Il podio della prova in linea juniores maschile ai Campionati del Mondo 2017 di Bergen © Bettiniphoto
Il podio della prova in linea juniores maschile ai Campionati del Mondo 2017 di Bergen © Bettiniphoto

Rastelli e Gazzoli, per l’Italia due metalli gioiosi

Bergen, nella prova juniores in linea argento e bronzo per gli azzurri. Vittoria al danese Johansen

La prova in linea della categoria juniores maschile ai Campionati del Mondo su strada di Bergen 2017 è da poco terminata. Partiti alle 9.30, i corridori hanno dovuto affrontare un tratto in linea prima di entrare nel tracciato ormai consueto. A caratterizzare la giornata le cadute, decisamente copiose ma fortunatamente senza gravi conseguenze per i coinvolti. Da segnalare le svariate scivolate di cui si sono resi protagonisti i belgi, finiti a terra in ogni occasione. Particolarmente danneggiato uno dei favoriti, il promettente Remco Evenepoel, caduto due volte e fermato due volte da problemi meccanici.

Il primo attacco serio viene portato dal kazako Gleb Brussenskiy e dal canadese Graydon Staples. A loro si sono accodati il britannico Mark Donovan, il norvegese Jonas Hvideberg, l’italiano Giulio Masotto, il marocchino Mohammed Medrazi, il bielorusso Kiryl Pashkevich e l’olandese Danny van der Tuuk.

Già nella prima tornata non riesce a tenere le ruote il bielorusso Pashkevich, che si stacca irrimediabilmente. Ma la composizione ad otto della fuga rimane in quanto il tedesco Leon Heinschke è capace a rientrare nelle prime battute del secondo giro. Il vantaggio della fuga raggiunge al massimo il 1’30”. Sfortuna per un battistrada, ossia il marocchino Medrazi, che fora e viene ripreso dal gruppo.

Sempre nella seconda tornata si forma una coppia di contrattaccanti, formata dal kazako Daniil Marukhin e dall’azzurro Luca Rastelli, i quali sono capaci di rientrare in un drappello ora composto da dieci elementi. Riesce a riportarsi anche il ceco Karel Vacek, autore di una ottima azione solitaria in salita.

Mentre davanti non ce la fa più van der Tuuk, dietro iniziano i movimenti, con l’Italia sempre attentissima a marcare gli avversari. La corsa esplode sulla salita di Salmon Hill a 30 km dal traguardo: davanti rimangono solamente Brussenskiy, Donovan e Rastelli, mentre in gruppo accelerano il norvegese Idar Andersen e il danese Julius Johansen. Quest’ultimo si riporta sul trio di testa ai meno 21.5 km, cosa che riesce poco più tardi anche al norvegese.

All’inizio dell’ultimo giro il quintetto transita con 4″ sull’olandese Thymen Arensman, l’azzurro Luca Colnaghi e lo statunitense Matteo Jorgenson. Un drappello con Thomas Pidcock e Filippo Zana si trova a 10″ mentre il primo gruppo passa a 13″.

A 15 km dal traguardo Johansen allunga e stacca tutti gli avversari, involandosi con un passo impossibile per i rivali. Mentre Andersen scivola in discesa, nel gruppo ci prova il francese Alexis Renard, ma il transalpino si pianta subito e viene ripreso e distanziato dall’azzurro Filippo Zana. Il vicentino si lancia tutto solo all’inseguimento, avvicinandosi sempre più sui fuggitivi.

Allo scollinamento di Salmon Hill ai 10.5 km Johansen passa con 25″ su Colnaghi mentre a circa 35″ transitano Arensman, Colnaghi e Donovan. Zana si trova a 40″ e riesce in discesa a riportarsi sul terzetto davanti a lui. Il gruppo passa a circa 55″. Nella discesa cerca, ormai troppo tardi, di andare all’attacco il britannico Thomas Pidcock, oro nella cronometro e grande favorito per il successo.

A 5 km dal termine Johansen transita con 35″ su Rastelli e 45″ sul quartetto con i due azzurri. Il gruppo è invece a 1′, non organizzato e ormai tagliato fuori dai discorsi di vittoria. Gli ultimi km sono una passerella per Julius Johansen, che va a stravincere meritatamente, mantenendo in Danimarca il titolo dopo la vittoria 2016 di Egholm.

Il quartetto alle spalle si frantuma, con Zana che attacca mentre gli altri sono stati riassorbiti dal gruppo. Luca Rastelli riesce a prendere un eccellente secondo posto a 51″, resistendo per pochi metri al rientro del plotone che ha annullato il tentativo di Filippo Zana, giunto settimo.

Ma la gioia italiana non si ferma qui, perché la volata per il terzo posto premia Michele Gazzoli. Il campione europeo esulta prima di tagliare il traguardo, lasciando per un momento nell’incertezza. Il lombardo ha però tagliato il traguardo nettamente per primo del gruppo, andando a conquistare così anche la settima medaglia di una spedizione azzurra da sogno.

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