Il World Cycling Centre di Aigle © UCI
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Tutte le novità del ciclismo 2018

Non solo meno corridori ad ogni gara: ecco tutte le modifiche e le novità introdotte nel regolamento ufficiale dell’UCI

Negli ultimi mesi si parlato tanto della decisione dell’UCI di ridurre il numero di corridori per squadra nelle corse professionistiche, un annuncio che come primo effetto ha avuto quello di restringere in maniera più o meno significativa gli organici delle formazioni di prima fascia. Legate a questa modifica del regolamento internazionale ce ne sono anche alcune altre di cui, invece, si è parlato meno e che meritano di essere conosciute assieme a tutte le altre novità introdotte, alcune a partire dal 25 ottobre scorso e altre che diventeranno invece effettive dal 1° gennaio 2018. Proviamo quindi a spiegarvi qui nel dettagli dove cambierà in concreto nel mondo del ciclismo dalla prossima stagione.

Il numero dei corridori
Questa è modifica al regolamento dell’Unione Ciclistica Internazionale di cui si è più parlato: nelle gare di un giorno le squadre potranno schierare al via solamente 7 corridori contro gli 8 degli ultimi anni, si scende anche nei Grandi Giri passando da 9 a 8. Questa novità vale per tutte le corse del calendario internazionale e non solo per quelle del World Tour: le uniche eccezioni riguardano le grandi rassegne come i Campionati del Mondo o i Giochi Olimpici che seguono un percorso di qualificazione che viene definito di volta in volta.

La riduzione del numero di corridori per squadra, però, non si traduce nella possibilità di avere più formazioni al via: l’UCI ha infatti ridotto il numero massimo dei corridori in gara nelle prove World Tour e dei vari circuiti continentali a 176, quindi il massimo sarà sempre di 22 team nei Grandi Giri e di 25 nelle gare di un giorno. Il tetto massimo di 200 resta valido per Olimpiadi, Mondiali, Campionati Continentali e Nazionali. Attenzione però, dal 2018 è stato infatti introdotto anche un numero minimo di atleti in gara nelle prove di classe HC: il provvedimento sembra interessare in particolar modo le gare di un giorno del calendario europeo che dovranno contare almeno 150 corridori ai nastri di partenza, che con le nuove regole si traduce in 22 squadre come minimo; nel 2017 Larciano e la Milano-Torino si sono fermate a 19, tra quelle straniere dovrà impegnarsi molto il GP Città di Lugano che quest’anno aveva solo 14 team al via.

Cambia poco o nulla in campo femminile: 6 atlete al via nelle gare di un giorno, 6 o 7 nelle gare a tappe, ma non più di 24 squadre di cui al massimo due selezioni nazionali, quella di casa e una straniera, nelle prove del Women’s World Tour. Cambia la procedura di invito nelle corse del massimo circuito dell’UCI: le migliori 15 squadre della classifica di inizio anno avranno un invito automatico indipendentemente che si tratti di gara di un giorno o a tappe; per le squadra si tratta sempre di diritto di partecipazione, non di obbligo.

Gli stipendi dei corridori
Se le modifiche al regolamento citate in precedenza hanno infastidito i corridori, soprattutto quelli che si ritroveranno senza squadra o che dovranno scendere i categoria per continuare a gareggiare, un’altra novità li renderà invece un po’ di felice: è infatti stato deciso di aumentare lo stipendio minimo in maniera graduale da qui fino al 2020. Nel 2017 un neoprofessionista in una Professional aveva garantiti 25300 euro, nel 2018 si passerà a 25806 per arrivare poi a 26849 euro tra tre anni; per gli altri il minimo salirà a 30855 e toccherà poi 32102 euro nel 2020. Più alte le soglie nel World Tour dove il minimo è diventato di 38115 euro (30839 per i neopro’) e arriverà a superare i quarantamila euro in vista della prossima edizione dei Giochi Olimpici.

Sotto l’aspetto economico cambierà qualcosa anche nella gestione delle garanzie bancarie, ma soprattutto è stato scritto nel regolamento che quei corridori che saranno licenziati in seguito ad una sospensione per aver violato il regolamento dell’UCI avranno diritto ad un compenso pari allo stipendio rimanente nel caso in cui tale sospensione dovesse poi essere cancellata nell’ultimo grado di giudizio.

Ciclomercato a stagione in corso
Per le cicliste ed i corridori di squadre Continental, dal 2018 si allarga la finestra di mercato per cambiare squadra a stagione in corso: prima era possibile solo dall’1 al 25 giugno, adesso ci si potrà trasferire fino al 15 luglio; i trasferimenti sono ovviamente quelli da una squadra UCI ad un’altra, corridori non affiliati a formazioni internazionali potranno invece essere tesserati in qualsiasi momento. Per gli stagisti viene invece codificata la possibilità (già esistente nella pratica) di registrarsi in anticipo rispetto alla classica apertura dal 1° agosto: sarà possibile nel caso di partecipazione ad una gara a tappe che inizi negli ultimi giorni di luglio per concludersi poi nel mese di agosto.

Sanzioni più severe
Nel regolamento sono state introdotte sanzioni più severe per questi corridori che verranno sorpresi attaccati ad un’autovettura per trarne un guadagno o per coloro che attraverseranno passaggi a livello in maniera irregolare. In aggiunta alle sanzioni già previste dal regolamento, per entrambe le violazioni la commissione disciplinare potrà infliggere ai colpevoli una multa da un minimo di 200 ad un massimo di 5000 metri franchi svizzeri ma soprattutto una squalifica da tutte le competizioni fino ad un massimo di un mese. Farsi trainare dall’ammiraglia alla Vuelta, per esempio, potrebbe mettere in pericolo la partecipazione al Campionato del Mondo.

Novità anche per quanto riguarda quei corridori che in una corsa a tappe finiscono fuori tempo massimo: nel caso in cui la giuria dovesse optare per un ripescaggio, cosa non rara soprattutto se si tratta di gruppi molto numerosi, ai beneficiari saranno tolti tutti i punti conquistati nelle varie classifiche secondarie. Fino ad ora si toglieva ai corridori solo l’equivalente di punti di una vittoria di tappa, adesso si verrà praticamente tagliati fuori da tutte le classifiche collaterali, che siano regolarità, gran premi della montagna, traguardi volanti o altro.

Regola dei 3 km e archi gonfiabili
Cambia leggermente la regola delle neutralizzazioni dei tempi per quanto riguarda gli ultimi tre chilometri delle tappe in caso di cadute o incidente: la sostanza resta invariata, ma saranno i corridori ed alle squadre segnalare l’accaduto ai commissari di gara subito dopo il traguardo. Nelle tappe con arrivo in salita viene annullata del tutto la neutralizzazione: esisteva ancora, infatti, la possibilità teorica di neutralizzazione nel caso in cui la caduta fosse avvenuta prima della salita conclusiva ma comunque entro gli ultimi 3000 metri.

Dall’inizio del prossimo anno inizia anche la strada che porterà all’eliminazione degli archi gonfiabili entro il 2022 quando saranno ammessi solamente per segnalare la linea di partenza. Dal 2018 sarà possibile utilizzarsi solo alla partenza, all’ultimo chilometro e all’arrivo, a patto che che siano alimentati da due generatori e due pompe d’aria, che sia sempre presente un tecnico per rimediare ad ogni possibile inconveniente e che siano predisposti almeno 10 punti di ancoraggio: insomma, bisognerà evitare il ripetersi di casi come quello del Tour de France 2016 quando uno degli archi crollò addosso ad Adam Yates.

Premiazioni a fine gara
Al termine di ogni gara di un giorno dovranno salire sul podio delle premiazioni i primi tre classificati, i vincitori di eventuali classifiche collaterali o leader delle varie classifiche dell’UCI. La differenza rispetto al passato è invece nelle corse a tappe dove, al termine dell’ultima giornata, oltre al vincitore dell’ultima frazione e dei vincitori delle varie classifiche, saliranno sul podio anche i primi tre classificati della generale finale: può sembrare paradossale, ma fino a quest’anno solo il vincitore finale di una gara a tappe doveva essere premiato sul podio a termini di regolamento, salvo decisioni diverse da parte dell’organizzazione. Nelle tappe precedenti invece nulla di nuovo, cerimonia di premiazione per vincitori e solo i leader delle classifiche.

Le classifiche internazionali
Piccole modifiche per quanto riguarda il calcolo dei vari ranking dell’UCI. Per prima cosa gli aggiornamenti verranno effettuati ogni domenica sera e nel caso di corse che si disputeranno per due volte in meno di 52 settimane (un esempio il Tour du Rwanda, appena concluso ma che nel 2018 sarà ad agosto), si terrà conto solamente dell’edizione più recente per evitare che alcune nazioni utilizzino stratagemmi per guadagnare punti in ottica Giochi Olimpici o Campionati del Mondo.

Cambiano anche le scale di punteggio di alcune gare. Ci saranno più punti in palio per i Campionati Nazionali dove entreranno in ballo (con un bel punteggio) anche le prove della categoria Under23. Ai Campionati Continentali, senza distinzione geografica, si allunga il punteggio per la prova su strada élite che premierà fino al 40° classificato; anche in questo caso entreranno nel conteggio anche le prove riservata agli (e alle) Under23, sia strada che cronometro.

Aumentano in maniera sensibile i punteggi delle altre gare femminili: vincere una gara del Women’s World Tour porterà in dote ben 200 punti contro i 120 attuali e si premieranno le prime 40, nelle gare di classe 1 si passa da 80 a 125 per la vincitrice e poi via a scalare fino alla venticinquesima classificata, nelle gare di classe 2 invece si resta stabili a 40 punti per il primo posto anche se cambia leggermente la scala a seguire. Si tenderà quindi a premiare maggiormente le gare più importanti per avere quindi una classifica mondiale in grado di rispettare meglio i valori tra le atlete. Più punti anche per Campionati del Mondo e Giochi Olimpici anche se poi paradossalmente una posizione tra la 36a e la 40a sarà meno redditizia che in una gara del Women’s World Tour (1 punto contro 3), viene invece rivisto al ribasso giustamente il punteggio della cronometro a squadre iridata, sempre abbastanza snobbata.

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