'anno ha chiuso al quinto posto la Simac Omloop der Kempen Ladies, alle spalle anche di Wiebes, vincitrice della corsa.

Sul velodromo, però, i progressi sono stati particolarmente rapidi. Il commissario tecnico Nick Stöpler ha raccontato che la pattinatrice, dopo appena nove allenamenti, era già arrivata a girare a 60 km/h dietro moto. Nella recente settimana di lavoro ad Apeldoorn ha quindi pedalato insieme a Wiebes e Bredewold, provando diverse composizioni del quartetto. Di altri nomi non abbiamo certezza, anche se la principale indiziata potrebbe essere Lisa van Belle. "È stato un salto nel vuoto, ma in realtà sono riuscita ad andare molto bene", ha raccontato Rijpma-de Jong.

Il suo profilo potrebbe avere una funzione precisa nell'inseguimento. Stöpler la considera infatti una possibile partente, grazie ai suoi elevati picchi di potenza, con il compito di imprimere subito velocità al quartetto. La selezione definitiva resta però da costruire, così come la sua eventuale presenza al Mondiale di Shanghai: Rijpma-de Jong rimane infatti una pattinatrice del Team Reggeborgh e deve conciliare il nuovo progetto con la stagione sul ghiaccio.

Wiebes, Bredewold e una quarta da scoprire

Il progetto neerlandese ha quindi ancora diversi punti interrogativi, ma il materiale a disposizione è di assoluto interesse. Wiebes e Bredewold portano nel quartetto due atlete di primo piano del ciclismo su strada, mentre Rijpma de Jong aggiungerebbe un motore costruito per anni sul pattinaggio di velocità e una capacità di esprimere potenze elevate.

L'obiettivo dichiarato della pattinatrice va ben oltre il semplice esperimento: diventare la prima donna a vincere una medaglia d'oro olimpica sia ai Giochi invernali sia a quelli estivi dal 1932 (il precedente quello della statunitense Eddie Eagan, che conquistò l'oro nel pugilato ai Giochi estivi del 1920 e, successivamente, l'oro nel bob ai Giochi invernali del 1932. "È un sogno", ha spiegato De Jong, parlando della possibilità di essere a Los Angeles nel 2028.

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