Mathieu Van der Poel, un trionfo a Diegem © Nieuwsblad.be
Mathieu Van der Poel, un trionfo a Diegem © Nieuwsblad.be

Lo show di Van der Poel va in onda in prima serata

Superprestige, Mathieu stravince a Diegem e riavvicina Van Aert nel in classifica. Terzo di giornata Sweeck, sfortuna Aerts

Tutto sommato non poteva che finire così il 2017 del ciclocross: non poteva che finire con una cavalcata imperiosa di Mathieu Van der Poel, l’uomo che ha caratterizzato l’anno solare, a parte un “piccolo” neo come il Campionato del Mondo, andato al suo grande rivale Wout Van Aert. Per il resto, l’olandesino nato a Kapellen è stato quasi sempre superiore, non parliamo poi dell’attuale stagione nella quale, a parte qualche eccezione, ha sempre conferito laute paghe agli avversari.

A Diegem, nella gara serale per eccellenza del cross internazionale, Mathieu aveva l’obbligo di far meglio di Van Aert, visto che per una serie di circostanze (e di belle prestazioni di Wout) si ritrovava a inseguirlo in classifica. La classifica del Superprestige, s’intende, challenge a cui la gara di Diegem afferisce.

Le cose non sono cominciate bene per MVDP: caduta nel primo giro, su un impegnativo costone, tante posizioni perse, e Van Aert che, come tarantolato, capisce di avere una chance importante e forza i tempi, allunga deciso sulla scalinata di fine circuito e si pone al comando solitario della prova.

 

Van der Poel, la rimonta dopo la caduta
Alle spalle di WVA, un Laurens Sweeck molto positivo ha fatto un tratto di inseguimento con Quinten Hermans, che poi però è caduto su un altro costone e si è perso nelle retrovie; contemporaneamente, su Sweeck rientrava come un treno proprio Van der Poel, che alla fine del secondo giro aveva già messo in chiaro quale sarebbe stato l’osso da rosicare per il battistrada.

Girato a 13″ di distacco da Van Aert, ma secondo da solo con un po’ di margine su Sweeck, piantato in asso poco prima, Van der Poel ha impressionato nelle due tornate successive, mangiando quasi mezzo minuto al Campione del Mondo. Il che, se l’algebra non è un’opinione, ci suggerisce che l’inseguitore ha raggiunto l’inseguito (cosa che è effettivamente accaduta nel terzo giro) e poi l’ha staccato (cosa che è effettivamente accaduta nel quarto giro).

Van Aert ha tentato il tutto per tutto per restare il più possibile col rivale, ma non c’è stato verso: sui tanti rettilinei del circuito di Diegem Van der Poel letteralmente volava, così come volava sugli ostacoli, così come volava – dopo averci preso un po’ di confidenza – sul tratto sabbioso.

La gara è più o meno finita nel momento in cui Van Aert non ha avuto le gambe per rispondere all’ennesima rasoiata di WonderPoel. A quel punto, eravamo a metà della prova, tutti hanno lasciato da parte i cronometri e si sono affidati alle meridiane, che – nonostante fosse sera – erano perfettamente illuminate dal bagliore emanato dal Fenomeno al suo passaggio.

 

Mathieu vince, Van Aert salva la leadership
I 10″ di margine per Van der Poel sono diventati presto 15 e poi 20, e poi sono ancora raddoppiati e quindi di nuovo rivisti all’insù. Al traguardo quasi un minuto (55″ per la precisione) tra il raggiante Mathieu (con tanto di esibizione della bici Stevens: ultima gara per lui con questo mezzo, nel 2018 passerà a Canyon) e un Wout che ha visibilmente accusato il colpo: raramente l’abbiamo visto così dimesso dopo una gara. Aver avuto – almeno per un tratto – in pugno la convinzione di poter vincere a Diegem, e poi essersi visto così brutalmente rimesso a posto, deve aver lasciato qualche solco nell’anima del Rollingstone di Herentals.

Laurens Sweeck ha chiuso correttamente la sua regolare gara al terzo posto, a 1’41” dal vincitore; il quarto posto di Toon Aerts a 2’18” fa quasi sensazione, visto che il corridore della Telenet ha dovuto patire tre o quattro problemi meccanici nella seconda parte di gara, dovendo ricominciare ogni volta la rimonta. Quinto a 2’28” un ottimo Marcel Meisen, che è al top della forma; fuori dalla top five Kevin Pauwels a 2’30”, Tom Meeusen a 2’362, David Van der Poel a 2’51”, Michael Boros a 2’55”, Quinten Hermans a 3’15”. Solo 11esimo Michael Vanthourenhout, che pure nella prima parte di gara era stato particolarmente attivo. Ancor più indietro, al 13esimo posto, Lars Van der Haar, giornata da dimenticare per lui.

Il tutto si traduce con una classifica che si potrebbe considerare chiusa ai primi due in graduatoria: Wout Van Aert resta al comando con 86 punti, Mathieu Van der Poel lo tampina a 85; poi l’abisso, Van der Haar salva il terzo posto a 64 ma ora è guardato a vista da Aerts e Sweeck, entrambi a 62. Nuovo balzo e, a 49, c’è Hermans al sesto posto. Diciamo che anche la battaglia per il podio è circoscritta a quei tre nomi. Tutto si deciderà in febbraio, tra l’11 (con la gara di Hoogstraten) e il 17, col gran finale di Middelkerke.

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