Elia Viviani in gara alle scorse Revolution Series © Team Sky
Elia Viviani in gara alle scorse Revolution Series © Team Sky

Revolution Champions League e false partenze

Pista, senza big la manifestazione progettata in UK non è ancora decollata: annullata la tappa francese. Ma il progetto è interessante e va avanti

Nei primi due weekend del mese di novembre abbiamo potuto assistere alle prime due tappe della Coppa del Mondo su Pista, prima a Glasgow in Scozia e poi ad Apeldoorn in Olanda, ma per gli ultimi due round bisognerà aspettare addirittura il mese di febbraio quando si correrà prima a Cali in Colombia e poi a Los Angeles negli Stati Uniti: a tenere alta l’attenzione degli appassionati del ciclismo su pista nelle prossime settimane proverà a pensarci la prima edizione della Revolution Champions League, una nuova manifestazione organizzata in seguito al successo sempre crescente delle Revolution Series che da 13 anni portano corridori di qualità e un pubblico numeroso alle varie prove nei velodromi del Regno Unito.

Alla ricerca di nuovi orizzonti
La struttura di ogni manche (l’anno scorso furono sei) è paragonabile ad una piccola Sei Giorni, ma di appena una o due giornate: ogni squadra schiera di volta in volta due corridori, si gareggia su un certo numero di discipline (Corsa a Punti, Scratch, Eliminazione, Eliminazione a Squadre, Chilometro-Madison) ed i punti conquistati dalla coppia finiscono in una classifica generale per team che nella stagione 2015/2016 vide trionfare alla fine il Team Wiggins.

Per allargare i propri orizzonti, lo scorso mese di aprile il gruppo FACE Partnership che organizza le Revolution Series ha avviato una collaborazione con l’associazione Velon che racchiude ben 11 formazioni professionistiche in possesso di una licenza World Tour: l’obiettivo non era solo quello di portare i grandi squadroni della strada a sfidarsi anche in pista, ma anche quello di creare una grande challenge che potesse coinvolgere il resto d’Europa.

Subito annullata la tappa francese
Purtroppo il sogno di esportare questo modello anche fuori dal territorio britannico per il momento è stato riposto nel cassetto in attesa di riprovarci il prossimo anno: questa sera al Vélodrome National di Saint-Quentin-en-Yvelines, ad una trentina di chilometri dal centro di Parigi, avrebbe dovuto disputarsi la prima manche della nuova Revolution Champions League, ma appena dieci giorni fa gli organizzatori si sono visti costretti ad annullare la tappa francese. Il motivo di questa retromarcia, pur non annunciato pubblicamente, è di carattere economico: i biglietti venduti per la due giorni parigina sono stati pochissimi ed una serie di sconti e promozioni è servita solo a far arrabbiare chi in quel momento si era già assicurato il posto pagando il prezzo intero.

Un flop prevedibile?
Questo esito negativo era probabilmente prevedibile: nessuna delle maggiori squadre francesi è stata coinvolta nel progetto dal momento che nessuna fa parte del gruppo Velon e quindi la partecipazione di atleti locali sarebbe stata relativamente limitata con due soli corridori nella Champions League vera e propria, più qualche altra presenza nelle comunque interessanti gare di contorno. In più bisogna notare che la presenza di alcune squadre World Tour, per quanto interessante sul piano mediatico, aggiunge poco dal punto di vista tecnico a quella che è comunque una manifestazione su pista: se quei team schierano infatti stradisti di secondo piano, difficilmente ciò può rappresentare un richiamo per il pubblico, specie se c’è un biglietto da pagare.

Sette team World Tour per la Champions
La Revolution Champions League comunque si farà ma sarà interamente britannica: il 25 e 26 novembre si correrà a Manchester, il 2 e 3 dicembre invece ci sarà il gran finale al velodromo olimpico di Londra. Le squadre in gara saranno complessivamente dodici: tra quelle World Tour è prevista la partecipazione di Team Sky, Cannondale-Drapac, Orica-Bike Exchange, Trek-Segafredo, Giant-Alpecin, LottoNL-Jumbo e Lampre-Merida. Saranno ben quattro gli italiani in gara a Manchester: spicca la presenza del campione olimpico Elia Viviani, con lui anche Eugenio Alafaci, Davide Cimolai e Roberto Ferrari.

Già disputate le tappe di qualificazione
Altre quattro formazioni iscritte arrivano dalla classifica delle Revolution UK, tre manche di qualificazione disputate con gli stessi criteri tra Manchester e Glasgow nei mesi scorsi. I trionfatori di questa serie sono stati i britannici della JLT Condor del grande specialista della pista Ed Clancy, dietro di loro si è piazzata la selezione PedalSure di Tennant e Keisse, terzo posto invece per i campioni delle ultime Revolution Series del Team Wiggins che schiereranno praticamente tutto il futuro della pista britannica; il quarto e ultimo posto utile nelle qualificazioni è andato alla Maloja Pushbikers dei tedeschi Grassmann e Kalz mentre una Wild Card è stata assegnata al team France-Alé che schiererà Bacon e Semon. Forse non sarà la competizione più attesa dell’anno, ma per gli appassionati della pista lo spettacolo non mancherà.

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