Giro d'Italia 2027: Zum Zeri debutta nel grande ciclismo
Dopo qualche giorno di dolce follia, è chiaro il quadro delle tappe in Toscana: in Lunigiana un nuovo arrivo in salita prima di scavalcare l'Appennino verso il nord Italia

Sono state giornate ricche di notizie, in cui tante testate di varia tipologia si sono espresse sul percorso del Giro d'Italia 2027. L'argomento che ha più tenuto banco è proprio quello della seconda settimana, che - come avevamo anticipato nel nostro precedente articolo (Giro d'Italia 2027: Sassotetto per aprire i giochi) - era quella ancora avvolta da un leggero alone di mistero. Noi stessi ci siamo prodigati in indagini e fino al fine settimana persisteva un numero incredibile di indiscrezioni, con una decina di località a disposizione per appena 4 sedi di tappa. Adesso la situazione appare chiara e il percorso è praticamente ricostruito nella sua interezza, salvo qualche sede di tappa che ci riserviamo di azzeccare nello “spoilerone” conclusivo. Intanto vediamo nel dettaglio cosa c'è di nuovo.
Un quadro definito
Ci eravamo lasciati con mille dubbi sulle frazioni che seguivano il primo giorno di riposo, un po' per le tante indiscrezioni esistenti - come si diceva prima - e un po' anche per alcune incongruenze di calendario. Rispetto al tracciato ipotizzando da Brambilla su TuttoSport quasi correttamente, il vulnus era l'assenza di un arrivo in salita che già da tempo era stato messo in conto e che pare sia stato definitivamente collocato a Zum Zeri, piccola località turistica posta in vetta al Passo dei Due Santi tra Lunigiana e Val di Taro, ma asfaltato solo sul versante toscano.
L'equivoco nasce dal fatto che la candidatura di Montecatini Terme, come espressamente dichiarato dal sindaco, andava a braccetto anche con il comune di Abetone: in questo caso l'ente promotore chiedeva di arrivare sullo storico passo toscano e ripartire da Montecatini il giorno seguente, scalandolo di nuovo verso Reggio Emilia; il progetto non doveva essere nemmeno tanto campato per aria, visto che in giro già si parlava del tracciato esatto e che ci si stava muovendo anche per un nuovo inserimento del San Pellegrino in Alpe. In verità RCS deve aver dato il via libera solo alla partenza da Montecatini e La Nazione ha fugato i dubbi rimasti specificando che l'Abetone è stato rimandato al 2028, anno del centenario dal primo passaggio in vetta della Corsa Rosa.
A questo punto si ricompone più agevolmente l'ordine delle tappe. Dopo il giorno di riposo ancora in Lazio, si ripartirà verso l'Umbria e da qui verso la Toscana; Castiglione del Lago e Gualdo Tadino sono i nomi più chiacchierati e potrebbero essere uno la partenza e l'altro il traguardo, ma attendiamo nuove conferme. L'11a tappa dovrebbe arrivare a Scarperia all'interno dell'Autodromo del Mugello come avvenuto 20 anni prima tondi tondi e come allora probabilmente riservata alle ruote veloci (pur con le colline mugellane a complicare anche lo stesso circuito motoristico). Destinata agli uomini di classifica dovrebbe invece essere la Montecatini Terme - Zum Zeri, seguita dalla tappa che scavalcherà l'Appennino per arrivare a Reggio Emilia, ma di cui non si conosce la sede di partenza: qui si potrebbero collocare alcune delle mille sedi rimaste in sospeso e apparentemente scartate come Porcari (che però sembra destinata al Giro Women), Rapallo (privata dell'ambizioso progetto iniziale a cronometro), oppure località note a RCS come Viareggio e Camaiore.
Da Reggio Emilia ci si trasferirà direttamente in Lombardia per le due fondamentali tappe di Piani di Bobbio e Monza (in montagna la prima, a cronometro la seconda), lasciando il Piemonte fuori dal tracciato del 2027. C'è da attendersi che la tappa di Reggio sarà a questo punto disegnata nel modo più leggero possibile, essendo schiacciata tra due importanti arrivi in salita: quattro tappe toste consecutive non sono credibili, anche alla luce di quanto dichiarato nei giorni scorsi da Paolo Bellino e Luca Guercilena. Con ancora qualche interrogativo sparso qua e là, lo schema generale delle 21 tappe è pronto e rimangono da scoprire soltanto i dettagli.

Tutti i segreti di Zum Zeri
Il Giro non passa nel comune di Zeri dal 1963: nella Salsomaggiore - La Spezia si valicava l'Appennino scalando in sequenza il Passo della Cisa e la Foce di Rastrello, prima del finale mosso verso la città ligure. Tutta la prima parte del versante toscano della Foce di Rastrello corrisponde anche alla parte meno impegnativa della salita a Zum Zeri. Proprio dalla biforcazione delle due strade, la pendenza si fa stabilmente esigente per 8.5 km con una pendenza media ragguardevole dell'8.6% (e punte fino al 14%), a chiusura di una scesa che da Pontremoli si misura in ben 23.7 km, con una media decisamente inferiore (4.5%) a causa di discese e falsopiani.
Partendo da Montecatini ci sarebbe spazio per inserire molte asperità anche di una certa lunghezza e difficoltà, più di quanto non si possa fare con i precedenti arrivi in quota di Sassotetto e Monte Livata. C'è da dire che anche inserendo le più dure salite della Garfagnana, si sarebbe costretti ad un tratto non brevissimo di fondovalle prima dell'ascesa finale che vanificherebbe qualunque influenza di salite percorse in avvio. Bisogna però specificare che l'ente promotore sarebbe interessato a coinvolgere al meglio il territorio nel finale, forse facendo precedere all'ultima salita qualcosa che possa valorizzarla. Un'ipotesi che sussurriamo senza crederci troppo è quella di evitare la prima parte pedalabile: si può imboccare direttamente il duro tratto finale arrivando in discesa dalla Foce di Rastrello (circa 12 km al 6.5; max 12%) dopo averla scalata dal versante ligure, oppure dal Passo Mistadella (circa 12 km al 6.8%, max 12%) che invece si imbocca anch'esso da Pontremoli.
Non si può escludere ovviamente che la tappa sia una sorta di unipuerto come avvenuto nel 2026 a Corno alle Scale, ma in quel caso si trovava schiacciata tra frazioni a loro volta molto importanti, mentre in questo caso potrebbe esserci lo spazio di caricarla in mezzo a due tappe mosse, ma sostanzialmente per velocisti. Queste sono tutte speculazioni. Molto meno speculativo è invece il profilo altimetrico della salita che abbiamo realizzato per voi.
