Alejandro Valverde esulta alla Volta a Catalunya © Twitter
Alejandro Valverde esulta alla Volta a Catalunya © Twitter

Valverde uno e trino

Volta a Catalunya, il murciano vince anche l’ultima tappa e si impone nella generale. Froome ci prova ma viene ripreso

Tre vittorie di tappa, il successo in classifica generale ed i primi posti sia nella classifica a punti che in quella dei gran premi della montagna: Alejandro Valverde ha lasciato solo le briciole agli avversari in questa 97esima edizione della Volta a Catalunya. Dopo i trionfi di La Molina e Le Port, oggi il murciano della Movistar ha fatto sua anche la tappa conclusiva di Barcellona correndo da assoluto padrone sul circuito del Montjuïc: la discussa penalizzazione di squadra subita nella cronometro a squadre di Banyoles è solo un ricordo sbiadito, anche se forse proprio quell’episodio può aver dato ad Alejandro Valverde e compagni la rabbia e le motivazioni necessarie per cannibalizzare la corsa.

Parte subito una fuga numerosa
Con poco più di 100 corridori rimasti in gara e con un’enorme maggioranza senza alcuna ambizione di classifica, in quest’ultima tappa della Volta a Catalunya era facile immaginarsi che in tanti avrebbero cercato la fuga fin dai primi chilometri: e così infatti è stato e il gruppo ha subito lasciato fare senza rendere le cose troppo difficile come invece è successo nei giorni scorsi. Al chilometro 5, a 133 dall’arrivo, sono andati all’attacco ben 22 corridori in rappresentanza di 19 formazioni diverse sulle 25 che sono iscritte alla corsa spagnola.

Il gruppo di testa era formato da Brent Bookwalter (BMC), Petr Vakoc (Quick Step), Pierre Rolland (Cannondale), Jakob Fuglsang (Astana), David Gaudu e Jérémy Maison (FDJ), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Chris Hamilton e Sindre Lunke (Sunweb), Daniel Teklehaymanot (Dimension Data), Jay McCarthy (Bora), Przemyslaw Niemiec (UAE), Maciej Paterski (CCC), Julien Simon (Cofidis), Jetse Bol (Manzana), Jeroen Meijers (Roompot), Jordi Simón (Soul Brasil), Xandro Meurisse e Dion Smith (Wanty), Pavel Kochetkov (Katusha), Victor Campenaerts (LottoNL-Jumbo) e Ondrej Cink (Bahrain). In ottica di classifica, l’unica presenza di rilievo era quella del danese Jakob Fuglsang che partiva dal 12° posto con un distacco di 4’05” da Alejandro Valverde: l’obiettivo era ovviamente quello di agguantare una posizione tra i migliori dieci.

Thomas De Gendt in più attivo in testa
Nella prima metà della corsa il folto gruppo di attaccanti ha toccato un vantaggio massimo di 3’45”, poi è stata proprio la scomoda presenza di Fuglsang a spingere il gruppo verso un inseguimento sempre più convinto. A 56 chilometri dal traguardo, in vista dell’ingresso nel circuito finale a Barcellona, il belga Victor Campenaerts ha rilanciato l’andatura in testa alla corsa ed è riuscito a portare via un nuovo gruppetto: a lui si sono accodati Daniel Teklehaymanot, Jay McCarthy, David Gaudu, Thomas De Gendt e Xandro Meurisse. Il sestetto ha guadagnato una cinquantina di secondi sui primi inseguitori, il gruppo principale invece era distante circa 2’50” alla fine del primo giro del circuito del Montjuïc.

Nel corso della quinta delle otto tornate previste, la situazione in testa alla corsa è cambiata ancora con un allungo di uno scatenato Thomas De Gendt, che proprio qui aveva vinto in fuga nel 2013, seguito un po’ a fatica dall’australiano Jay McCarthy. A quel punto il plotone tirato da Movistar, Orica e Sky si era già riavvicinato sotto al minuto riprendendo tutti gli altri 20 corridori che facevano parte della fuga iniziale. Al giro successivo, il terzultimo, De Gendt ha attaccato ancora rimanendo solo davanti a tutti, mentre alle sue spalle il Team Sky ha provato a mandare un avanscoperta Geraint Thomas che però è stato prontamente raggiunto dal gruppo.

Prima attacca Froome, ma è Martin a fare la mossa decisiva
La corsa è esplosa negli ultimi due passaggi sul Montjuïc. Appena ripreso Thomas De Gendt, a 9 chilometri dal traguardo ha attaccato Chris Froome che ha guadagnato addirittura una dozzina di secondi sugli inseguitori: il britannico, affondato pesantemente ieri, ha approcciato in testa l’ultimo giro ma l’ultima ascesa verso la collina olimpica di Barcellona gli è stata fatale ed è stato raggiunto e superato quando i migliori della classifica di questa Volta a Catalunya hanno spalancato il gas nel tratto con le pendenze più impegnative.

Il primo ad accelerare è stato Adam Yates, che di fatto è andato a riprendere Froome portandosi tutti gli altri a ruota. In contropiede proprio in cima alla salita ci ha provato Marc Soler che è stato subito stoppato da Alberto Contador e tutti gli altri: a quel punto il gruppo di testa era composto ormai ad appena 16 corridori, compresi tutti i primi 10 della generale. Lo scatto giusto è stato quello di Daniel Martin a quattro chilometri dall’arrivo, a cui solo un Alejandro Valverde determinato al 100% è riuscito a rispondere: i due si sono lanciati a tutta nella discesa che portava al traguardo e hanno scavato un margine piccolo ma che alla fine si è rivelato decisivo.

Valverde insaziabile, Pantano battuto
Per alcuni versi, nell’ultimo chilometro si è venuta a creare una situazione molto simile a quella di ieri: due corridori al comando, dietro di loro un gruppo ristretto lanciato in rimonta e pronto ad approfittare di ogni minima indecisione. L’esito, stavolta, è stato diverso: Alejandro Valverde ha lanciato la sua volata da davanti, da dietro hanno ripreso Martin e si sono avvicinati al murciano senza però riuscire a superarlo. L’Embatido ha chiuso portato a casa con stile il terzo successo di tappa, grande delusione invece per il colombiano Jarlinson Pantano che aveva battuto tutti gli altri in volata e che ha visto svanire di un soffio la vittoria: per il secondo giorno consecutivo il terzo posto è del francese Arthur Vichot, Daniel Martin ha chiuso quinto preceduto anche da Rafal Majka, mentre nel primo gruppetto c’era anche il nostro Davide Formolo che ha lottato nello sprint e ha tagliato il traguardo in ottava posizione.

In classifica generale l’unico cambiamento nelle prime 10 posizioni ha riguardato i distacchi tra i protagonisti, anche per via dei 10″ conquistati da Alejandro Valverde per la vittoria: accanto al murciano della Movistar il podio è stato interamente spagnolo con Alberto Contador secondo a 1’03” ed il compagno di squadra Marc Soler terzo a 1’16”, Adam Yates e Tejay Van Garderen sono stati gli unici altri corridori ad accusare meno di due minuti di ritardo. Fuori dai primi 10 è rimasto invece Davide Formolo che oggi ha recuperato una posizione finendo comunque 12° a 5’14”.

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