La differenza di colore tra le piscine di Rio de Janeiro © Reuters - Sylvain Marchandise
La differenza di colore tra le piscine di Rio de Janeiro © Reuters - Sylvain Marchandise

Acqua verde, acqua strana

Non certo invitante la situazione della piscina dei tuffi: le possibile cause, più o meno semiserie

Nella cerimonia d’apertura di questi Giochi Olimpici di Rio de Janeiro è stata posta molta attenzione sulla questione ambientale che attanaglia il nostro pianeta, con le emissioni di CO2, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare. La scelta di non nascondersi dietro un dito ma di affrontare a viso aperto delle problematiche così scottanti è sicuramente un merito per gli organizzatori carioca. Ma far diventare verde la piscina dei tuffi del Centro Aquático Maria Lenk per porre l’attenzione sull’inquinamento delle falde acquifere ci sembra davvero esagerato. Ah! Non è per quello che da martedì gli sfortunati tuffatori sono costretti a eseguire le loro acrobazie nell’acqua verdastra?

E allora perché lo scorso lunedì, quando le nostre Tania Cagnotto e Francesca Dallapé si sono messe al collo uno storico argento, l’acqua della piscina era del classico colore azzurro, mentre martedì mattina i poveri piattaformisti si sono trovati davanti ad un verde non proprio smeraldo?

Davanti all’incapacità degli organizzatori brasiliani di dare una spiegazione logica all’accaduto, con accenni a un cattivo funzionamento dei filtri ma senza una certezza, i giornali di mezzo mondo hanno iniziato a contattare esperti che potessero avanzare delle ipotesi accettabili sullo strano fenomeno dell’acqua che cambia colore. Le due risposte più accreditate le ha date Steve Henderson, proprietario di una piscina in California: la possibile comparsa di alghe all’interno della piscina oppure una reazione chimica tra il cloro e il manganese, metallo presente nell’acqua. Insomma, i tuffatori olimpici possono dormire sonni tranquilli, non c’è niente di cui preoccuparsi a quanto dicono i responsabili della struttura. Tranne il fatto che qualcuno sostenga di aver visto Erin Brockovich aggirarsi, con una provetta in mano, nei dintorni del Centro Aquático.

Dopo giorni di dubbi e di interrogativi senza risposta, in cui comunque gli atleti hanno continuato ad allenarsi e gareggiare nelle acque verdi, è arrivata la geniale motivazione degli organizzatori. Il motivo del cambio di colore dell’acqua è dovuto alla gran quantità di atleti che si sono tuffati nella piscina in questi giorni. Ora, tra questa brillante ipotesi e quella di un utente di Twitter che attribuisce ad un tuffo di Shrek il colore verdastro, ci sembra sicuramente più plausibile la seconda.

Anche perché non ci risulta che il numero di tuffatori presenti a Rio de Janeiro in queste olimpiadi sia maggiore di quello di altre edizioni dei Giochi Olimpici. Quindi i carioca dovrebbero spiegare perché a Londra, a Pechino, ad Atene e via dicendo, l’acqua delle piscine non si è mai trasformata. Anche qui si possono azzardare alcune ipotesi:
– la ben nota scarsa igiene dei tuffatori è diventato un problema di non poco conto, ma la presenza di numerosi figli d’arte non consente alle varie Federazioni di intervenire, per non urtare la suscettibilità dei genitori. Nelle edizioni precedenti per evitare la trasformazione si utilizzavano degli agenti chimici molto nocivi che i brasiliani, impegnati dal punto di vista ambientale, non vogliono assolutamente utilizzare.
– celato nei panni di un tuffatore, di non si sa quale nazionalità, c’è, in realtà, l’incredibile Hulk, nella sua forma umana, naturalmente. Ma quando si tuffa si incavola talmente tanto che quando arriva in acqua si trasforma, per poi riemergere di nuovo in forma umana.
– le atlete del nuoto sincronizzato, invidiose del maggior successo dei colleghi tuffatori aspettano la notte per gettare, indisturbate, rifiuti tossici all’interno della piscina.
– gli americani, a corto di atleti, avrebbero preso la delicata decisione di aprire l’Area 51 e di far partecipare, sotto mentite spoglie, gli omini verdi catturati durante le loro peregrinazioni spaziali.

Queste sono le ipotesi più accreditate, ma gli organizzatori sono aperti ad accoglierne di nuove. Chiunque avesse delle notizie o delle spiegazioni plausibili, è pregato di inviare un’email o un sms.

Intanto, un comunicato degli organizzatori consiglia ai tuffatori che avessero notato la comparsa di strane squame verdi sulla loro pelle di prendere un paio di aspirine.

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